L’Iran infligge agli USA le peggiori perdite dall’inizio della Guerra
di OTTOLINATV (Giuliano Marrucci)
Secondo un’esclusiva del Wall Street Journal, “L’attacco iraniano all’ambasciata statunitense (di Riyadh) ha causato danni maggiori di quanto dichiarato”:

“Secondo quanto affermato da funzionari americani, sia in servizio che in pensione”, riporta il Journal, “l’attacco con droni iraniani del mese scorso contro l’ambasciata statunitense in Arabia Saudita ha causato danni più ingenti di quanto precedentemente reso noto” e questo confermerebbe, oltre ogni ragionevole dubbio, la “capacità dell’Iran di colpire gli obiettivi di Washington nel regno”; l’evento risale al 3 marzo, “quando un drone iraniano è riuscito a eludere le difese aeree che proteggono il quartiere diplomatico di Riyadh e si è schiantato contro il complesso americano”: “Un minuto dopo, un secondo drone è entrato nel buco creato dal primo ed è anch’esso esploso”. “Il Ministero della Difesa saudita all’epoca affermò che l’attacco aveva provocato un incendio circoscritto e danni lievi”, ma, secondo quanto affermato dalle fonti, “la situazione era ben più grave, con un incendio che divampò per mezza giornata” e con alcune parti dell’ambasciata “danneggiate in modo irreparabile”: “Gli attacchi notturni hanno penetrato un’area protetta dell’ambasciata, dove di giorno lavoravano diverse centinaia di persone, e hanno gravemente danneggiato tre piani”; “Anche la sede della Central Intelligence Agency (CIA) è stata colpita”. “Un messaggio chiaro: l’Iran potrebbe colpire gli americani in luoghi che ritenevano protetti”; ”Sono stati in grado di produrre un’arma di fabbricazione locale, spararla a centinaia di chilometri di distanza e farla entrare nell’ambasciata del loro principale avversario, il che significa che avrebbero potuto colpire qualsiasi cosa volessero in città”, ha affermato Bernard Hudson, ex capo dell’antiterrorismo della CIA con una vasta esperienza negli stati del Golfo Persico, tra cui l’Arabia Saudita: ”C’è stato un completo blackout sull’effettiva entità dei danni subiti da questi luoghi”, ha affermato riferendosi alle ambasciate e alle basi statunitensi, e ”Questo alimenta il sospetto che i danni reali possano essere molto più ingenti”.
In realtà, però, come riporta Al Mayadeen, gli iraniani respingono completamente questa attribuzione:

“Le Guardie Rivoluzionarie condannano l’attacco all’ambasciata statunitense a Riyadh, affermando che l’esecuzione è stata opera di Israele”, titola: nella dichiarazione n. 54 dell’Operazione True Promise 4, il Dipartimento di pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha condannato l’attacco all’ambasciata, riportato dal Wall Street Journal, sottolineando che, richiamando le strategie regionali dell’occupazione israeliana, “questa azione è stata certamente compiuta da sionisti“; il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha confermato che la lista degli obiettivi delle Forze Armate iraniane è stata chiaramente identificata, aggiungendo che l’Iran ha già informato i Paesi limitrofi degli avvertimenti necessari per prevenire un’ulteriore escalation. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre avvertito che l’Asia occidentale “deve rimanere vigile contro le provocazioni della corrente americano-sionista”, che mira a destabilizzare e distruggere la regione. L’Iran ha ripetutamente sottolineato che le sue operazioni prendono di mira le risorse militari israelo-americane e le infrastrutture ad esse collegate nella regione e nei territori occupati della Palestina; ha inoltre stilato liste di obiettivi per le sue rappresaglie reciproche in seguito agli attacchi alle sue infrastrutture civili, comprese le basi statunitensi nella regione: l’ambasciata americana a Riyadh non era tra questi. Solo ieri, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno condannato gli attacchi ai desalinizzatori dell’acqua in Kuwait, affermando che l’entità israeliana “è dietro questo vile atto di aggressione volto a seminare discordia“; analogamente, in seguito all’incendio divampato all’inizio di marzo presso la raffineria di Ras Tanura della Saudi Aramco, una fonte militare iraniana ha dichiarato all’agenzia di stampa Tasnim che l’attacco era “un’operazione sotto falsa bandiera israeliana“ volta a distrarre i Paesi della regione dagli attacchi israeliani contro siti civili in Iran, sottolineando che “finora gli impianti della Aramco non sono stati tra gli obiettivi degli attacchi iraniani“. Ovviamente, tutte le parti in causa hanno interessi piuttosto evidenti a sostenere queste due tesi contrapposte, e capire chi la spara più grossa, sinceramente, non è alla nostra portata; quello che sicuramente, dopo ieri, possiamo affermare con ancora più sicurezza è che gli iraniani sono ancora in grado di infliggere pesanti perdite al nemico, anche senza tirare in ballo le infrastrutture civili.
Come sottolinea Simplicius The Thinker, “Appena un giorno dopo che Trump aveva promesso di riportare l’Iran all’età del pietra, gli Stati Uniti hanno vissuto le 24 ore più disastrose della loro guerra aerea contro l’Iran fino ad ora”; le perdite più significative riguardano senz’altro gli F-15 e gli A-10, ma la lista è incredibilmente lunga e ricca:
1. Un F-15E Strike Eagle dell’aeronautica statunitense è stato colpito dal fuoco iraniano ed è precipitato in Iran. Entrambi i membri dell’equipaggio sono sopravvissuti, uno dei quali è stato tratto in salvo, mentre è in corso una vasta operazione di ricerca e soccorso per il secondo;
2. Un HH-60W Jolly Green II dell’aeronautica statunitense, impegnato in operazioni di soccorso dell’equipaggio di un F-15 abbattuto, è stato colpito da colpi di arma da fuoco e almeno un membro dell’equipaggio è rimasto ferito, ma è riuscito a tornare alla base;
3. Il pilota di un A-10C Thunderbolt II dell’aeronautica statunitense si è eiettato sul Golfo Persico, e l’Iran ha rivendicato l’abbattimento. Il pilota è stato recuperato sano e salvo;
4. Un F-16C Fighting Falcon dell’aeronautica statunitense è apparso brevemente sui siti di tracciamento dei voli con il codice transponder 7700 (emergenza) sull’Iraq;
5. Un KC-135 Stratotanker dell’aeronautica statunitense aveva il codice transponder 7700 (emergenza) su Israele.
La questione è piuttosto semplice: dopo un mese abbondante di aggressione, gli USA devono gradualmente passare dagli attacchi effettuati da lontano con missili a lunga gittata, ad attacchi ravvicinati con bombe a gravità e Bunker Buster, sia perché hanno sostanzialmente finito Tomahawk e roba simile, sia perché devono colpire con più determinazione i depositi sotterranei ed altri obiettivi fortificati. Per farlo in sicurezza, avrebbero dovuto annichilire gran parte delle difese antiaeree iraniane, ma, nonostante l’utilizzo massiccio di tutto quello che avevano a disposizione, ci sono riusciti solo in parte.
Il Wall Street Journal sottolinea che L’Iran usa la guerra asimmetrica per infliggere danni da una posizione di svantaggio – e graziarca**o, direi…

“L’abbattimento di due aerei da guerra statunitensi da parte dell’Iran”, è costretto ad ammettere l’articolo, “è la prova più lampante finora che, nonostante le enormi perdite militari, Teheran può ancora aumentare significativamente il costo del proseguimento del conflitto per gli Stati Uniti e Israele”: “Gli abbattimenti rappresentarono la dimostrazione più efficace della strategia militare iraniana volta a infliggere sconfitte tattiche agli Stati Uniti e ai loro alleati, non con l’obiettivo di una vittoria militare, ma di sopravvivenza e di indebolimento della loro volontà di continuare a combattere”; “La questione ora è quanto questi colpi indeboliscano la determinazione del presidente Trump a continuare – e persino ad ampliare – la guerra, in un momento in cui sembrava già deciso a porvi fine rapidamente”. ”Questo dimostra inequivocabilmente che l’Iran può vincere anche senza vincere”, ha affermato Alan Eyre, ex esperto del Dipartimento di Stato sull’Iran e membro del Middle East Institute: ”La narrativa statunitense è: Abbiamo tutto sotto controllo. Questo evento la smentisce”.
Benvenuto nel mondo reale, Mister Trump:

FONTE:https://ottolinatv.it/2026/04/04/iran-infligge-agli-usa-le-peggiori-perdite-da-inizio-della-guerra/





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