La trasformazione del capitale transnazionale post crisi 2008

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2 Risposte

  1. Stefano D'Andrea ha detto:

    Articolo pessimo, a mio avviso.
    Bene fa Jacopo a pubblicare, nella sezione rassegna stampa, svariate analisi sull’elezione di Trump e non è necessario prendere posizione su tutte. Ma su quest’articolo qualcosa voglio dire.
    L’articolo è costituito da un insieme di parole senza capo né coda, messe al servizio del nulla in ragione di grave patologia che affligge l’autore: chi vede fascismo ovunque non vi sia il capitalista liberale è un malato mentale.
    Mi dispiace che Sinistra in rete, che, in un ambiente inizialmente ostile al sovranismo e al populismo, cerca di svolgere e sta sempre più svolgendo un buon lavoro, pubblichi anche questi articoli penosi.
    L’elezione di Trump è, o meglio potrebbe essere, soltanto un ulteriore (speriamo non insignificante) scricchiolio del globalismo liberale culturalmente cosmopolita. Ogni nemico di quest’ultimo regime deve essere (molto moderatamente) contento sotto questo profilo.
    Piuttosto è una delle possibili future politiche estere degli Stati Uniti che mi preoccupa, la quale potrebbe essere diversa da quella della Clinton ma ugualmente guerrafondaia. Prima o poi scriverò qualcosa.

    • Giacomo ha detto:

      Prego entrare nel dettaglio delle critiche. Dire ”senza capo né coda” significa dimostrare solo.di averci.capito poco e niente. Penosi? E perché? Chi scrive ha titoli per essere cosi supponente? W la critica ma nel merito per favore, altrimenti facciamo davvero pena.noi.

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