Categoria: Rassegna Stampa

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Il ritorno dei Neocons

di ITALIA E IL MONDO (Gianfranco Campa) Storicamente parlando, durante la prima Guerra Fredda,  anche nei momenti di tensione più palpabili, come per esempio la crisi dei missili a Cuba, da qualche parte, nelle stanze riservate della casa Bianca e del Cremlino, c’era chi si parlava, comunicava, cercava spiragli per risolvere crisi che portavano sempre inevitabilmente a confrontarsi con la possibilità di una Guerra Nucleare. Nell’assurdità del sistema politico attuale, la assillante propaganda Anti-Russa, usata come...

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In viaggio, cioe’ in sogno, s€nza carriola

di ORIZZONTE48 (Luciano Barra Caracciolo) 1. Chiunque, – visionando un qualunque programma televisivo in cui uno/una qualunque (che ce l’abbia fatta o meno) ci enuncia, inevitabilmente, i suoi “sogni”, o un analogo programma in cui anche un VIP racconta se stesso-, insomma, chiunque sia sottoposto alla proiezione identificativa del pop (con gli…”oppressori“), può sentirsi narrare che l’aspirazione massima del de cuius, – VIP, neo-VIP, o donna/uomo qualunque-, è viaggiare-vedere-il-mondo: quindi, vedere gente “diversa” (per scoprire,...

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Il Nafta? Peggio del muro

di OCCHI DELLA GUERRA (Roberto Vivaldelli) C’è un elemento fondamentale, nella discussione politica su Donald Trump e i controversi rapporti con il Messico, soprattutto in relazione all’ampliamento del – già esistente – muro situato al confine tra i due Paesi, che è pressoché passato in secondo piano: il Nafta. Il North American Free Trade Agreement (Nafta)  siglato nel 1992 tra Stati Uniti, Messico e Canada sotto la presidenza di George H. Bush, infatti, ha danneggiato il Messico...

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Euro e Germania: le sette bufale ricorrenti dei media

di L’ANTIDIPLOMATICO Pubblichiamo un articolo del 2011 di Vladimiro Giacché apparso sul Fatto Quotidiano. In quell’occasione l’economista autore di Anschluss smascherava le sette principali bufale su Germania e euro riportate dal governo tedesco e spesso dalla stampa nostrana. E’ interessante riproporlo oggi perché dopo quasi sei anni le “fake news” dei media in tema restano sempre le stesse, come dimostra da ultimo questo delirante articolo di Galli e Cadogno su il Sole 24 Ore. di...

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Vincent Brousseau: la confessione di Mario Draghi (sui debiti da saldare) ci segnala l’urgenza di uscire dall’euro

di VOCI DALL’ESTERO (Vincent Brousseau) Vincent Brousseau, ex economista alla BCE per 15 anni ed ora responsabile per le questioni monetarie e il passaggio al franco dell’Union Populaire Républicaine francese, analizza la spinosa questione dei  debiti Target2, tornata alla ribalta dopo l’affermazione di Draghi secondo cui i paesi che decidono di uscire dall’euro dovranno regolare integralmente i loro debiti relativi al sistema di pagamenti bancari adottato nell’eurozona.  Brousseau sottolinea la portata di queste affermazioni – che segnalano come ormai...

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Le basi economiche di un “new deal” italiano

di ALBERTO MICALIZZI (Integrazione al “Programma urgente per l’attuazione della Costituzione” del Prof. Paolo Maddalena) Mentre il sistema di pagamenti interbancario europeo noto come “Target 2” rivela che ogni Paese aderente all’unione monetaria conserva il proprio Euro e, quindi, alcune realtà – come l’Italia – si trovano pesantemente indebitate, un fittizio quantitative easing sta indebitando il Paese ad ogni livello (Stato, imprese e famiglie) sottraendo oltre €150 miliardi di interessi passivi all’anno, e gli effetti...

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Trump parla al Congresso. E riceve applausi. “Discorso da vero presidente”

di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici) Ricetta keynesiana, richiamo all’unità e valori da condividere con gli immigrati. Il tutto condito da toni morbidi e conciliatori. Al Congresso Trump offre una moderazione da statista   Dopo cinque tumultuose settimane dall’inaugurazione del suo mandato – trascorse in un clima di polemica a livello nazionale senza precedenti nella recente storia degli Stati Uniti – questa notte, alle tre ora italiana, Donald Trump ha tenuto il suo primo discorso al...

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Perché Trump fa la voce grossa con il Messico

di AGENZIA NOVA (Fabio Squillante) Il confronto tra il nuovo presidente Usa ed il Messico sorprende gli osservatori per la sua durezza. Trump, infatti, avvia la revisione dell’Accordo nord-americano di libero scambio (Nafta), firma l’ordine esecutivo per completare la barriera ai confini comuni, e minaccia di applicare dazi del 20 per cento su tutte le merci importate dal Messico, in modo da far pagare al vicino meridionale la costruzione del “muro”. Accade così che il...

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Renzi, il figlio illegittimo

di L’INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) Uno degli effetti del referendum costituzionale è stato quello di indebolire l’allora segretario del PD. L’opposizione interna si è ricompattata e infine, dopo le dimissioni di Renzi, prima da Capo del Governo e poi da segretario del PD, si è giunti alla scissione. Ma anche tra coloro che restano non c’è grande approvazione per l’ex Presidente del Consiglio, con Emiliano che si candida come il successore che porrebbe fine al...

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Un altro pezzo di Jobs Act

di ALESSANDRO GILIOLI Oggi sul Foglio Tommaso Nannicini – il docente della Bocconi che è anche l’economista più influente del renzismo – spiega in che cosa consiste il “lavoro di cittadinanza” proposto dall’ex premier: «Non un piano di lavori socialmente utili di massa ma una sfida culturale. (…) Non è lo Stato chioccia che trova lavoro a tutti, ma una visione per tenere insieme crescita e inclusione sociale continuando sul percorso tracciato dal Jobs Act,...

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Dati Irpef 2015, ecco come il ceto medio è spremuto dal fisco

di FORMICHE.NET (Giuliano Mandolesi) La nostra Costituzione stabilisce che ogni cittadino deve contribuire alla spesa pubblica in relazione alla propria capacità contributiva, ovvero che in maniera progressiva all’aumentare del reddito deve corrispondere un aumento dell’imposizione fiscale. I dati pubblicati ieri dal MEF sull’IRPEF incassata nel 2015 descrivono però una realtà molto differente e soprattutto molto lontana dall’equità sociale-fiscale che dovrebbe essere alla base del nostro “sistema paese”. Se prendiamo in considerazione infatti il ceto medio...

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Le mani di Erdogan sugli asset turchi

di ALBERTO NEGRI Nel giro di una notte Erdogan ha completato qualche settimana fa il suo contro-golpe mettendo sotto diretto controllo le maggiori società pubbliche della Turchia, dalle linee aeree alle telecomunicazioni, alle banche. Tutto questo avveniva mentre incarceravano altri giornalisti: dal fallito colpo di Stato del 15 luglio in 120 sono finiti dietro le sbarre. L’ultimo caso, accompagnato dalle dimissioni del direttore di Hurriyet – altro collega inviso a Erdogan – è quello di...