Il capitalismo si sta giocando i giovani meridionali

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  1. Lorenzo ha detto:

    >>> "O il sistema affronta il problema, o crolla"
     
    Se le cose stessero così, bisognerebbe sperare che non lo affrontasse.
     
    Purtroppo lo sta già affrontando a modo suo: più inebetimento mediatico, più ignoranza, più immigrazione, nella speranza coronata dal successo che l'immiserimento si risolva in una sempre maggiore atomizzazione della società e quindi una sempre minore resistenza allo sfacelo liberista.
     
    E così i giovani greci ridotti alla disperazione invece di pensare a scannare chi li ha ridotti in quello stato pensano a emigrare a loro volta, per rifarsi una vita all'estero. Andranno a rubare il posto di lavoro a tedeschi, francesi e danesi, contribuendo ad aumentare la pressione sui salari locali (e ad imbastardirne ulteriormente le popolazioni).
     
    Per quanto infine riguarda questo popolo, questa povera gente che vi piacerebbe osannare, non dimenticatevi che i partiti al potere li hanno votati loro. Non escludo che ormai le elezioni nazionali siano falsificate, ma ancora non mi sembra che il regime abbia stretto il cappio al punto da manipolare quelle locali. I meridionali ottocenteschi reagirono all'occupazione piemontese colla guerriglia e il brigantaggio, questi al massimo reagiscono votando Vendola.
     
    La verità è che il gregge, specie oggi che è interamente mediatizzato e abituato a passare la vita davanti a uno schermo, è indifeso dinanzi ad un martellamento mediatico compatto, organizzato secondo criteri scientifici. E' la grande lezione che le élites dirigenti statunitensi avevano tratto dalla propaganda di guerra svolta in occasione del I conflitto mondiale, e che ha formato la base di tutte le manipolazioni successive.

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Lorenzo,

    nulla da obiettare al tuo commento, chiaro, profondo e incontestabile.

    Tuttavia, cosa abbiamo  da fare, se non individuare i problemi, prospettare soluzioni, e cercare con pazienza di unire tutti i migliori?

    Molti dei primi articoli che ho scritto sono dedicati alla figura del "consumatore" e alla pubblicità. Ormai il sistema mostruoso è stato creato e non lo distruggi nemmeno in caso di crollo economico. Il sistema mediatico inebetente e conformativo del consumatore resisterebbe.

    La resistenza individuale e l'educazione dei propri figli sono le priorità. E' la difesa minima.

    Chi ha la fortuna di insegnare e per qualche ragione è sfuggito, in tutto o in parte ai tentacoli del mostro, può concorrere a educare altri giovani.

    Per il resto, bisogna giungere a descrivere con assoluta chiarezza il sistema mostruoso, ad esprimere in modo cristallino l'analisi, ad avanzare proposte semplici, a tirare calci in mezzo le gambe per suscitare rancore o adesione, e a unire in una Associazione i migliori.

    Io nel mio piccolo cerco di fare tutto questo. Proprio perché so che le cose stanno come dici tu, credo che sia obbligatorio darsi tempi lunghi e gioire anno per anno dei passa avanti.

    La crisi certamente aiuta

  3. Lorenzo ha detto:

    >>> "Tuttavia, cosa abbiamo  da fare, se non individuare i problemi, prospettare soluzioni, e cercare con pazienza di unire tutti i migliori?"
     
    Solo pensare con un po’ di sano disprezzo a questo popolo che per consuetudine ideologica inveterata siete abituati a incensare e difendere: a vederlo un po’ più in termini di canaille e un po’ meno in quelli di cittadinanza, classe lavoratrice ecc.

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