Gli spari di Roma
di FERDINANDO PASTORE (Pagina FB)

La maggioranza della popolazione ebraica è ormai asserragliata nel rancore, nella disumanità. Il sionismo diventa una continua chiamata alle armi. Sono scomparsi da tempo nell’immaginario collettivo, nella coscienza culturale del Paese, a causa della retorica brutalizzata propria dei chierici sionisti, i vecchi intellettuali ebrei, i grandi letterati, quelli che ammirammo da giovani, quelli che furono resistenti nelle brigate partigiane e che furono orgogliosamente comunisti, socialisti, patrioti.
L’intransigenza razzista del sionismo rimuove dalla memoria la dignità impaurita dei reduci che sfilavano, nei cortei di un tempo, ogni 25 Aprile, con quei lumini accesi nei vetri e con le braccia nude a far inchiodare i nostri sguardi esitanti sui numeri dell’orrore tatuati sulla pelle. Il nostro antifascismo, almeno quello della mia generazione, nacque anche su questo archetipo, su questa rappresentazione sociale.
Ma Il genocidio del popolo palestinese, la violenza imperterrita di Israele, la sua sintassi identitaria e dispotica rischiano di inchiodare un intero popolo, che sembra non avere più scampo. Lo condannano a un colonialismo meccanizzato, diffuso a ogni latitudine. A normalizzare il terrorismo di Stato perché sia socializzato persino nella quotidianità di un ragazzino.
Fonte: https://www.facebook.com/share/p/1BAaynTLzy/





Commenti recenti