Gli Usa cedono il comando delle basi Nato di Napoli e Norfolk e altre notizie interessanti
di LIMES (Mirko Mussetti)

NATO
Gli Stati Uniti di Donald Trump si apprestano a cedere due dei principali posti di comando della Nato – Napoli e Norfolk – a ufficiali europei. La rotazione segue pienamente il nuovo corso della politica estera trumpiana, volta a spronare i partner del Vecchio Continente ad assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza militare e a promuovere una nuova Alleanza Atlantica a trazione europea.
Per approfondire: Una fantastica realtà

USA – PACIFICO
Il Comando Sud delle Forze armate degli Stati Uniti (Southcom) ha reso noto di aver colpito un’imbarcazione sospettata di traffico di droga nel Pacifico orientale, uccidendo almeno due persone. La Guardia costiera americana è stata incaricata di cercare un possibile sopravvissuto. È il primo attacco autorizzato dal nuovo comandante del Southcom Francis Donovan, entrato in carica la scorsa settimana. Nel frattempo, Washington ha annunciato un’operazione separata nell’Oceano Indiano, dove la Marina militare a stelle e strisce ha abbordato la petroliera battente bandiera panamense Aquila II, sospettata di violare le sanzioni americane sul petrolio del Venezuela. Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti intercetteranno tutte le navi impegnate a eludere il blocco americano a costo di inseguirle “in giro per il mondo”.
Per approfondire: Il primo atto dell’impero delle Americhe di Trump

CAUCASO
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance è volato a Erevan per incontrare il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan e siglare un importante accordo di cooperazione sul nucleare civile. Il cosiddetto “123 Agreement” permetterà a Washington di esportare tecnologia e componenti nucleari nel piccolo paese del Caucaso meridionale. Il braccio destro di Donald Trump ha chiarito che l’intesa riguarda piccoli reattori modulari per un valore fino a 5 miliardi di dollari, oltre all’erogazione di materiale fissile e servizi di manutenzione di lungo periodo per circa 4 miliardi. Sebbene non obblighi Erevan ad acquistare reattori a stelle e strisce, l’accordo armeno-statunitense sembra appositamente concepito per offrire una soluzione relativamente rapida e percorribile alla dismissione della centrale nucleare di origine sovietica di Metsamor (provincia di Armavir) programmata per il 2027. Vance si è poi recato in Azerbaigian per incontrare il presidente İlham Aliyev e sollecitare la realizzazione del corridoio mercantile “Trump Route for International Peace and Prosperity” (Tripp) volto a interconnettere Baku alla exclave di Naxçıvan attraversando l’Armenia meridionale.
Per approfondire: Il Caucaso meridionale mescola le carte

CISGIORDANIA
Il governo di Binyamin Netanyahu ha approvato una serie di misure volte a rafforzare il controllo di Israele sulla Cisgiordania occupata. Tra queste la fine del divieto di compravendita di terreni sulla riva occidentale del Giordano ai cittadini israeliani, il trasferimento della pianificazione edilizia nei luoghi sacri di Hebron alle autorità dello Stato ebraico e la possibilità per Gerusalemme di acquistare “riserve di terreni per insediamenti”. Inoltre, l’esecutivo di “re Bibi” si riserva il potere di applicare norme ambientali, idriche e archeologiche nelle zone preposte all’autogoverno palestinese. In una dichiarazione congiunta, Giordania, Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Pakistan e Indonesia hanno condannato le politiche di Israele volte ad “accelerare l’annessione illegale e lo sfollamento del popolo palestinese”. L’ultrasionista ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che tale decisione “cambia radicalmente la realtà legale e civile in Giudea e Samaria”.
Per approfondire: Da Cisgiordania a Giudea e Samaria, il nome cambia tutto

MEKONG
La 162ª operazione di pattugliamento congiunto di Cina, Laos, Myanmar e Thailandia sul fiume Mekong ha preso il via. Le unità della Repubblica Popolare sono salpate da Jinghong (Yunnan), mentre le imbarcazioni del Laos e della ex Birmania hanno mollato gli ormeggi a Ban Houayxay e Wanbang per convergere in acque designate e formare un gruppo navale misto. Il centro di comando congiunto è istituito a bordo di una nave cinese. Le manovre prevedono ispezioni coordinate in acqua e a terra, operazioni congiunte di interdizione e attività di prevenzione nelle aree sensibili del lungo fiume indocinese con l’obiettivo di contrastare i reati transfrontalieri.
Per approfondire: Mekong, geopolitica di un fiume conteso






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