Breve appunto sul concetto di sovranità

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4 Risposte

  1. ruggiero caputo ha detto:

    ‘buonismo democratico di sinistra di Foucault’ mi mancava. eviterei di mettere nella stessa frase un grande pensatore e una espressione tanto scipita quanto mutuata dal linguaggio mainstream. ecco, non sarebbe male cominciare a depurare anche il linguaggio e chiedersi da quando la morale è diventata ‘moralismo’ e il ‘buonismo’ un termine da usare indifferentemente per, che ne so, un Veltroni e Foucault.

  2. ahanhahah non prenderla così a male 😀 il buonismo democratico era un po’ generico, forse ho calcato un po’ la mano su Foucault, porta pazienza 😀 io cmq se hai notato ho messo in luce (brevemente ovviamente) come il concetto di sovranità elaborato dai suddetti pensatori sia di parte, sbilanciato ecc. Agamben e Foucault fondamentalmente criticano tutto ciò che è potere, sovranità, politica ecc., e non si capisce proprio quale sia lo loro proposta. non so se hai mai visto il dibattito televisivo di vari anni fa tra Foucault e Chomsky. ecco quello è un esempio di quel che intendo: Foucault è bravissimo a criticare i meccanismi di potere, ma non ha proposte concrete di vita politica collettiva, lui stesso dice che non ha idee a riguardo. se si leggono i suoi libri si capisce però che le sue proposte ci sono, appunto il problema della cura di sé che ricava dalla filosofia greca, l’accettazione dell forme democratiche e partecipate di politica ecc. insomma era a questo che alludevo, provocatoriamente. poi di certo non è Foucault il nostro problema, anzi, magari la gente lo leggesse e imparasse qualcosa 😀 spero di aver chiarito ciao e grazie dell’appunto 😀

  3. ruggiero caputo ha detto:

    ok. tutto chiaro. è che sono diventato irritabile al linguaggio da bar dal momento in cui ha invaso tv giornali e persino il pensiero di tanti fantomatici ‘intellettuali’. e quella mi era sembrata una banalizzazione. sono contento che, almeno su questi lidi, possiamo discutere volando un po’ più alto. non ho visto l’intervista con chomsky, ma mi riprometto di farlo, visto che si tratta di due tra i pensatori che amo di più. sì, foucault lascia inspiegati una serie di fatti che ammette di non saper decifrare, vedi il perchè delle trasformazioni delle episteme proprio negli archi temporali da lui individuati ne ‘le parole e le cose’, che, per il resto, è un afffresco grandioso sulle condizioni di possibilità del pensiero nelle diverse epoche. in fondo la grandezza sta pure nel misurare i propri limiti.

  4. Massimiliano Veneziani ha detto:

    bell’articolo! Complimenti a Jacopo!

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