di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Matteo Vero)
ANCORA QUESTE LETTURE DA BAMBINI DI QUINTA ELEMENTARE
Sono davvero stufo di leggere che gli Stati Uniti attaccano l’Iran perché Trump è pazzo, oppure ricattato, così come prima si diceva che la situazione ucraina fosse dovuta alla demenza senile di Biden. Ho sempre disprezzato la psicologizzazione della politica e l’attribuzione di eventi storici alla personalità di determinati individui, come quando a scuola e nei documentari ci insegnavano che Hitler invase la Polonia perché anch’egli affetto da pazzia (e da qui l’altra cretinata di rappresentre questo o quel capo di governo come “nuovo Hitler”). Gli eventi storici non sono determinati dai singoli, ma da gruppi alleati tra di loro e in lotta con altri sulla base delle condizioni che si danno oggettivamente e che quindi non sono influenzabili da un determinato carattere. Se questa visione può apparire troppo deterministica per i palati liberali pazienza, mi considero in parte determinista, seppure non nell’accezione comune.
Ma, indipendentemente dalla visione filosofica che si può avere, di sicuro non è la sanità o la malattia mentale di Trump a influenzare il corso degli eventi. La sua comunicazione, che ha più che altro fini elettorali e mira a un certo tipo di pubblico, non deve ingannare, non esiste un rapporto diretto tra essa e le scelte reali. Il presidente degli Stati Uniti è soltanto il portavoce di una data convergenza di interessi di vari gruppi politico-economici e militari, non è di sua sponte che decide di fare quello che fa. Per la stessa ragione è assurdo pensare che prima volesse la pace universale e poi d’un tratto abbia cambiato idea perché impazzito o perché sotto ricatto.
Queste interpretazioni semplicistiche nascondono il funzionamento dei meccanismi di potere a tali livelli. Trump non è pazzo, agisce, e non per suo conto, in base a determinati interessi che sono i veri “proprietari” del suo governo, solo che essi non coincidono nemmeno in minima parte con quelli dei popoli e della pace mondiale. Anche questa storia della pazzia è un effetto della propaganda. La gente non riesce a credere che la principale potenza mondiale possa volere la distruzione di chiunque non si pieghi alla sua tirannia perché è stata abituata a pensare da Hollywood e dai media che gli yankee siano i buoni che salvano il mondo e quindi lo attribuisce a una condizione psichiatrica. Guarda caso, infatti, quando Truman sganciò due bombe atomiche sul Giappone nessuno parlò in quel caso di una sua pazzia e ancora oggi nessuno parla di quel gesto in questi termini.
Perché quello è considerato un atto di lucida spietatezza mentre il bombardamento dell’Iran effetto della pazzia? Non v’è ragione. Gli Stati Uniti sono sempre stati una macchina da guerra costruita per il dominio del mondo, tutto il mondo, e per la distruzione degli oppositori, tutti gli oppositori, ed è veramente avvilente che in oltre due secoli la gente, anche tra quelli apparentemente più avveduti, non l’abbia ancora capito. C’è ancora chi continua ad alimentare sciocche illusioni. La natura di questo paese non cambierà con le elezioni e con la sostituzione di un fantoccio con un altro, non cambierà se ci sarà un democratico oppure – altra sciocchezza che sto leggendo in queste ore – se Trump dovesse essere sostituito da Vance. Ciò che può cambiare è al massimo la strategia sul breve periodo, non l’obiettivo sul lungo, cioè appunto il dominio planetario e l’annientamento di chiunque non sia alleato-vassallo. Se non sarà l’Iran a trovarsi sotto tiro sarà forse di nuovo la Russia o magari la Cina o qualche altro posto, come prima sono stati Siria, Yemen, Libia, Iraq, Afghanistan, Serbia, Vietnam, Corea, ecc., ma finché gli Stati Uniti esisteranno permarrà una situazione di guerra permanente.
L’unica differenza rispetto al passato è che oggi l’impero yankee è in declino e contemporaneamente (non a caso) ha trovato dei nemici abbastanza forti da resistere alla sua pressione. È questo che determina la continua intensificazione dei conflitti e delle tensioni, non il fatto che questo o quel burattino dello Studio Ovale sia cattivo, pazzo o stupido.
FONTE: https://www.facebook.com/TermGeopol/posts/pfbid02YDFPDTt9Bbe8862xTgAJ2xyDxUtXzYtbrqEpyxSZJ5Rp53CQVijewLBJnUfLMPbAl
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