Lo spirito della Resistenza

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6 Risposte

  1. ndr60 ha detto:

    Fa sempre bene leggere queste parole che ci riportano ad un momento così fondante della nostra storia. Migliaia di giovani decisero di mettere a rischio la loro vita (e molti la persero) pur di non sottostare ai nazi-fascisti. Mio padre fu uno di loro: della leva del ’26, richiamato nelle file della RSI, preferì andare coi partigiani che combattevano nel Monferrato. Non sparò un solo colpo (bè, in effetti ne sparò uno, ma uccise… un albero!) ma per tutta la sua vita fu contento di aver fatto la scelta giusta.
    Tuttavia, quelle belle parole, anche di esponenti democristiani, non possono far dimenticare che la nostra bella Costituzione fu in gran parte disapplicata fin dai primi anni della Repubblica, ed in vari modi.
    Quale tipo di rinnovamento democratico ci potrebbe mai essere, se una nazione non fa i conti con se stessa, se chi aveva un qualche potere con il regime torna dopo poco tempo, lindo e profumato, al posto che aveva prima?
    Quale dignità si offre ai lavoratori, se l’unica risposta dei governi DC è stata la Celere di Mario Scelba?
    La Realpolitik e la contrapposizione dei due blocchi non fu l’unico motivo di questa situazione, ma anche una diffusa ipocrisia ed il sentirsi sempre e comunque irresponsabili ed innocenti delle proprie scelte, perchè tanto è sempre colpa di qualcun altro.
    Non mi pare che questa Italia e quella degli anni ’50 sia poi molto diversa.

  2. adriano ha detto:

    Sono d’accordo, la spinta per un cambiamento non verrà mai da una generica e politically correct difesa della Costituzione più bella del mondo ma da un forte anelito verso una nuova eguaglianza.
    Alle masse popolari della Costituzione in quanto tale non gliene può fregare di meno, devi dargli una speranza di miglioramento e di elevazione.
    Senza egualitarismo o socialismo o comunismo, fate voi, non può esserci nessun forte moto di cambiamento.

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Non sono d’accordo con Adriano in punto di fatto, ripeto in punto di fatto. Forse viviamo in due mondi diversi. Da anni non incontro masse popolari alle quali interessino il comunismo, il socialismo o l’egualitarismo, anzi non incontro nemmeno singoli appartenenti alle masse popolari ai quali interessino comunismo, socialismo ed egualitarismo (esclusa la rete, dove qualcuno ancora si trova). Gli esponenti delle masse popolari che mi capita di incontrare in banca, al supermercato, al bar, in piazza, ai giardinetti con i bambini vogliono possiblità di mobilità sociale per i figli (in particolare è un desiderio di chi fa sacrifici per far studiare i figli), lavoro, redditi dignitosi, insomma un’economia sociale e popolare dove ci sia lavoro e il lavoro sia remunerato con un salario idoneo a provvedere alle esigenze proprie e della famiglia. Fondamentalmente le masse popolari vogliono proprio una parte di ciò che è previsto nella Costituzione, la parte che direttamente le riguarda.
    A tutto il resto (dirigismo economico, sovranità monetaria, lotta alla rendita, amor dipatria e altro), pur previsto nella costituzione, ci deve pensare la nuova proposta politica, ossia una organizzazione di alcune migliaia di uomni che parli e parlando cambi i desideri, le conoscenze, i giudizi delle masse popolari.

  4. adriano ha detto:

    Ma il problema è proprio questo, che le masse popolari non hanno più ambizioni egualitarie e quindi, guarda caso, non hanno tout court ambizioni politiche.
    Non credo che si riuscirà ad ottenere qualcosa se non riattivando le aspirazioni ad un mondo più giusto , non credo cioè che si possa ottenere il poco senza puntare al molto.
    Per scardinare trent’anni di propaganda liberista ci vuole passione e per suscitarla secondo me bisogna fornire un paradigma sociale nettamente diverso da quello dominante,devi riattivare il senso di ciò che è giusto e di ciò che non lo è e devi convincere che certe ambizioni non sono sogni ma diritti.

    • stefano.dandrea ha detto:

      Adriano, la “speranza di cambiamento e di elevazione” sta nella Costituzione e non implica comunismo, socialismo o egualitarismo. In senso lato, secondo me, è socialismo ma in senso lato va precisato.
      E’ qui che tu e alcuni come te, fortunatamente pochi, commette l’errore.

      Inoltre, la Costituzione è molto altro: ci dice che non può esserci democrazia senza partiti e quindi invita alla militanza. Volere la speranza di cambiamento e di elevazione senza partiti è assurdo. C’è un ordine logico tra le due cose. Quindi coloro che più vogliono cambiamento ed elevazione devono prima avvertire il dovere di militanza, altrimenti sono quaquaraqua.

      C’è poi la riflessione su come siamo finiti in questa melma, come mai la classe dirigente italiana sia così di basso livello. E c’è l’altra riflessione, relativa alla ricostruzione della nostra storia, sempre faziosa e autorazzista, mai non dico orgogliosa ma critica ed equilibrata: tutto il bene che abbiamo realizzato, tutto il benessere che abbiamo avuto, la mobilità sociale che ci ha caratterizzati, tutti i primati raggiunti nella storia sono casuali o dipendenti da geniacci; tutto il male invece proverrebbe dalla politica (risorgimentale, poi liberale, poi fascista,poi resistenziale, poi democristiana) e dallo stato.
      In realtà nella Costituzione c’è anche altro ma conviene semplificare.
      Oggi abbiamo bisogno di persone che comprendano l’importanza decisiva di una pluralità di problemi e temi: dei partiti, della militanza, della classe dirigente, dell’unità della dignità e della storia nazionale, della giustizia, della elevazione dei ceti subalterni, della mobilità sociale e del dirigismo economico statale.

      Chi pensa a un solo tema non serve, non risolverebbe alcun problema, nemmeno quello che ha a cuore.

      Le masse che non sono in grado di elevarsi a tal punto da militare per queste idee vanno considerate domanda politica – estranee dunque alla proposta – e ad esse va chiesto il voto e niente altro. Vedrai che voteranno la prospettiva sovranista e costituzionale. Il problema resta quello di costruire la proposta politica. Poi le masse, che hanno votato persino Berlusconi o Bertinotti o Veltroni o Rutelli o Grillo, voteranno anche la prospettiva sovranista e costituzionale.

  5. Federica Caracciolo ha detto:

    Non è possibile. Più leggo e mi informo e più capisco quanto siamo andati indietro e quanto abbiamo perso. Grazie mille Mario

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