Riprendono a Ginevra i colloqui Usa-Iran sul nucleare e altre notizie interessanti
di LIMES (Mirko Mussetti)

USA – IRAN
Stati Uniti e Iran hanno ripreso i colloqui sul nucleare a Ginevra (Svizzera) mediati dall’Oman. Gli inviati di Washington Steve Witkoff e Jared Kushner puntano ad ampliare il negoziato anche a missili e attività regionali iraniane, mentre il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi accetta di discutere solo dei limiti al programma atomico in cambio della revoca delle sanzioni. Il presidente americano Donald Trump ha comunicato che seguirà i colloqui “indirettamente”, avvertendo sulle conseguenze di un loro fallimento. In Svizzera, il diplomatico della Repubblica Islamica ha inoltre incontrato il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi per discutere di cooperazione e aspetti tecnici.
Per approfondire: Storia del nucleare iraniano

USA – UNGHERIA
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato a Budapest il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orbán, sostenendone apertamente la corsa a un quinto mandato al Karmelita kolostor di Buda (sede del premier) alle elezioni politiche del 12 aprile. Durante la visita è stato firmato un accordo intergovernativo sulla cooperazione nucleare civile. L’intesa prevede la possibile compravendita di reattori modulari di piccola taglia degli Stati Uniti, combustibile nucleare americano e tecnologie per lo stoccaggio del combustibile esaurito. Il capo di Foggy Bottom ha sottolineato che la stretta relazione personale tra il leader magiaro e Trump ha inaugurato una “età dell’oro” nei rapporti bilaterali tra Washington e Budapest. Orbán ha ribadito la disponibilità a ospitare eventuali colloqui di pace tra Stati Uniti, Russia e Ucraina e ha invitato l’inquilino della Casa Bianca a visitare l’Ungheria prima del voto.
Per approfondire: L’Ungheria non è cavallo di Troia di Russia e Cina ma Laocoonte dell’Occidente
POLONIA NUCLEARE
Secondo il presidente della Polonia Karol Nawrocki, Varsavia dovrebbe “iniziare a lavorare” a una propria strategia di sicurezza basata sul “potenziale nucleare”. Lo storico ed ex presidente dell’Istituto della memoria nazionale polacca ha rivelato di essere “un grande sostenitore dell’ingresso della Polonia nel progetto nucleare” pur precisando che il percorso verso la Bomba dovrebbe avvenire “nel rispetto di tutte le normative internazionali”. Soprattutto in considerazione della posizione geografica dell’Aquila Bianca “ai confini di un conflitto armato” e dell’atteggiamento “aggressivo e imperiale” della Russia. Interrogato sulle possibili reazioni di Mosca, il politico gedanese è stato tranchant: “La Russia può reagire in modo aggressivo a qualsiasi cosa”.
Per approfondire: La Polonia al bivio imperiale

NIGER – ALGERIA
Il presidente dell’Algeria Abdelmadjid Tebboune ha ricevuto il leader del Niger Abdourahamane Tiani per ravvivare i rapporti bilaterali e rilanciare il progetto di un gasdotto trans-sahariano. Secondo il capo di Stato magrebino, l’incontro ha sancito la fine di un “anomalo periodo di freddezza” tra i due paesi confinanti, normalizzando i rapporti dopo le tensioni scaturite dalla deposizione dell’ex presidente saheliano Mohamed Bazoum. I circa 4 mila chilometri di tubo del Trans-Saharan Gas Pipeline porteranno il gas estratto in Nigeria fino all’Algeria per poi giungere in Europa.
Per approfondire: L’Algeria si sogna potenza ma deve volare basso

CAVI SOTTOMARINI
Il più grande sistema mondiale di cavi sottomarini è approdato negli Emirati Arabi Uniti (Eau). La rete sottomarina 2Africa, lunga 45 mila chilometri per connettere 33 paesi, è entrata in funzione negli Eau con l’integrazione nel data center SmartHub del gruppo emiratino Etisalat. Il cavo, con una capacità dichiarata di 180 Tbps, rafforza il ruolo di Dubai come snodo per l’alta connettività tra Africa, Asia ed Europa. Sono inoltre in programma nuovi collegamenti regionali e intercontinentali come il cavo Singapore-India-Golfo, il cavo Al Khaleej nel Golfo Persico/Arabico e il sistema Ice IV verso il Sud-Est asiatico. L’espansione delle dorsali digitali si inserisce in un contesto di forti investimenti nella ricca monarchia elettiva in data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Per approfondire: Gli imperi dei cavi sottomarini

AUKUS
L’Australia investirà 3,9 miliardi di dollari australiani (circa 2,3 miliardi di euro) per la costruzione di un nuovo cantiere navale di Osborne (Adelaide), destinato alla produzione di sottomarini a propulsione nucleare in ottemperanza al patto Aukus siglato con Stati Uniti e Regno Unito. L’accordo annunciato nel 2021 rappresenta il più grande investimento militare nella storia del paese e porterà Canberra a realizzare congiuntamente con Londra una nuova classe di sottomarini atomici. Il primo ministro Anthony Albanese ha definito lo stanziamento un “acconto” per la realizzazione dell’infrastruttura, il cui costo complessivo è stimato in 30 miliardi di dollari australiani nei prossimi decenni.
Per approfondire: Aukus oltre Aukus






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