L’Iran lancia due missili IRBM verso Diego Garcia
di GIUBBE ROSSE NEWS

Secondo il WSJ, il primo è precipitato in mare, il secondo abbattuto da un intercettore SM-3. L’Iran manda un messaggio a Trump e all’Europa rivelando capacità balistiche superiori a quelle ufficiali.
Secondo il Wall Street Journal, che cita diverse fonti ufficiali statunitensi, l’Iran avrebbe preso di mira la base congiunta anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano con due missili balistici a medio raggio (IRBM). Uno dei missili sarebbe precipitato in volo, mentre l’altro sarebbe stato intercettato da un cacciatorpediniere statunitense dotato di missili SM-3. Ma l’intercettazione non è stata confermata. Nessuno dei due missili ha colpito la base.
Pur non avendo colpito l’obiettivo, si tratta di un fatto estremamente rilevante. In precedenza, non era mai stato dimostrato pubblicamente che i missili di precisione a lungo raggio iraniani avessero la gittata necessaria per colpire un obiettivo come Diego Garcia, che si trova a circa 4.000 chilometri dal centro dell’Iran.
Che cosa si sa finora
Secondo le scarne informazioni trapelate fino a questo momento:
- il lancio è avvenuto venerdì 20 marzo 2026 o nella notte tra il 20 e il 21;
- i due missili non hanno colpito la base. Nessun danno e nessuna vittima registrati;
- un missile ha fallito in volo (è precipitato in mare);
- il secondo missile è stato colpito da un intercettore SM-3 lanciato da una nave da guerra statunitense; non è chiaro se l’intercettore lo abbia abbattuto o se anche questo missile sia precipitato da solo.
Impatto materiale nullo, ma significativa vittoria strategica
Il lancio di due missili balistici iraniani IRBM con gittata di 4.000-4500 km verso la base congiunta USA-Regno Unito di Diego Garcia rappresenta un punto di svolta epocale per la difesa statunitense, che d’ora in poi sarà obbligata a ridispiegare la propria marina, con un enorme impatto in termini di dispersione e aumento degli oneri finanziari.
La prima conseguenza è che sarà necessaria la presenza permanente del sistema Aegis nell’Oceano Indiano: la Marina statunitense dovrà mantenere almeno due cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke (con sistema Aegis e missili antibalistici SM-3) in pattugliamento continuo nell’Oceano Indiano centrale. In precedenza, ciò avveniva su base occasionale. Da oggi sarà richiesta una rotazione obbligatoria 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per contrastare il rischio di lanci missilistici iraniani. All’atto pratico, questo significa che gli Stati Uniti dovranno dirottare unità Aegis esistenti dal Pacifico o dal Golfo (5ª Flotta).
La Marina statunitense è già sotto pressione con una sola portaerei pienamente operativa nella zona di guerra (la USS Abraham Lincoln che si trova nel Mar Arabico). La Gerald R. Ford è fuori servizio dopo un incendio avvenuto all’inizio di marzo mentre era in rotta verso il Mediterraneo. La George H.W. Bush è in fase di transito/pre-schieramento, ma non è ancora arrivata nel teatro di guerra.
Ciascun cacciatorpediniere BMD costa dai 15 ai 25 milioni di dollari al giorno per carburante e munizioni SM-3. Il ridispiegamento significa meno navi disponibili per il Mar Cinese Meridionale o per lo Stretto di Hormuz e mette ulteriore pressione sulle forze statunitensi.
Con ogni probabilità, l’effetto a catena si estenderà poi ai controlli radar e satellitari e richiederà un rafforzamento dei sistemi THAAD sull’atollo, che – ricordiamolo – è l’hub per le operazioni dei B-2/B-52 contro l’Iran.
In conclusione, sebbene l’impatto materiale dei due lanci sia stato nullo, l’Iran ha ottenuto con questa sortita una significativa vittoria dal punto di vista strategico, costringendo Washington a impegnare d’ora in poi risorse costosissime lontano dal Golfo. Come ha scritto Ukraine Watch, in una guerra di logoramento disperdere il nemico e aumentare la pressione militare e finanziaria su di esso è spesso più efficace di un colpo diretto.
Fonte: https://giubberosse.substack.com/p/liran-lancia-due-missili-irbm-verso





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