Non c’è alternativa politica
da CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo)
L’alternativa al centrodestra non è il centrosinistra. Le dichiarazioni di Conte, che intende continuare a fornire assistenza all’Ucraina, oltre a certi incontri tenuti con gli emissari di Trump, dimostrano ancora una volta il gioco degli specchi tra destra e sinistra in Italia. Se poi ci mettiamo che nel campo largo ci sono più filoamericani che filoitaliani, è chiaro che gli uni valgono gli altri, nel senso che nessuno vale niente. Volete un’Italia viva (e non intendo certo quella renziana)? Allora bisogna mettere fine a tutte le stupidaggini alimentate da questa politica sottomessa agli Usa, che ha prodotto una società inetta, strutturata in gruppi e persone che infestano apparati politici, culturali ed economici del tutto corrotti, ipocriti, servili e ormai putrescenti. Basta con la società inclusiva, basta con le garanzie a vita, basta con la parità, basta con la fratellanza, la sorellanza, la coesione, l’integrazione, l’unione, basta con ogni verbosità politicamente corretta e scorretta, che sono ormai la stessa cosa, che non si traduce in nulla di concreto se non in ruoli inutili e incarichi per nullafacenti, sempre troppo impegnati a smuovere l’aria.
Bisogna saper tornare a combattere e soffrire per i grandi obiettivi dell’epoca storica, bisogna che gli istinti tornino a sopravanzare il bieco calcolo conservativo, bisogna che l’intelligenza torni a disposizione della volontà e che la volontà si metta dalla parte dell’intelligenza, che la forza non sia più condannata a prescindere e ad ogni piè sospinto, soprattutto quando contrasta la scimunitaggine dei nostri “cavi leader”, che non sia sprecata nel delitto fine a sé stesso e nella criminalità disorganizzata. Occorre che si lasci finalmente andare la feroce creatività nazionale per incanalarsi nelle strade più impervie e pericolose, abbandonando quelle consuete e troppo battute. Del resto, era questo il genio italico del passato, lotte e avvelenamenti, con la scienza a disposizione dei conflitti. Volete la vera libertà? Libertà sia.
Dobbiamo tornare ad essere una società in cui gli spiriti animali riprendono il sopravvento sulla troppa indolenza e affettazione, “prego, si accomodi, ma sul patibolo”, un ambiente in cui lo scopo generale abbia una nuova frontiera, che non sia il sempiterno cantuccio, che non sia il posto al calduccio, in cui il cavaliere affronta l’ignoto e chi sta in mezzo viene tolto di mezzo. Ci vuole gente che non teme di sbagliare e di pagare il prezzo dei propri errori, senza scaricare le proprie responsabilità sulla sorte avversa o su chi gli sta accanto. La politica torni ad essere quel mestiere rischioso in cui, quando ci si guadagna, ci si guadagna innanzitutto la testa sul collo e poco altro, se non la gloria del condottiero.
Solo un’Italia così può rimettersi in cammino in un mondo in subbuglio e sempre più agguerrito. Ci vogliono individui che, prima della fortuna, contino sul proprio valore, che sfidino le stelle, buone o cattive che siano, ci vuole una società viva e la vita è sempre feroce e selvaggia, quella in cui il cacciatore rincorre la preda o si nasconde dal predatore, senza aspettarsi il falso aiuto dall’alto, perché per una mano che ti danno si prendono sempre più del braccio.
Occorre che venga negato tutto quello che oggi si chiama normalità, comunità, umanità, solidarietà, blablabla, perché così si fa l’esatto contrario di quanto si proclama, anzi ci stanno comunque peggiorando la vita col loro progresso che infiacchisce quelli in basso rendendo sempre più parassitari quelli in alto. Per rinascere, l’Italia ha bisogno che di ogni luogo comune si faccia un falò.
Bisogna ribaltare lo slogan sessantottino “vogliamo tutto”, adottando quello più cogente “rifiutiamo tutto”, persino l’assistenza sociale. Consideratela una provocazione, ma nemmeno tanto, perché avremo bisogno di una crescente aggressività. Bisogna rifare l’Italia tirando fuori dagli italiani l’antica grandezza, quella del farabutto e dell’alto ideale. Altrimenti, “te saludi patria”. L’esempio sia quello delle grandi civiltà che, dopo aver randellato in ogni direzione, danno lezioni a tutti sul bene e sul male affinché agli altri non venga in mente di farsene a propria misura.
FONTE: https://www.conflittiestrategie.it/non-ce-alternativa-politica





Commenti recenti