La soluzione non è l'economia

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2 risposte

  1. Matauitatau ha detto:

    Vi consiglio questa breve intervista a Massimo Cacciari di Blondet.
    Si parla del senso di “economia” ed “estetica” nella formazione della mentalità moderna.

    http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/volto_luciferino_occidente.htm

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Truman,

    sono d'accordo e l'ho scritto qua: http://www.appelloalpopolo.it/?p=2525

    "Economia" è parola che ha due significati: è una disciplina che è sempre supporto di una ideologia; però è anche l'attività produttiva e distributiva (circolatoria) di beni servizi e denaro e quindi attività ri-produttiva della società.

    Più importante è la politica economica, la quale muove dai fini.

    E nella società di massa, che impone ad ogni elite di ottenere il consenso della massa, la politica economica è necessariamente il fondamento o momento basilare della politica, anche di quella che voglia promuovere le esigenze più spirituali e meno materiali. Perciò è dalla politica economica che occorre muovere, per forza di cose.

    La negazione della concorrenza è il tratto decisivo della nostra Costituzione economica. Riconquistata la possibilità di progettare il destino del nostro popolo -possibilità che risiede nel rifiuto della concorrenza, sia internazionale che nazionale –  si tratterà di progettarlo. Se mai un partito riuscirà a rigenerare un equilibrio economico – non dico prosperità ma giustizia e stabilità economica – esso avrà anche la possibilità storica di prospettare e iniziare a realizzare un progetto di civiltà, che necessariamente sarà un progetto di Resistenza alla potenza del capitale globale e agli Stati che promuovono quella potenza.

    Sia pure con riguardo esclusivo alla fase politica che ci attende, umilmente andiamo elaborando e proponendo una politica economica di Resistenza.

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