quantitative easing #2

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  1. carmen ha detto:

    Grazie, analisi interessante.
    Il problema non è tanto lo stampare denaro, ma l'USO che se ne fa! Giusto?

  2. Andrea.Mensa ha detto:

    @ carmen

    direi più correttamente "in mano a chi finisce", perchè da questo deriva il "cosa ne fa".

  3. Iacopo67 ha detto:

    "Così la massa monetaria circolante s ridusse al lumicino con un moltiplicatore monetario ridottosi del 75% a 0,82"
     
    Cosa vuol dire moltiplicatore monetario ridotto allo 0,82 ?

  4. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    il moltiplicatore monetario è un rapporto tra (100+ circolante)/(mezzi propri +circolante.)

    praticamente è un valore che aumenta man mano che, tramite le riserve frazionate viene creato denaro, riportando come 100 le riserve totali delle banche, che includono sia la riserva obbligatoria, sia la riserva libera.

    questo numero aumenta mano a mano che la quantità di denaro nel mercato aumenta, e diminuisce man mano che il denaro si concentra nel siatema bancario.

    questo è il concetto, e non credo ti serva la formula esatta.

  5. Iacopo67 ha detto:

    Più o meno ho capito.
    Ti faccio un'altra domanda, facile, almeno credo:
    qual'è l'agglomerato monetario dove per prima appaiono i soldi moltiplicati col sistema della riserva frazionaria ?  Per caso è M1 ?  Te lo chiedo perchè ho visto un grafico della massa monetaria USA e M1 non era poi tanto di più di M0, e sono rimasto un pò perplesso.
     
    Volevo dirti anche che condivido l'analisi che hai fatto, c'è un problema di mancata redistribuzione della moneta verso il basso.  Però mi sa che sei abbastanza diplomatico quando dici all'inizio di una errata diagnosi, a me viene da pensare che son tutti dei volponi, poi magari i critici più in vista preferiscono parlare di errore, per non doversi esporre denunciando una frode.

  6. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    dovendo gestire uno spazio, dove chiunque mi può ritrovare ( e che quindi non consente di gettare il sasso e scappare) un minimo di diplomazia occorre usarlo , no ? inoltre lascia sempre spazio al riconoscere eventuali errori. Essere troppo definitivi non è mai buona politica.

    su una cosa sono d'accordo tutti, ma proprio tutti.

    M1 è il circolante (m0 che è tuto il liquido NON depositato presso banche, ma circolante)  più tutti i conti (correnti, postali) di liquidità immediata.

    se già su M2 ci sono differenze di interpretazione nei vari sistemi, M0 e M1 sono praticamente fotocopiati.

    ti ricordo, che per il sistema bancario, stampare banconote da dare in cambio di una diminuzione dei conti ( dicesi prelievo) non è un problema, quando la banca centrale supplisce poi con prestiti suoi, alla diminuzione del fondo depositi ( per cosa riguarda il computo del tetto agli investimenti).

  7. Iacopo67 ha detto:

    Ok.  Curiosando, ho scoperto anche che i titoli di stato ( con scadenza entro 2 anni ) sono conteggiati in M3, e che quando lo stato emette questi titoli, M3 aumenta.  E' proprio come dicevi te, emettere titoli di stato aumenta la liquidità totale.
     
    Darò un'occhiata al sito della Federal reserve, anche se non so quanto riuscirò a capirci.
     
    Ciao

  8. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    la FED è già parecchio ch enon pubblica più M3, proprio perchè non c'è concordanza tra le diverse BC per definirlo.

  9. Andrea.Mensa ha detto:

    ps. si , soprattutto per i titoli con vita residua molto breve..

    questo il link della federal reserve di St. Louis:

    http://research.stlouisfed.org/fred2

  1. 8 Marzo 2011

    […] Articolo: quantitative easing #2 Aggregato il   7 marzo, 2011 nella categoria Banche, Comparazione, Economia, Finanziamenti, […]

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