Avrete notato l’offensiva comunicativa di Trump e Netanyahu. Ieri hanno alzato parecchio il volume delle loro dichiarazioni. Attenzione: questo non è un buon segno per loro. Accade invece quando le cose non vanno nella direzione auspicata.
(È un po’ lo stesso motivo per cui il governo e la premier attaccano i giudici ormai anche se cambia il tempo – piove, magistratura ladra! – Sanno che la loro narrazione sulla riforma della giustizia sta naufragando)
Anche la narrazione di USA e Israele sulla guerra che hanno scatenato, sta naufragando.
1. “Faremo cadere il regime”. Ieri l’intelligence di entrambi ha ammesso che non accadrà.
2. “Aiuteremo gli iraniani a ribellarsi”. L’uccisione di Khamenei, reso un martire della religione e anche della geopolitica, ha già spinto centinaia di migliaia di persone, nel mondo sciita, a prendere posizione contro l’Occidente. E la polizia del regime è sempre lì.
3. “L’Iran non avrà la forza per reagire”. È stata bloccata la più grande rotta globale degli idrocarburi, chiuso il secondo aeroporto più grande del mondo, toccate le basi americane (!) nel Golfo.
4. “È una guerra contro il terrorismo”. Sono già duemila le vittime civili tra Iran (1300 ca.) e Libano (700). E poi 15 in Israele, 26 in Iraq, 16 nel Golfo.
5. “Non ci saranno ripercussioni globali”. Sono state sospese le sanzioni americane al petrolio della Russia, immesse nel mercato le più grandi riserve di petrolio della storia, chiuso il più grande impianto di liquefazione gas al mondo. E scordatevi i titoloni sui problemi di bilancio di Gazprom…
6. “Diminuiremo il potere dell’Iran”. Tutti i Paesi della regione ora sanno che l’Iran può colpirli, e che gli Stati Uniti non sono in grado di impedirlo.
7. “Bloccheremo il programma nucleare dell’Iran”. (Di nuovo?) – un attacco a sorpresa come quello israelo-americano – per di più mirato alle persone – confermerà non solo all’Iran, ma a tutti i Paesi del mondo, che avere la bomba atomica è l’unica vera assicurazione sulla sovranità nazionale. È un immenso spot per la proliferazione nucleare.
8. “Elimineremo l’asse della resistenza”. Hezbollah è sempre lì. Anche Hamas. Anche gli Houthi. Questa comincia a sembrare una favoletta, certo utile alla carriera di qualcuno.
9. “Porteremo gli ayatollah a più miti consigli”. Dopo aver eliminato il capo 86enne, hai ora suo figlio. Il padre era contro le armi nucleari, lui è a favore. Ma vedrete, sarà certamente moderatissimo dopo che l’attentato Us-Isr gli ha ucciso il figlio, la sorella e vari altri parenti stretti.
Mitissimi consigli.
Come ha ammesso qualche giorno fa Danny Citrinowitz, esperto israeliano dell’Istituto per la Sicurezza Nazionale: “Se c’è il colpo di stato, bene. Se la gente va in piazza, bene. Se c’è la guerra civile, bene. Del futuro e della stabilità dell’Iran non ce ne può fregare di meno”.
È guerra per la guerra in una logica perversa da cui bisogna assolutamente tirarsi fuori, per rovesciarla.
FONTE:https://www.startmag.it/mondo/le-giravolte-mediatiche-di-usa-e-israele-sulliran/






Commenti recenti