Cambi

Potrebbero interessarti anche...

Nessuna risposta

  1. Iacopo67 ha detto:

    Nel momento che il dollaro ha cominciato ad essere usato come moneta internazionale, sempre più dollari uscivano dagli stati uniti;  questi dollari non erano regalati ma dati in cambio di merci, quindi questo processo ha arricchito gli stati uniti.
    Chi comprava queste merci straniere era il mercato americano.
    Ma il mercato americano, a sua volta, da dove si approvvigionava di tutti questi dollari ?   Immagino dal sistema bancario, ma se è così ci dovrebbe essere un debito enorme del mercato americano nei confronti delle proprie banche.
    Come fanno gli americani a gestire questo enorme debito, con i pochi soldi che gli sono rimasti dentro gli USA ?  Per ogni dollaro dentro gli USA ce ne sono più di 20 fuori dagli USA.   Se per ogni 20 e rotti dollari  che rappresentano in qualche modo il debito che gli americani hanno fatto con le proprie banche commerciali per comprare merci straniere, c'è un solo dollaro dentro gli USA,  come fanno a ripagarlo, questo debito ?  I soldi non l'hanno più,  li hanno spesi quasi tutti all'estero.
    A meno che gli americani non abbiano esportato, circa nella stessa misura in cui hanno importato, per cui le due cose si bilancerebbero  tra loro;  ma in questo caso gli USA non avrebbero ottenuto vantaggio dal dollaro internazionale.
     
    Cos'è che non riesco a far quadrare ?

  2. a.mensa ha detto:

    @ iacopo67
    hai messo un dito sulla piaga, ma devi anche considerare un'altra cosa:
    quando un europeo, che ha ricevuto dollari in cambio, metti, di sedie acquista delle azioni a wall street, con cosa le paga ? dollari, quindi che ritornano in patria.
    nel suo film michael moore "capitalism" una frase mi colpì quando menzionò il fatto che il 12/9, il giorno dopo l'attentato alle torri, quando erano stati vietati TUTTI i voli commerciali, per ordine di Bush direttamente, tutta la famiglia Saud riempiendo un certo numero di aerei, lasciò gli USA. motivo : tale famiglia possiede il 7% degli Stati Uniti come valori immobiliari. quindi , tutti dollari usciti in cambio di petrolio e rientrati comprando un pezzo di U.S.
    poi ricorda anche che le famiglie americane sono proprio le più indebitate al mondo e che i debiti personali superano il 100% del PIL.
    pensa poi agli acquisti di TBOND  da parte di Cina, Giappone, etc…  anche quelli sono tuti dollari usciti, ma rientrati.
    bastano tutte queste considerazioni per farti capitre che, oltre i QEn della FED, l'emettere dollari è vero che alimenta l'uscita verso l'estero, ma anche il loro rientro in patria.

  3. Andrea.Mensa ha detto:

    è un po' come il nobile decaduto che organizzava le visite guidate nel suo castello, per racimolare di che vivere, al quale uno dei visitatori un po' impertinente, che aveva saputo delle difficoltà economiche del nobile , che chiese indicando le vetrine con l'argenteria :" ma perchè non la vende ?" al che lui rispose "già fatto 5 anni fa".

    ecco, nel conteggio della bilancia dei cambi, bisognerebbe anch esempre tener conto di quanta argenteria si trova ancora al suo posto, ma ha già cambiato proprietario.

  4. Iacopo67 ha detto:

    Eppure, nonostante tanti dollari siano anche rientrati negli USA, sono sempre una quantità enorme quelli che non sono rientrati ( sempre che sia vero che per ogni dollaro dentro gli USA ce ne siano circa 22 fuori dagli USA ), per cui mi domandavo se ci fossero altri meccanismi per cui i dollari finissero all'estero  ( forse scambi di monete tra banche centrali, dollari dati in cambio di valuta estera…? ).
     
    Provo a dirla in altre parole:
    se gli abitanti di un paese hanno in tutto 100 monete, che rappresentano il debito che quegli abitanti hanno colla loro banca, e quelli decidono di usarli comprando roba da un altro paese, spendendo  99 monete, il risultato sarà che si ritrovano una sola moneta e un debito di 100 monete.  Mettiamo pure che ci sia un ritorno di monete nel paese vendendo merci, e che 4 monete tornino indietro;  a questo punto ci saranno in quel paese 5 monete, mentre le altre 95 sono all'estero, a fronte di un debito di 100.
    Avere 5 monete su 100 prese a prestito significa averne, come proporzione, una su venti prese a prestito, circa la stessa percentuale di dollari che detengono gli americani rispetto ai dollari che non detengono più, nonostante tutti i dollari rientrati.
    Ora, anche se il commercio estero continua, e ci saranno continuamente monete che entrano e che escono, se però la sproporzione continua a rimanere più o meno a quel livello, non capisco come si possa gestire un debito di 100 avendo in mano solo 5.
    Siccome la sproporzione, così, a sensazione, mi sembra troppo esagerata, per essere sostenibile, mi viene da pensare che ci deve essere qualcos'altro di cui non sono a conoscenza.
    Per esempio, mi chiedo;  tutti i dollari che esistono sulla terra, corrispondono effettivamente a un debito dei cittadini statunitensi nei confronti delle proprie banche commerciali ?
    Forse esiste qualche meccanismo che permette ai dollari di andare all'estero senza costituire debito per i cittadini americani ? 

  5. a.mensa ha detto:

    @ Iacop67
    attenzione a non ragionare di nuovo come se il denaro CONTENESSE il valore, come è nel sistema aureo o a riserva 100%.
    il denaro è un certificato di credito, nel "sistema fiat".
    quante cambiali puoi firmare tu ? penso che gli unici limiti siano la resistenza del tuo braccio, e la fiducia di chi le incassa.
    questa è la ragione per cui, nonostante la quantità enorme di denaro emesso dal sistema monetario americano, l'inflazione è relativamente bassa.
    se tuttii dollari e i Tbond ch esono all'estero, tornassero negli USA, cercando di acquistare qualcosa, allora vedresti l'inflazione schizzare come una molla verso il cielo.
    ma fintantochè restano "fuori" all'interno non nuociono. appunto come una massa enorme di cambiali, detenute ma non incassate.
    ps. il fatto che tale denaro esista, circoli, e potenzialmente possa rientrare in USA, come certamente farebbe se il dollaro smettesse o anche solo diminuisse la sua qualifica di moneta internazionale, è il più grosso patema di Bernanke, e del ministro de tesoro.
    debito non solo dei cittadini, ma pensa alle multinazionali, alle società ……. lo so che la cifra è spaventosa, ma pensa anche che quella è la più grossa economia del pianeta.

  6. Iacopo67 ha detto:

    Forse ho trovato il modo più semplice per esprimere il mio dubbio;
    Secondo te, è corretto dire che il mercato USA  ( cittadini, multinazionali, etc. ) nel suo complesso, abbia un debito nei confronti del proprio sistema bancario equivalente a circa 23 volte ( più gli interessi ) la massa monetaria negli USA ?

  7. a.mensa ha detto:

    @ iacopo67
    no e ti faccio un esempio, per farti capire, perchè tu leghi debiti e crediti solo al denaro, ma qualsiasi oggetto di valore riconosciuto, può rappresentare il valore che è debito o credito.
    se porto merci negli USA, vengo pagato in dollari, e quindi escono dollari dagli USA, ma con quei dollari poi, compero un appartamento a New York, quei dollari rientrano nel mercato USA, oppure se compero dei Tbond, è la stessa cosa, escono i Tbond e rientrano i dollari.
    se continui a legare il concetto di valore al denaro, continui a sbagliare prospettiva. il valore sono le merci, i beni, e anche temporaneamente il denaro, ma solo per il tempo che intercorre tra il dare un bene ed acquisirne un altro.
    il denaro, non mi stancherò mai di ripetere è solo un mezzo per facilitare lo scambio dei beni, e costituisce, di regola, solo una ricchezza transitoria tra il quando lo ottengo e quando lo cedo a mia volta..
    spero di esser stato chiaro, segui il post che pubblicherò martedì prossimo, potrebbe chiarirti definitivamente le idee.

  8. Iacopo67 ha detto:

    "se porto merci negli USA, vengo pagato in dollari, e quindi escono dollari dagli USA, ma con quei dollari poi, compero un appartamento a New York, quei dollari rientrano nel mercato USA, oppure se compero dei Tbond, è la stessa cosa, escono i Tbond e rientrano i dollari."
     
     Fin qua è chiaro, se i soldi tornano indietro capisco che tutto si regge, ma il punto è che pare che ci siano 22 masse monetarie USA fuori dagli USA,  mai rientrati.   Tu mi hai insegnato che il denaro è debito, che è un debito che noi abbiamo con le nostre banche commerciali.   Immagino che questo valga anche per gli USA,  allora quelle 22 masse monetarie, provo a dedurre, saranno anch'esse il debito di qualcuno.
    Un debito così grande che non capisco.
     
    Se noi, tutti gli italiani, presi da pazzia andassimo in banca e potessimo ottenere un prestito equivalente a 22 volte la massa monetaria italiana,  e poi spendessimo tutti questi soldi all'estero, sapendo che questi soldi non torneranno indietro se non in minima parte, ( perchè questa è la situazione USA, quei soldi fondamentalmente non sono mai rientrati, oppure rientrano ma contemporaneamente ne riescono altri, e lo sbilancio rimane, altrimenti vuol dire che non è vero che ci sono ben 22 dollari fuori dagli USA per ogni dollaro dentro gli USA ),  questo mi sembrerebbe un debito ingestibile da parte nostra.
    Eppure gli americani sembra che in qualche modo siano riusciti a fare qualche cosa del genere.
     
    Forse la risposta sta nel concetto di cui scrivi, della ricchezza transitoria del denaro, ma ho le idee confuse, proverò a leggere li tuo prossimo post.
    Grazie comunque per la pazienza.

     

  9. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    dammi la fonte di questo tuo dato, perchè vi è grossa differnza tra dire che vi sono "dollari", fuori dagli usa e "riserve in dollari" fuori dagli USA.

    capirai, sulla base di cosa ti hodetto, che la differenza è fondamentale, ma sovente le due cose si confondono.

  10. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    il maggior detentore di dollari, all'estero è la Cina ch ene ha circa 900 miliardi più 1300 moiliardi circa in Tbond, il secondo è il giappone, e via via a scalare.

    pensare a 5000 miliardi di dollari all'estero IN DOLLARI è già esagerare, e questo non è nemmeno un decimo di M1 …. i conti non mi tornano, anche se fatti con grande approssimazione.

  11. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    ho dato una controllata ai dati 2009 e M0 circa sovrapposto a M1 si aggira sugli 8000 miliardi di $.

    il totale dei dollari ( dollari+ titoli+ obbligazioni) all'estero è un po' meno del doppio del PIL, quindi attorno ai 25.000 miliardi di $.

    di questi già 8-9000 sono Tbonds , poi c'è tutte le obbligazioni relative all'immobiliare e sono un'altra decina di miliardi di obbligazioni, per cui arriviamo vicini a quei 5000 che ipotizzavo.

    per cui i dollari in patria sono almeno il doppio di quelli all'estero…. tenuto conto di quelli rientrati come investimenti diretti nell'immobiliare e nella borsa.

    decisamente il tuo dato è fuori dall'ordine di grandezza anche solo considerando M0 rispetto al debito estero.

  12. Iacopo67 ha detto:

    E' quello che dico anch'io, qui c'è qualcosa che non torna.
     
    Non ricordo la fonte, è un articolo che ho letto su internet, se lo trovo te lo faccio sapere:  ricordo che a un certo punto dice : " per ogni dollaro dentro gli USA ce ne sono 22 fuori dagli USA"  dal che si dedurrebbe che ci sono 22 masse monetarie USA fuori dagli USA.
    Da quanto scrivi capisco che questa affermazione è sbagliata, che i dollari all'estero non sono così tanti, ora la cosa è chiarita.
     
    Non so esattamente la differenza tra dollari fuori dagli USA e "riserve in dollari" fuori dagli USA, ma pare che anche considerando queste riserve i conti non tornerebbero comunque.

  13. Andrea.Mensa ha detto:

    @ iacopo67

    "riserva in dollari" è tutto ciò che è denominato in dollari. Tbond, obbligazioni, crediti, ecc

    qualsiasi cosa che rappresenti un credito ma espresso in dollari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.