La Rivista del FSI

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Famo er partito

di STEFANO D’ANDREA Tutti dobbiamo crescere e maturare. Riuscire a costituire un vero partito, che abbia tutte le caratteristiche di un grande partito, è un obiettivo difficilissimo. La storia dimostra che pochissimi sono in grado di realizzare l’obiettivo. In Italia, gli accademici dei lincei di più alto grado, nelle varie discipline, in settanta anni, saranno stati qualche centinaio. A creare multinazionali con più di 2000 dipendenti, sempre in settanta anni, sono riuscite centinaia di persone...

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La vicenda Honeywell dimostra che siamo in guerra: la globalizzazione non è un processo inevitabile e questo non è un paese per pusillanimi

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) La Honeywell annuncia la chiusura dello stabilimento di Atessa, lasciando a casa 420 lavoratori. Dopo due mesi di sciopero, tavoli di concertazione con MISE e sindacati e promesse di investimenti pubblici finalizzati alla permanenza in loco, l’azienda annuncia la decisione definitiva. Siamo in guerra. La deindustrializzazione del paese, rebus sic stantibus, è un processo inevitabile al quale stiamo assistendo impotenti, con sindacati e politica che utilizzano le armi spuntate degli...

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Sulla “Teoria della classe disagiata”: una recensione e una critica sociale (2a parte)

di FRANCESCO BERNI In Italia manca una classe come quella di Ibn Khaldun, che sappia fare un discorso serio sul perché ormai sia saltata la asabiyya ed ogni sua ricerca: la asabiyya è definita a pagina 61 come “la capacità di autorganizzarsi, di operare collettivamente, di cooperare invece di bruciare ingenti risorse nella lotta per il prestigio”. Le risposte che fornisce Ventura non mi soddisfano appieno, perché non è affatto vero che i posti sono...

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Senza Mondiali, ritroviamo l’autostima

di SIMONE GARILLI (FSI Lombardia, Mantova) C’è solo una cosa seria da dire: non è che Ventura ha sbagliato tanto (è vero), non è che siamo crollati a terra dopo il 3-0 contro la Spagna (è vero, ed è un’altra responsabilità di Ventura e della Federazione), non è nemmeno che siamo privi di grandi talenti (è vero solo in parte, i talenti in attacco ci sono e in difesa hanno giocato dei vecchietti che si...

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George Soros e le migrazioni

Nel mondo incantato di George Soros non solo l’Asia e l’Africa nutrono il legittimo desiderio di emigrare in Europa, ma la stessa Europa, ossia il suo settore privato rappresentato da ONG, gruppi religiosi e imprese, e in particolare i suoi paesi in prima linea attendono gioiosi l’arrivo di almeno un milione di migranti l’anno e guardano alla guerra di Siria come a una favolosa opportunità – per avere nuovi cittadini da integrare, ma anche per...

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Il tempo dell’azione

di ANDREA FRANCESCHELLI (FSI Pescara) Alla teoria segue la pratica e l’ideologia prende corpo solo con l’azione. Il percorso è lungo e solo in parte compiuto. C’è chi grazie ad una crisi cresce e chi invece cade nell’oblio. È sempre andata così e così continuerà ad andare. La libertà non è un diritto, ma una conquista cui non tutti, purtroppo, riescono ad aspirare. CI LIBEREREMO.

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Sulla “Teoria della classe disagiata”: una recensione e una critica sociale (1a parte)

di FRANCESCO BERNI Teoria della classe disagiata (minimum fax, Roma 2017, pp. 262, 16 euro) è un saggio imprescindibile per comprendere la situazione sociale dei nati negli anni Ottanta, per cui bisogna dire un enorme grazie all’autore Raffaele Alberto Ventura, noto anche per essere il fondatore di Eschaton, al di là di tutte le critiche che si possan fare al libro. Questa è la premessa doverosa di questa mia recensione che vorrebbe porre anche una...

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Come il mercato non si autoregola

di LUCA MANCINI (FSI Roma) La legge di Say, enunciata dall’economista francese Jean-Baptiste Say, sostiene che in regime di libero scambio non sono possibili le crisi prolungate, poiché l’offerta crea la domanda. Se in un dato momento si ha un eccesso di offerta, i prezzi tenderanno a scendere. La discesa dei prezzi renderà conveniente nuova domanda. È in tal senso che l’offerta è sempre in grado di creare la propria domanda. In caso di crisi...

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L’inganno delle pseudoindipendenze

di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) In una Europa unita formalmente dai vari trattati europei, ma in realtà divisa come non poche volte in passato, la disgregazione territoriale e sociale degli stati nazionali è la carta che l’Unione Europea cala nel gioco al massacro istituzionale; carta prossima a quella di tentata cancellazione delle costituzioni “socialisteggianti”. Infatti, quando queste oligarchie burocratiche e finanziare non riescono a distruggere gli stati tramite lo stravolgimento o lo svuotamento di...

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Gli italiani vogliono uscire dall’Unione europea

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Se pensi che la riforma Fornero sia stata un disastro che ha contribuito al drammatico incremento della disoccupazione giovanile e vorresti eliminarla, stai chiedendo di uscire dall’UE. Se pensi che il Jobs Act abbia istituzionalizzato il precariato e condannato le future generazioni all’instabilità perenne e vorresti cancellarlo, stai chiedendo di uscire dall’UE. Se pensi che le privatizzazioni bancarie siano state un fallimento e che le banche in crisi che vengono...

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Domande

di STEFANO D’ANDREA Non chiediamoci cosa DOVEVAMO fare, bensì cosa DOBBIAMO fare. In ogni caso, se proprio vogliamo interrogarci sul passato, domandiamo cosa dovevamo fare NOI, non cosa dovevano fare I POLITICI. La domanda più stupida è comunque: “Cosa devono fare ORA i politici?”. ORA DOBBIAMO AGIRE NOI. In venti anni possiamo ricostruire l’Italia e lo spirito degli italiani. I politici li dobbiamo soltanto sfidare, vincere e punire.