L’Unione Europea: guerra e austerità
di FERDINANDO PASTORE (Pagina FB)

Guerra. L’Unione Europea decodifica solo la realtà di guerra. Questo obiettivo esalta l’istituzione, eccita gli animi e le pulsioni di quei volti efebici, glabri, quasi anemici nel loro biancore color gesso. I notabili europei irradiano una luce ghiacciata, accecante per quanto risulta gelida. Si somigliano un po’ tutti nel loro pallore sadico, intimamente nazista.
Oggi il grande ostacolo alla guerra è Robert Fico. Il premier della piccola Slovacchia va educato a suon di reprimende correttive. Si potrebbe sempre spezzare quell’entusiasmo romanzesco per la guerra, con le pornodive spie sommozzatrici che, insieme agli Sean Connery d’Ucraina, fanno brillare gasdotti. Ci vuole la guerra per questa giovane generazione, ancora così poco idealista nonostante l’ebbrezza europeista degli Erasmus. Ci vuole la guerra alla Russia. Per cui la piccola Slovacchia dovrà morire senza gas, dovrà sconfessare la propria miserabile sovranità.
Ma non basta. Il buon Valdis Dombrovskis rincara la pillola. Nessuna deroga al Patto di Stabilità. Ma quale crisi. Non c’è nessuna crisi. L’Europa vola con gli investimenti di BlackRock. La Costituzione economica, d’altronde, lo afferma espressamente: qui in Europa ci vuole sempre un “mercato fortemente competitivo”. Gli affari ordinando la democrazia. Anzi ordinano democrazia e guerra. Altro che Spagna, chi comanda è Valdis Dombrovskis.
Dagli studi di Roma, naturalmente in diretta, collegato è Dracula. No, non proprio Dracula. Ma il professore dei professori. Il suo biancore è quasi smorto, ma, per la nostra informazione altamente professionale, è un colorito che designa un’imperitura credibilità. Mario Monti rilancia con la sua voce dall’oltretomba: la crescita non si ottiene con gli investimenti pubblici. Una realtà empirica. No, la crescita si forma irrorando il mercato di nuova concorrenza.
E questo è, caro Sanchez. L’Unione Europea è questa roba qui. Guerra e austerità. In un sedimentato autismo comportamentale l’ottusità diventa razionalità pubblica. La Cina può volare tranquilla, ma in solitudine. Per cambiare modello occorre uscire dall’incubo europeo. Non lo so, ma sembra che la cosa non sia chiara a tutti come un tempo. Eppure, lo dicono con voce sempre più ferma a Bruxelles: guerra e austerità, austerità e guerra. Non c’è via di scampo.
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