Guerra all’Iran. Intervista esclusiva all’Ambasciatore di Teheran in Italia S.E. Mohammad Reza Sabouri (VIDEO)
da L’ANTIDIPLOMATICO (Loretta Napoleoni)
Mentre i riflettori del mondo faticano a tenere il passo con una regione che cambia pelle a ogni esplosione, ci troviamo di fronte a un paradosso inquietante: l’attacco all’Iran non è stato un incidente di percorso, ma l’atto più logico di una strategia di espansione che vive di guerra permanente. In questa intervista per l’AntiDiplomatico, l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, S.E. Mohammad Reza Sabouri, ci restituisce la visione di chi non ha mai avuto l’illusione di poter negoziare con chi considera la diplomazia solo un diversivo tattico. Emerge il racconto di un paese millenario che, a differenza delle entità artificiali nate con il righello dei colonialisti, ha trasformato l’aggressione in collante nazionale, rifiutando la narrazione di un regime alla fine del suo ciclo.
Mentre l’Europa cerca di non affondare nel conflitto e l’Italia gioca una partita ambigua tra basi Nato e mediazioni mancate, Teheran pone condizioni chiare per una pace duratura: riparazioni, garanzie internazionali e il riconoscimento della propria sovranità. In un mondo in cui gli accordi di Abramo hanno svelato il volto di un asse diverso, l’Iran avverte che la resistenza non è una tattica, ma una radice storica. Questa conversazione è un viaggio dentro la mente di chi crede ancora nel diritto internazionale, ma sa che senza deterrenza non esiste diritto. È la fotografia di un momento in cui l’ordine mondiale, dalla Nato al Golfo, mostra tutte le sue crepe, e dove forse, per la prima volta, l’opzione diplomatica non è più un’ingenuità, ma un campo di battaglia.
BUONA VISIONE:





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