Un passo avanti verso il sovranismo?

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2 Risposte

  1. Lorenzo D'Onofrio ha detto:

    Apprezzabili le analisi delle ragioni del voto, meno l’immagine del personaggio Trump che ne esce fuori e le aspettative, seppur timide, di cambiamento. Sinceramente avrei evitato ogni accostamento di Trump al sovranismo, magari mettendo un punto interrogativo al titolo.

  2. Stefano D'Andrea ha detto:

    L’impianto di politica economica del trentennio glorioso, che per quanto riguarda i vincoli alla circolazione dei capitali, la legge bancaria, la monetizzazione del debito, la repressione finanziaria e le nazionalizzazioni era iniziato negli anni trenta, è stato smantellato in 36 anni (dal 1981, grosso modo) ed era stato costruito in una quarantina di anni.
    Per ricostruirlo in linea di principio serviranno altri 36 anni. Per noi del FSI quello è il sovranismo sotto il profilo della politica economica. Dobbiamo perciò prendere atto che molto probabilmente stiamo nel 1820 non nel 1860 o nel 1924, non nel 1943, o nel 1948 e non nel 1975.
    Perciò non credo che la brexit, motivata su ragioni di democrazia e non di politica economica, o talune posizioni di Orban o addirittura l’elezione di Trump possano essere definiti passi verso il sovranismo. Sono scricchiolii o momenti di frizione del liberoscambismo imperante. Sono tutti utili ai fini della implosione. Ma senza implosione il sovranismo è più lontano (sessanta invece di quaranta anni o quaranta invece di venti!)

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