L’Iran ha rifiutato il “piano di pace” degli Stati Uniti
da L’INDIPENDENTE ONLINE (Dario Lucisano)

I negoziati per una pace in Iran sono entrati in una nuova fase di stallo. Dopo giorni di attesa, Teheran ha bocciato la bozza di cessate il fuoco degli Stati Uniti, inviando una controproposta ai mediatori pakistani. Quello che i media descrivono come un «lungo documento» si concentra sulla fine delle ostilità, rifiutando le richieste degli USA sull’abbandono del nucleare e posticipando le discussioni sui punti salienti di un mese. Teheran propone che in prima battuta Washington sollevi il proprio blocco marittimo sui porti iraniani e revochi temporaneamente le sanzioni sulla vendita di petrolio, impegnandosi in cambio a riaprire lo Stretto di Hormuz. Una proposta, insomma, che non introduce niente di nuovo rispetto a quanto già chiesto in oltre due mesi di guerra, ma che è bastata a fare adirare il presidente degli USA: una risposta «inaccettabile», ha detto Trump, tornando a minacciare il Paese nemico.
La bozza di memorandum degli USA risale alla scorsa settimana: il contenuto preciso della proposta non è noto, ma dalle ricostruzioni fornite dai media pare che essa si sviluppasse attorno a quattordici punti, spostando le discussioni sulle questioni di maggiore rilievo a un secondo momento. Nonostante ciò, il testo avrebbe impegnato preventivamente l’Iran a rispettare alcune imposizioni sul nucleare. Secondo il sito di informazione Axios, essa avrebbe istituito una moratoria sull’arricchimento dell’uranio fissando un periodo – dalla durata da negoziare – in cui l’Iran avrebbe dovuto abbandonare i propri programmi di ricerca e produzione. La risposta con annessa controproposta dell’Iran è arrivata ieri, e, secondo i media ufficiali della Repubblica Islamica, che menzionano funzionari del Paese, «insiste sulla necessità di una fine immediata della guerra e sulla garanzia che non ci saranno ulteriori aggressioni contro l’Iran»; il testo, inoltre, «insiste anche sulla necessità di revocare le sanzioni relative alla vendita di petrolio iraniano durante un periodo di 30 giorni», e chiede la liberazione dei beni iraniani congelati per lo stesso lasso di tempo. L’Iran, insomma, propone un periodo di trenta giorni in cui vengano abbandonate tutte le forme di aggressione e pressione reciproche e di discutere del programma nucleare in un secondo momento.
Come già fatto in diverse altre occasioni nell’arco di questi ultimi due mesi e mezzo, i funzionari iraniani hanno tenuto la schiena dritta davanti alle intimidazioni di Trump e non hanno esitato a rigettare una proposta che reputavano svantaggiosa. Un atteggiamento che fatica ad andar giù al presidente degli Stati Uniti, che ha rilanciato le minacce. «Per 47 anni gli iraniani ci hanno “preso in giro”, ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, hanno distrutto le proteste e, di recente, hanno sterminato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, ora di nuovo GRANDE. Non rideranno più! [ndr. maiuscolo originale]», ha scritto il presidente, per poi commentare: «Ho appena letto la risposta dei cosiddetti “rappresentanti” iraniani. Non mi piace per niente, è ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE! [ndr. maiuscolo originale]». Dall’Iran non è tardata la risposta, dai toni sarcastici: «Abbiamo appena visto la reazione del “cosiddetto presidente degli Stati Uniti” alla risposta dell’Iran. Non ha alcuna importanza: nessuno in Iran scrive proposte per compiacere Trump», hanno commentato dei funzionari di Teheran, ribadendo le posizioni del Paese.
FONTE: https://www.lindipendente.online/2026/05/11/liran-ha-rifiutato-il-piano-di-pace-degli-stati-uniti/





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