Tra i fatti politici più significativi accaduti negli ultimi giorni, si possono annoverare la Global Progressive Mobilisation organizzata da Pedro Sanchez a Barcellona e il documento in 22 punti “La Repubblica tecnologica in sintesi” pubblicato su X dal CEO di Palantir Alex Karp.
Insieme a ulteriori vicende, pronunciamenti e indizi, questi elementi consentono di fare una temporanea mappatura delle forze e delle strategie in campo. Tale quadro è però analizzabile a partire da un’indispensabile precondizione: l’assoluta autonomia di chi scrive e di chi legge da tutto ciò che oggi si definisce destra e da tutto ciò che oggi si definisce sinistra.
Il punto di precipitazione di tutti gli aspetti di seguito elencati, riguarda una posta in gioco che coincide altresì con il grande rimosso di quest’epoca ovvero il fatto che, a monte di tutti i conflitti politici e geopolitici, sussista in prima istanza la dichiarazione di guerra delle èlite occidentali ai propri popoli.
Proviamo, allora, a mettere in elenco le suddivisioni strategiche in campo.
1) DESTRA E SINISTRA: DUE STRATEGIE DIVERSE PER ASSOGGETTARE LE MASSE
Per ciò che riguarda la politica interna alle proprie nazioni, la cosiddetta destra e la cosiddetta sinistra occidentali sono divise sul ruolo strategico del transgenderismo e dell’immigrazione illimitata:
– la sinistra punta a questi due fattori per dissolvere i retaggi generazionali, fare tabula rasa d’ogni memoria storico-territoriale e ottenere una massa di consumatori passivi;
– la destra, invece, punta a uno scenario di guerra permanente sia internazionale che interno e, per far sì ch’esso sia condiviso dalla massa (soprattutto qualora s’inverasse l’auspicio di Alex Karp sul ritorno alla coscrizione universale obbligatoria), rivendica la necessità del nazionalismo suprematista e, quindi, anche dei suoi dispositivi mnemonici e identitari.
2) DESTRA E SINISTRA: DUE STRATEGIE DIVERSE PER RE-INVERARE L’UNIPOLARISMO OCCIDENTALE
Per ciò che riguarda la sfera della politica internazionale, la cosiddetta destra e la cosiddetta sinistra occidentali sono unite dal fatto di essere contro il multipolarismo auspicato dal resto del mondo.
Esse sono divise, però, riguardo a quale strategia possa oggi re-inverare l’unipolarismo occidentale:
– la sinistra porta avanti una visione globalista, vale a dire l’idea d’un governo unico mondiale articolato attraverso varie istituzioni sovranazionali quali OMS, ONU e World Economic Forum, con la prospettiva d’un progressivo venir meno degli stati-nazione;
– la destra, invece, teorizza e mette in atto la visione d’un mondo che resti ancora suddiviso in stati-nazione, ma nel quale tutte le nazioni risultino sottomesse, economicamente e militarmente, alla nazione statunitense e in misura subordinata alla nazione israeliana; a integrazione di questa visione nazionalista-suprematista, la destra tecnocratica propone altresì gli “Stati della Rete”, ovvero delle zone franche a-statuali in cui le èlite possano vivere svincolate da qualsivoglia legislazione.
3) DESTRA E SINISTRA: DUE STRATEGIE DIVERSE PER INNESCARE LA TERZA GUERRA MONDIALE
Sul piano del conflitto geopolitico globale in corso, la sinistra globalista – espressa dalla maggior parte dei leader nazionali europei, dalla Commissione Europea, dalla Gran Bretagna, dai Dem americani e dall’Open Society Institute – attribuisce priorità strategica a una guerra anche nucleare fra Europa e Russia tramite la quale impadronirsi delle risorse di quest’ultima.
La destra nazionalista – espressa da parte dei Repubblicani americani, dallo stato d’Israele, dagli imprenditori della “Paypal Mafia” e di Palantir – si propone invece d’innescare molte guerre in molte parti del mondo al fine di bloccare gli snodi strategici del traffico marittimo e, attraverso la conseguente crisi energetica globale, arrestare o rallentare lo sviluppo della Cina.
Entrambe le polarità del campo politico occidentale, quindi, hanno come obiettivo uno stato di guerra mondiale – e probabilmente nucleare – con la finalità di dominare il mondo.
Le recenti contestazioni della sinistra alle guerre di Trump non contraddicono tale assunto ma, al contrario, sono state chiaramente spiegate dal presidente della Finlandia Alexander Stubb il 26 marzo scorso: “l’Iran non è la mia guerra: è l’Ucraina la mia guerra.”
4) DESTRA E SINISTRA CONTRO LA SOCIALDEMOCRAZIA E CONTRO LA MEDIAZIONE FRA CLASSI SOCIALI
Nessuna componente del bipolarismo occidentale, oggi, è socialista o socialdemocratica e, sicuramente, nessuna delle due è alternativa alla dottrina neoliberista volta all’assoggettamento della società al mercato e della vita umana ai dispositivi tecnologici di quest’ultimo.
Malgrado Sanchez abbia parlato pochi giorni fa di “orgoglio del dirsi socialisti”, l’accettazione dell’economia globalizzata – dunque fondata sulla competizione internazionale anziché sulla domanda interna – rende impraticabile sul medio termine il mantenimento del welfare state e di qualsivoglia direzione pubblica del mercato.
Il venir meno d’ogni possibilità socialdemocratica, fa sì che scompaia quell’idea di mediazione fra le classi sociali intorno a cui si era strutturato l’Occidente nel XX secolo. Quindi, che si tratti dell’avvento della useless class profetizzato dal progressista Yuval Noah Harari o dell’azzeramento della lanyard class (in pratica il proletariato cognitivo a formazione umanistica) annunciata da Alex Karp, l’unico futuro delineato è quello dell’estromissione di una larga parte dell’umanità dal ciclo di produzione del valore, ovvero una sottoproletarizzazione di dimensioni apocalittiche.
5) DESTRA E SINISTRA CONTRO LA SOVRANITA’ NAZIONALE
Nessuna componente del bipolarismo occidentale, oggi, è sovranista.
Tanto la sinistra globalista propensa a dissolvere tutte le sovranità nazionali, quanto la destra nazionalista volta a rivendicare il diritto dell’America a calpestare le sovranità di tutti i paesi del mondo, sono nemiche del principio di sovranità nazionale-popolare.
Gli unici ambiti che oggi ci parlano di sovranismo, sono i documenti programmatici dei BRICS e qualche delimitata istanza – autonoma dalla destra e dalla sinistra – affiorante in alcune nazioni europee: vedi, per esempio, la rottura del fronte filo-sionista messa in atto “a destra” dal neo-presidente ungherese Magyar accogliendo il mandato d’arresto internazionale contro Netanyahu e, specularmente, la rottura del fronte anti-russo operata “a sinistra” dal premier spagnolo Sanchez attraverso l’aumentato acquisto di gas dalla Russia.
6) DESTRA E SINISTRA CONTRO LA SOVRANITA’ POPOLARE, OVVERO CONTRO LA DEMOCRAZIA
Nessuna componente del bipolarismo occidentale, oggi, è democratica.
Che si tratti delle teorie del progressista Jason Brennan sulla limitazione del diritto di voto alle sole persone “preparate” o del completo azzeramento della democrazia e del pluralismo postulato a destra da Peter Thiel, l’orizzonte è quello di uno svuotamento del potere delle istituzioni elettive, dell’azzeramento delle Costituzioni in favore d’una nuova forma di assolutismo: globale e sostenibile nella visione di sinistra, nazionalista e barbarico nella visione di destra.
Se a questi enunciati generali aggiungiamo i progetti “di sinistra” come il passaporto digitale contenente i dati sanitari e di condotta e quelli “di destra” come l’applicazione di Palantir denominanta Gotham finalizzata a predire la devianza sociale, ecco la visione trasversale d’un futuro di iper-controllo tecnologico annichilente il concetto stesso di cittadinanza risalente alle poleis greche.
Quanto detto indica che dietro ogni guerra, dietro ogni conflitto per il controllo del petriolo, del gas o delle terre rare, dietro ogni implementazione e applicazione delle innovazioni tecnologiche, alligna la dichiarazione di guerra lanciata dalle èlite occidentali ai loro popoli. Una guerra partita da diversi decenni, ma che si è palesata a partire dal 2020 con la successione infinita degli stati d’emergenza e, dunque, con l’istituzione della tirannide come nuovo ordine volto a sostituire la legge.
Tutto questo sta a significare che, per i cittadini e per i popoli, non vi è altra priorità se non quella di spaccare la gabbia bipolare rivoltandosi in egual misura contro la destra e contro la sinistra. Questo per far sì che, grazie all’impossibilità per la destra e la sinistra di convogliare e neutralizzare il dissenso, lo scontro mortale fra la classe dominante e i popoli non risulti più unidirezionale come oggi, bensì venga combattuto da ambo le parti.
PS:
Quest’elenco è espressione d’un work in progress. Fra le tante cose qui omesse, vi è certamente l’unità strategica fra destra e sinistra nella costruzione di un’umanità deprivata di qualsiasi visione spirituale e di qualunque principio di connessione e di amore fra i viventi. Di questo e di altro, pertanto, in ulteriore intervento.
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