Traduciamo per chi avesse ancora dubbi sulla qualità umana di certi personaggi: uccidere i bambini va bene, se poi da grandi potrebbero vestirsi “in modo sbagliato”. Questa è la sintesi del pensiero di un uomo che organizza la CPAC, la più importante conferenza della destra nordamericana, e che siede comodamente nei salotti televisivi a pontificare su chi meriti di vivere.
La scena è da manuale del cinismo: durante un dibattito con Piers Morgan, Schlapp interrompe il giornalista Peter Beinart che osa ricordare come quelle bambine sarebbero vive se Stati Uniti e Israele non avessero attaccato il loro paese. La risposta è fulminea: “Sarebbero vive, ma in burqa”. Come se una presunta oppressione sociale giustificasse l’eliminazione fisica. Come se la scelta fosse tra una vita imperfetta e il nulla, e il nulla fosse preferibile.
Quando il conduttore turco-statunitense Cenk Uygur lo incalza: “Quindi uccidiamole e basta?”, Schlapp arretra impacciato: “No, non è quello che intendo”. Eppure era esattamente quello che aveva detto, con parole chiare che non lasciano spazio a interpretazioni: una vita dietro un velo non vale la pena di essere vissuta.
La beffa finale è l’ignoranza colossale che emerge dalle sue parole. Come gli hanno fatto notare in molti, Schlapp confonde l’Iran con l’Afghanistan talebano: le bambine iraniane non indossano il burqa, ma semmai l’hijab e uniformi scolastiche. Piccolo dettaglio per chi decide della loro vita o morte con una battuta in tv.
Ma in fondo l’accuratezza fattuale non è mai stato il forte di certi ambienti colmi di pregiudizi e ignoranza totale. Quello che conta è la sostanza del messaggio: le vite altrui sono negoziabili, i bambini diventano pedine retoriche, e la guerra si giustifica sempre se a morire sono gli altri. Specie se quegli altri sono “diversi”, vestono in modo “sbagliato”, appartengono a culture che non comprendiamo e non vogliamo comprendere.
La guerra in Iran sta dividendo la base MAGA, con figure come Tucker Carlson critiche verso l’operazione. Ma Trump ha già chiuso la questione: “MAGA è Trump, non gli altri”. E infatti eccoci qui, con un Trump che bombarda e i suoi accoliti che spiegano perché, in fondo, i morti se la sono cercata.
Schlapp si è detto “scioccato” dalle critiche. Forse è davvero sorpreso che qualcuno trovi disumano definire un vantaggio l’uccisione di 175 bambine. Questa è la misura di un movimento che ha perso ogni bussola morale, se mai ne abbia avuta una.





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