Quello che ho visto in Libia

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  1. Tonguessy ha detto:

    E' successo proprio l'altra sera. Lunedì sera siamo stati invitati a cena da amici e tra un boccone e l'altro la discussione si è andata ad incagliare nella questione libica. Frequento solo gente di sinistra. Molto a sinistra. Non sufficientemente a sinistra però, a giudicare dall'esito della discussione. "Ci sono milioni di libici che subiscono il giogo di Gheddafi, e bisogna fare qualcosa per loro", questa la tesi dominante. Tento di smontare la tesi parlando del ruolo di sfondamento avuto dai media (tutti allineati, da Repubblica ad Al Jazeera) senza lo straccio di una controprova. Cito episodi come quelli della caccia al negro da parte dei rivoltosi, problemi di diritto internazionale, montature mediatiche ma senza risultati. Gheddafi è cattivo e va eliminato. Questo è il ritornello che canticchiano tutti, da destra a sinistra. Meglio quindi gli anarchici come Fallisi. Ma gli anarchici sono di sinistra? 

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Considero l'anarchismo una dottrina politica nobile, storicamente superata, come la dottrina che intendeva sopprimere la proprietà privata dei mezzi di produzione. E siccome lego il termine comunista al divieto della proprietà privata dei mezzi di produzione mi dico socialista, anche se sono stato iscritto alla FGCI (e poi alla sinistra giovanile; che era di sinistra ma non pù comunista e poi nemmeno socialista) e se vengo da una famiglia comunista. In genere poi mi capita di incontrare anarchici intelligenti e moralmente apprezzabili, per i quali, quindi, finisco per provare simpatia. Fallisi credo che sia un anarchico socialista. Così almeno sembra stando a ciò che dice nel video sul sistema creato da Gheddafi.

    Il problema della "sinistra" è che questo termine designa sempre e soltanto una parte – la parte sinistra – dello schieramento parlamentare e al più una parte delle nicchie politiche extraparlamentari. Un tempo la sinistra era socialista o comunista (ma in italia, in fondo, da lungo tempo, i comunisti erano socialisti) e comunque antimperialista. Ora non lo è più: è liberal anziché comunitaria; è liberista, anziché socialista; è pacifista-umanitaria, anziché antimperialista; è per la diffusione dei consumi, anziché anticonsumista; è per la crescita, anziché per la redistribuzione; è per i diritti e mai per i doveri, mentre un tempo, quando era socialista o comunista, era anche per i doveri ( a ciascuno secondo i suoi bisogni e da ciascuno secondo le sue capacità; chi non lavora non mangerà).

    Io comincio ad utilizzare in senso generico il termine socialista per designare sinteticamente e complessivamente i lati (per me) positivi delle dicotomie segnalate. Per questo mi dico socialista ma non di sinistra. La sinistra è quella che è (che c'è). Essa è, in gran parte, antisocialista. Tutta quella parte di sinistra antisocialista è mia avversaria politica.

    Ti ringrazio di avermi stuzzicato. Da queste note trarrò un post.

     

  1. 28 aprile 2011

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