Le nuove forze di Al Qaida in Siria

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Una risposta

  1. Stefano D'Andrea ha detto:

    Articolo non preciso, almeno per due ragioni connesse tra loro.
    La prima è che sembra credere che in una guerra civile si possa mai combattere e si sia mai combattuto “moderatamente”. Né le milizie salafite, né quelle della fatellanza, né le cosiddette forze democratiche siriane, né l’esercito siriano, né le milizie iraniane (di varia provenienza nazionale ma iraniane), né l’esercito siriano, né l’esercito turco, né l’aviazione russa, né l’aviazione statunitense combattono o possono combattere più moderatamente di altre: tutti i partecipanti alla guerra non possono che essere feroci. La moderazione, tra le milizie islamiste, non può riguardare il modo di combattere ma soltanto l’applicazione della shari’a che conseguirebbe ad una eventuale vittoria del fronte islamista sunnita. Nei filmati di Nour al-Din al-Zenki ci sono molti guerriglieri che fumano sigarette, sicché non è possibile dubitare che essi siano effettvamente più “moderati” di Jabhat Fateh al-Sham.
    Infatti ad Astana Ahrar al-Sham ha partecipato, o meglio aveva dichiarato di partecipare, salvo poi non essere presente e dichiarare che i risultati dei negoziati sarebbero stati accettati soltanto se fossero stati “nell’interesse della nazione”. Ebbene Ahrar al-Sham vorrebbe una applicazione della shari’a molto rigida, non dissimile da quella voluta da Jabhat Fateh al-Sham. Quindi la Russia aveva accettato di avere al tavolo delle trattative formazioni che essa considera “terroriste” (l’articolo invece non ne dà conto e sorvola sul punto).
    In verità, i due blocchi che si vanno formando sono costituiti l’uno da milizie o alleanze che hanno esclusivi o maggiori rapporti con la Turchia, moderate o meno per quanto riguarda l’applicazione della shari’a, l’altro da milizie o alleanze che hanno esclusivi o maggiori rapporti con l’Arabia Saudita, moderate o meno per quanto riguarda l’applicazione della shari’a. La scelta di Jabhat Fateh al-Sham di conferire il comando a un ex membro di Ahrar al-Sham potrebbe o meglio dovrebbe avere per fine quello di ampliare la spaccatura già in atto in Ahrar al-Sham (molti guerriglieri di questa formazione non hanno condiviso la scelta iniziale di partecipare ai negziati di Astana).
    Dal punto di vista strategico il blocco egemonizzato da Jabhat Fateh al-Sham (anche se il capo non appartiene a quest’ultima fazione) crede che prima di sedersi ad un tavolo di negoziati sia necessario riportare altre vittorie, mentre l’altro bocco ha dimostrato una certa, anche se astratta, disponibilità a trattative immediate.

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