Israele: il terrorismo fattosi Stato
di FERDINANDO PASTORE (Pagina FB)
Esiste un paese che seleziona le pene in base alla razza. Nello specifico, sanziona con la pena di morte solo un’etnia. Copre questa barbarie con il pretesto del terrorismo. D’altronde negli ultimi trent’anni l’Occidente, grazie al medesimo raggiro lessicale, si è permesso di massacrare civili, di disintegrare città, di giustificare l’omicidio politico, mentre Israele ha cercato di indorare il racconto di un genocidio.
Esiste un Paese, dunque, costitutivamente razzista, più del Sudafrica del National Party, più degli Stati Uniti segregazionisti. Un Paese razzista che ha incorporato il terrorismo come elemento legittimante delle proprie istituzioni. Un Paese, Israele, che nella sua interezza persegue una violenza genocidaria. Non una sua parte, non il volto della sua destra. Vive lì un’intera comunità dedita al colonialismo, alla conquista persecutoria di territori promessi da Dio in persona, che valgono bene massacri di innocenti.
Israele condensa, con il suo “lavoro sporco”, tutto l’orrore dell’Occidente. Lo racchiude senza stratagemmi discorsivi, senza umanitarismi retorici. Lo esalta in purezza. Chi giustifica ideologicamente questa barbarie, chi ancora adopera distinguo e precisazioni dovrà, in assenza di coscienza, fare i conti con la Storia e con chi saprà risollevare la sensibilità umana.
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