Secolo cinese…
di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Daniele Lanza)

SECOLO CINESE……
Complicatissimo il rapporto da gestire.
Per 50 anni la cordialità sino-americana è stata fondata sul non espresso anti sovietismo: la Cina malgrado la fratellanza ideologica era RIVALE diretta dell’Urss sul piano geopolitico. L’equivoco era deflagrato col grave strappo di fine anni 60 a seguito dell’incidente sull’Ussuri (una guerra non dichiarata di 10 giorni tra Cina e Urss, 1969), subito SFRUTTATO dall’amministrazione Nixon che riconobbe la Cina ufficialmente nel 1972……….dato che vide poteva essere un’improbabile quanto utile pedina ad est contro la Russia.
Questa la sola ed unica ragione.
Oggi, mezzo secolo dopo, il pianeta è profondamente cambiato: lo stato cinese ha raggiunto una forza economica senza pari, tanto da tener testa agli USA stessi (che si trovano davanti l’unico vero rivale di forza equivalente mai avuto da 100 anni a questa parte), mentre la Russia è storicamente ai minimi termini rispetto a cosa era l’Urss.
Una sproporzione di 10 a 1 a dir poco.
Male tutto questo per Mosca ? No, BENE, anzi BENISSIMO, paradossalmente: poiché la Cina sentendo di non aver più un pericoloso rivale ai propri confini bensì una potenza minore, ha potuto accettarlo come alleato e partner geostrategico, per la prima volta in secoli di storia.
La debolezza (relativa) della Russia rispetto alla Cina, è proprio ciò che permette a quest’ultima di essere clemente verso il vicino ed accoglierlo quasi come un amico (insomma l’allegro paradosso è che la Cina può ora accettare la Russia come “amico”, proprio per il fatto che gode di una superiorità schiacciante: se fossero alla PARI, si temerebbero l’un l’altro come rivali, ma la sproporzione è talmente marcata che questo problema non si pone oggi come oggi). Non è piacevole a sentirsi per chi è russo, logicamente, ma forse meno dannoso di quanto sarebbe l’opposto (?).
La Russia compensa quella che è una dolorosa umiliazione………….ritrovandosi un enorme fratello stavolta BENEVOLO ai confini (quella che la Cina “voglia la Siberia a tutti costi” è un’equivoco generato volontariamente dalla narrazione americana e occidentale finalizzata riattizzare il fuoco tra i due stati e tenerli separati e nemici: la Cina ha dichiarato più volte di non aver alcuna rivendicazione sulla Siberia e tende a mantenere la parola, dato che Pechino non ha mai fatto guerre in giro per il globo e non sembra essere la propria metodica a differenza di Washington. Non confondiamo mai Cina e USA perchè anche se mega-potenze entrambe hanno stili d’azione e mentalità assai divergenti).
Tutto questo si traduce in un rompicapo per la politica estera americana.
Perchè tutto ad un tratto diventa difficilissimo separare i due nemici (dalla prospettiva geopolitica di lungo termine a stelle e strisce è tutto come lo descrive Truman verso il 1950: “L’America ha due nemici mortali: la Cina di Mao e L’Unione Sovietica”. Poco importa che nel secolo seguente non vi siano più nel’Urss né Mao).
La più recente partnership sino-russa è un nuovo equilibrio basato su rapporti di forza profondissimi, di base, che gli intrighi usuali delle amministrazioni washingtoniane non possono alterare al momento….nè ci riuscirà Trump, che si trova nel momento più difficoltoso del proprio mandato: se da un lato incassa un successo su scala minore in Palestina, il fronte maggiore – quello europeo che è al medesimo livello del primo conflitto mondiale – rimane aperto.
Donald non riuscendo a far demordere Zelensky e la sua cricca nazionalista, nemmeno con le urla (…), ha dovuto per forza di cose attaccarsi a Putin, perchè non ha modo di far maggiore pressione su Zelensky senza perder la faccia ed esser accusato di fare l’interesse russo, cosa che i suoi detrattori gli rinfacciano da sempre.
Ma il guaio a questo punto…….è che non ha molto da infliggere alla Russia, che regge le sanzioni di mezzo mondo industrializzato da quasi 4 anni ed ha imparato ad aggirarle. Trump tuttavia non è del tutto stupido: sa (ed ha ragione) che Mosca riesce a reggere l’assedio economico di tutto l’occidente perchè si appoggia alla Cina: questo lo può e DEVE ammettere anche il più filorusso….la Russia ha retto finora perchè Pechino sostiene ad oltranza (i più cinici in assoluto direbbero che il continente russo ora come ora è una lunga LANCIA della Cina stessa che si inoltra verso occidente, la sua estrema proiezione fino alle porte d’Europa).
Cosa si fa dunque ? Anzichè l’incontro con Putin a Budapest – che sa già sarebbe inutile – cerca di rivolgersi a Xi Jinping perchè faccia pressione su Putin: in pratica se il presidente USA non può fare maggiori pressioni su Kiev per motivi d’immagine e ha esaurito tutti mezzi che aveva contro la Russia (sa bene che le ultime sanzioni non funzioneranno), allora ci si rivolge al presidente cinese in questi giorni in Corea. Quello che doveva essere il meeting Trump-Putin, sarà invece Trump-XI.
Ma anche qui, siamo sempre nell’imbarazzo più totale: Trump si rivolge ad un NEMICO (la Cina) affinché questi faccia pressione su un altro nemico (la Russia), malgrado questi ultimi 2 siano alleati assieme contro gli stessi USA (?!?). Di più: tra le iniziative dell’amministrazione americana in corso ci sono dazi a torrente contro la Cina. Alla luce di questo, Trump può ancora domandare favori di questo genere a Pechino ?? Siamo al controsenso più puro.
Ecco ho come l’impressione che anche l’occidente americano abbia difficoltà a rassegnarsi sul fatto che molte cose sono cambiate nell’ultima generazione dalla caduta del muro ad oggi e che il mondo è meno dominabile di prima.
Xi, glaciale tanto quanto Putin, resterà impassibile…..e Trump tornerà a casa avendo ottenuto il minimo (avrà sistemato la questione dei dazi, ma sul versante russo-ucraino, nulla di rilevante): e intanto mentre si danza di diplomazia in Corea, tra Pokrovsk e Kupiansk accerchiate con 10’000 militari ucraini imbottigliati e altre decine di migliaia in ritirata rapida, si approssima la maggiore disfatta militare dai tempi di Bakhmut 2 anni fa.
E si va avanti finché Kiev di carne ne ha…….
#TGP #Usa #Cina #Geopolitica
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