Trump sospende l’attacco pianificato all’Iran e altre notizie interessanti
di LIMES (Mirko Mussetti)

Guerra del Golfo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver sospeso il nuovo attacco pianificato con Israele contro l’Iran, dopo che Teheran ha trasmesso a Washington tramite Islamabad una nuova proposta di pace. L’inquilino della Casa Bianca ha precisato che le Forze armate a stelle e strisce restano pronte a lanciare “un’offensiva su larga scala” contro la Repubblica Islamica, qualora non venga raggiunto un accordo accettabile per l’America. Il regime degli ayatollah punta al consolidamento del cessate-il-fuoco, alla riapertura dello Stretto di Hormuz e all’alleggerimento delle restrizioni marittime, rimandando la questione nucleare a una fase successiva. Teheran chiede inoltre al paese aggressore riparazioni economiche per i danni di guerra. Secondo il tycoon, vi sarebbero “ottime possibilità” di raggiungere un’intesa che impedisca all’Iran di fabbricare armi atomiche senza ricorrere a nuovi bombardamenti. Più semplicemente, The Donald potrebbe essere privo sia di una soluzione militare sia di una exit strategy non troppo umiliante.
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Pakistan – Arabia Saudita
Il Pakistan ha rafforzato in modo significativo la propria presenza militare in Arabia Saudita grazie al dispiegamento di circa 8 mila soldati e di uno squadrone di caccia multiruolo Jf-17 Thunder (noto anche come Fighter China-1 Fierce Dragon) di fabbricazione sino-pachistana. Le Forze armate di Islamabad hanno inoltre trasferito nella monarchia del Golfo diversi droni e sistemi missilistici terra-aria Hq-9 di produzione cinese. L’accresciuta presenza militare di Islamabad nella Penisola Arabica è frutto dell’accordo di mutua difesa sottoscritto nel 2025, che pone Riyad sotto l’ombrello nucleare pakistano. Il patto prevede la possibilità di estendere la presenza militare pakistana nel Regno fino a 80 mila militari.
Per approfondire: L’illusione saudita di Islamabad

Filippine – Taiwan
Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha dichiarato che le Filippine verrebbero inevitabilmente coinvolte in un eventuale conflitto armato contro Taiwan a causa della vicinanza geografica dell’arcipelago e della presenza di circa 200 mila lavoratori filippini a Formosa. Marcos ha ribadito che Manila non ha alcuna intenzione di partecipare a una guerra, ma – “guardando la mappa” – le isole settentrionali potrebbero subire comunque le ripercussioni di uno scontro militare nello Stretto.
Per approfondire: Manila morirebbe per gli scogli ma non per Taiwan

Australia
L’Australia si è assicurata oltre 600 mila barili di carburante per aerei dalla Repubblica Popolare Cinese e circa 38.500 tonnellate di urea dal Brunei, necessarie per sostenere la produzione agricola interna. Previste per giugno, entrambe le spedizioni rientrano nel quadro di un nuovo accordo di sicurezza regionale per carburanti e fertilizzanti dal valore di 7,5 miliardi di dollari australiani (4,6 miliardi di euro). Il primo ministro Anthony Albanese ha fatto sfoggio di ottimismo: “I 600 mila barili aggiuntivi di cherosene contribuiranno a mantenere l’Australia in movimento, mentre il fertilizzante extra darà certezze ai nostri agricoltori”. La notizia è significativa, poiché la Cina ha imposto restrizioni all’export di carburante per tutelare gli approvvigionamenti interni a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz e dal conseguente mancato afflusso di greggio dal Golfo.
Per approfondire: Il piano dell’Australia per opporsi alla Cina






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