La Rivista del FSI

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La rivoluzione delle cripto-monete

Partendo dal concetto di moneta immaginaria, lo scrittore Giuseppe Masala, invitato dal Centro Studi sulla Costituzione e la Prima Repubblica a svolgere una relazione nel corso del seminario “Idee per ricostruire l’Italia” organizzato in collaborazione con il Fronte Sovranista Italiano e tenutosi a Padova lo scorso 17 novembre, offre un interessante punto di vista sulla differenza tra le vecchie e le nuove criptomonete: le prime erano monete pensate dai “cyber-punk”, anarchici e sovversivi, le nuove...

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L’Asse Roma-Berlino

di JACOPO D’ALESSIO (FSI Siena) La Lega è composta per almeno i 2/3 da una base che desidera emulare il modello mercantilistico tedesco. La verità è che nella attuale condizione di austerità, che impone la riduzione della spesa pubblica e cui consegue la distruzione della domanda aggregata, sono le imprese esportatrici del Lombardo-Veneto, sopravvissute a questa tremenda selezione imposta dal Capitale, che riescono a massimizzare il loro profitto grazie alla bassa inflazione imposta dalla Germania,...

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La regionalizzazione: prove di smantellamento dell’istruzione pubblica

di FERNANDA MAZZOLI Procede, con andamento ormai routinario, lo smantellamento progressivo dell’Istruzione pubblica che rischia di perdere un altro dei suoi puntelli, vale a dire il suo carattere nazionale. Nell’indifferenza pressoché generale, la regionalizzazione del sistema scolastico sta compiendo piccoli, ma significativi passi, ultimo dei quali una altisonante intervista rilasciata dall’assessore all’Istruzione e Lavoro del Veneto che rivendica per una regione virtuosa, con i conti in ordine e buoni servizi, la possibilità di gestire autonomamente organici e...

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Giuseppe Masala: La rivoluzione delle criptomonete

Giuseppe Masala, invitato dal Centro Studi sulla Costituzione e la Prima Repubblica,  a svolgere una relazione nel seminario “Idee per ricostruire l’Italia”, offre una interessante panoramica delle vecchie e delle nuove criptomonete: le vecchie erano monete pensate da anarchici e sovversivi, le nuove sono monete usate dal grande capitale. https://www.youtube.com/watch?v=VvnBfnFSWzc

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Consumatori o lavoratori

di IACOPO BIONDI BARTOLINI (FSI Firenze) Smettetela di pensarvi come consumatori. Ricominciate a pensarvi come lavoratori. Dimenticate i diritti dei consumatori e, se siete ancora capaci, cercate di ricordare quelli dei lavoratori. Per i diritti dei consumatori, non ci sono mai stati morti: vi sono stati regalati. Per quelli dei lavoratori e per la loro conquista sono state necessarie rivoluzioni e morti. Riflettete su questo e sul suo significato.

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Mélenchon: Il movimento rivoluzionario in giallo

di JEAN-LUC MÉLENCHON Traduzione a cura di Sergio Giraldo (FSI Monza) 17 e 18 novembre: queste due date hanno segnato la transizione di un’epoca. Ci sono stati il movimento di giubbotti gialli e anche i primi incontri nazionali dei quartieri della classe operaia. E, naturalmente, il braccio di ferro elettorale nel collegio elettorale di Valls. Dirò la mia su questi argomenti nelle prossime ore. Qui discuto l’azione dei gilets jaunes. Dopo essersi sviluppata e messa in...

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Considerazioni sul movimento dei Gilet gialli

di STEFANO D’ANDREA 1. Anche questo volantino, uno dei tanti, dimostra che i Gilet Gialli sono un movimento giallo-verde. Certamente, c’è un bel po’ di radicalità in più rispetto al Governo giallo-verde ma l’uomo di minima intelligenza pratica ormai sa che un conto è scrivere e diffondere un volantino, un conto è proporre un programma politico pre-elettorale, un conto scrivere un programma di governo, un conto è il concreto esercizio del potere politico di governare....

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Protestare in piazza è un diritto, ma poi ci vuole la politica

di FIORELLA SUSY FOGLI (FSI Ferrara) Vedo… Elettori delusi dal governo in carica che si iscrivono con entusiasmo alla pagina FB dei Gilet Gialli Italiani anziché realizzare che l’unica via di uscita è contribuire a far nascere e crescere partiti popolari socialdemocratici costituzionalisti, formati da una classe dirigente preparata, che abbiano come obiettivo il recesso dai trattati UE. Forse non è ancora ben chiaro che chi sta lavorando da decenni (per la verità da sempre)...

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No alle battaglie consumistiche, si alla guerra politica!

di Luca Mancini (FSI Roma) È necessario rigettare con forza le battaglie consumistiche, poiché queste ultime sono soltanto funzionali al sistema economico vigente e sono per i consumatori che lo hanno supinamente accettato e non vogliono cambiare la loro condizione. In realtà loro credono di poterla cambiare smettendo di acquistare un determinato prodotto ed ecco che la rivoluzione, secondo costoro, passa per il boicottaggio di una determinata marca, azienda o multinazionale, la quale in realtà...

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Perché il documento di uscita della Gran Bretagna dalla UE è un tradimento contro il popolo inglese e la democrazia

di AMANDA HUNTER  – FSI FRIULI VENEZIA GIULIA Il seguente passo è un pezzo che ho scritto in italiano in seguito alla presentazione del draft Withdrawal Agreement presentato dal Primo Ministro Theresa May al Parlamento britannico due settimane fa. Spiego perché l’accordo del governo May non rispetta il mandato consegnato al governo britannico dopo il referendum del 2016 e le conseguenze per la democrazia britannica se sarà approvato in Parlamento l’11 dicembre. Ciò che sta accadendo...

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La rivoluzione liberale del grande partito unico europeista

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Nell’ufficio in cui lavoro siamo quasi tutti precari, eccezion fatta per il personale prossimo alla quiescenza. Ovunque mi giro vedo coetanei o disoccupati o appesi a un filo e con retribuzioni miserevoli. E siamo i fortunati, in quanto lavoratori dipendenti. Chi esercita la libera professione non guadagna neanche a sufficienza da potersi pagare i contributi della cassa professionale o dell’INPS. Non c’è nulla di accidentale o di casuale in tutto...

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Due diritti della crisi e il destino di una generazione

di STEFANO D’ANDREA Dopo il 1929 il diritto della crisi fu soprattutto un diritto pubblico dell’economia e servì a rimuovere le condizioni che avevano consentito e promosso la crisi, oltre che a nazionalizzare le banche entrate in crisi, e con esse le società delle quali le banche detenevano quote e nei confronti delle quali vantavano crediti insoddisfatti. Oggi il diritto della crisi non rimuove le condizioni che hanno consentito e promosso la crisi, non nazionalizza...