La Francia approfitta della guerra per accelerare sulla deterrenza nucleare UE
di L’INDIPENDENTE(DARIO LUCISANO)
«Aumenteremo il numero di testate nucleari, ma non comunicheremo i dettagli». Così il presidente Emmanuel Macron, ha annunciato il potenziamento dell’arsenale nucleare francese. L’annuncio, in contrasto con i principi delineati dai trattati internazionali sulle armi atomiche, arriva nel bel mezzo della guerra in Iran scatenata dall’aggressione israeliano-statunitense (i cui sviluppi possono essere seguiti nella diretta de L’Indipendente). Secondo le ultime cifre pubblicate dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI), la Francia possiede circa 290 armi atomiche e rappresenta, insieme al Regno Unito, la deterrenza nucleare europea. Con la Germania è stato istituito un “gruppo direttivo nucleare di alto livello», che permetterà alle truppe tedesche di unirsi a quelle francesi nelle esercitazioni nucleari, già a partire da quest’anno. Parigi e Berlino lavoreranno poi insieme al Regno Unito su progetti missilistici a lungo raggio.
L’annuncio di Macron è arrivato ieri, 2 marzo, in un discorso tenuto presso la base militare sottomarina di Île Longue a Brest, in Bretagna. Il presidente francese ha fatto esplicito riferimento alla situazione di tensione che in questi ultimi giorni è esplosa con lo scoppio della guerra nella regione mediorientale: «Visto il crescente e proliferante ambiente pericoloso che ho appena menzionato, la mia responsabilità è quella di assicurare che la nostra dissuasione mantenga nel futuro il suo potenziale distruttivo» ha detto Macron. «Ecco perché ho ordinato di aumentare il numero delle testate nucleari del nostro arsenale. Per tagliare alla radice tutte le possibili speculazioni, non comunicheremo più le cifre del nostro arsenale nucleare, contrariamente a ciò avremmo fatto nel quadro passato». Su quest’ultimo punto Macron si è appellato alla Costituzione, sostenendo che la scelta di diffondere dati e numeri del programma nucleare parigino appartenga al solo presidente della Repubblica, «responsabile davanti al popolo francese». Macron ha aggiunto che non condividerà alcun dettaglio, né riguardante la pianificazione, né concernente la messa in opera del nuovo piano nucleare francese. L’obiettivo è quello di costruire quella che egli stesso ha definito «dissuasione avanzata».
I dettagli del piano francese, insomma, sono in larga parte ignoti; il primo sottomarino atomico del progetto di riarmo sarebbe attivo dal 2036 e si chiamerà L’Invincible. Il piano di «dissuasione avanzata» includerà discussioni con gli alleati per estendere la deterrenza al continente europeo, pur sempre lasciando alla Francia l’ultima parola. In tale cornice, prevedrebbe «dispiegamenti circostanziali tra i nostri alleati europei». Macron ha affermato che otto Paesi sarebbero già interessati al programma, affermando che essi potrebbero ospitare «forze aeree strategiche» dell’aeronautica francese, nell’ottica di una loro «diffusione in tutto il continente europeo»: si tratta di Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. Poco dopo l’annuncio di Macron, Francia e Germania hanno rilasciato una dichiarazione congiunta annunciando la formazione di un «gruppo direttivo nucleare di alto rango» tra i due Paesi: «Abbiamo istituito un gruppo direttivo nucleare in cui coordineremo le questioni relative alla deterrenza. Intendiamo adottare misure concrete entro la fine dell’anno, tra cui la partecipazione convenzionale tedesca alle esercitazioni nucleari francesi»; Merz ha parlato anche di visite congiunte a siti strategici e di aumentare lo sviluppo di armi convenzionali, in collaborazione con gli altri partner europei. Tra queste ultime iniziative, lo sviluppo di un missile a lunga gittata con la stessa Parigi e con Londra, nell’ambito del programma European Long-range Strike Approach (ELSA).
Le dichiarazioni di Macron hanno trovato una modesta apertura in patria: la leader della destra Marine Le Pen ha criticato l’ipotesi di condividere le testate nucleari con i partner europei, affermando che la strategia di deterrenza nucleare francese dovrebbe rivolgersi alla sola Francia, ma si è mostrata in linea con il discorso del riarmo; il capo della coalizione di sinistra Jean-Luc Mélenchon, invece, ha detto che la proposta di Macron richiede ulteriori analisi, pur definendola «una buona decisione». L’Italia, invece, non si è ancora espressa a riguardo, ma non figura tra i Paesi che hanno aderito al piano elencato da Macron. Non sembrano inoltre essere state rilasciate dichiarazioni dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica o dal suo presidente Rafael Grossi, nonostante la scelta di aumentare le testate nucleari da parte di Macron vada contro i principi del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Il TNP, nonostante non vieti l’ampliamento dell’arsenale atomico dei Paesi aderenti, impegna gli Stati a portare avanti le discussioni diplomatiche per il disarmo nucleare; vieta, inoltre, il trasferimento di armi ad altri Paesi, punto che pare andare contro la dottrina «di dissuasione avanzata» macroniana.





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