Nacia tosi!

Potrebbero interessarti anche...

Nessuna risposta

  1. stefano.dandrea ha detto:

    Articolo molto bello.

  2. a.mensa ha detto:

    però come ce le gustavamo quelle poche cose che si potevano avere dopo averle sospirate a lungo !!
    ricordo che anche a natale arrivava un , ripeto un gioco, ed era quello che avevamo guardato nella vetrina del negozio per mesi, e si conservava come una reliquia.
    ch edifferenza con molti bambini d'oggi !!!
    il gioco che sanno fare è spargere per casa montagne di giocattoli, e poi cercare qualcosa d'altro da fare, come se quei giochi non li riguardassero.
    mi fanno pena perchè hanno tanto, ma non sanno godere nulla.

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Sacre parole Andrea.

    Sto evitando con cura che i miei tre gemelli abbiano "giocattoli" moderni: plasitica colorata che emette suoni metallici, ormai anche in lingua inglese (maledetti). Gran parte di quelli che hanno ricevuto in regalo li ho messi da parte e quei pochi di cui dispongono nemmeno li guardano, salvo alcuni: le costruzioni; il pallone e le palle; una macchinetta per uno;e un libricino ciascuno (la fattoria, le stagioni. Ovviamente a un anno e mezzo giocano già a chiapparella, corrono attorno al divano e al tavolo, salgono due rampe di scale e sto cercando di insegnare loro come scenderle, calciano il pallone (persino le femmine) con una forza notevole, ascoltano la musica (danzano la musica popolare di Daniele Sepe, la canzone del Che e si perdono nella soave musica classica), parlano ai cavalli e alle capre del confinante (che fortuna che ho avuto ad avere questo burbero vicino che ancora non riesco a vedere in volto!) e il maschio trascorre anche mezz'ora a "vedere" il libro della fattoria e degli animali.

    Stanno male i miei bambini? Non so. Fatto sta che dormono o giocano nei lettini sedici ore al giorno e io e mia moglie non abbiamo mai dovuto svegliarci la notte.

    Lottare contro la modernità è possibile e doveroso. E' il nstro dovere e il nostro interesse. Se vinceremo lo dirà la storia

  4. Miro ha detto:

     
     
    Sono capitato per caso in questa pagina web perché nel motore di ricerca avevo scritto “nacia”, non ricordandomi più la ricetta di questo dolce antico, che veniva consumato prevalentemente da persone con poche possibilità economiche com’era la mia famiglia, allora composta da 8 persone di cui una zia due genitore e 5 figli, eppure non ci mancava proprio nulla,
    D’inverno c’era sempre tanta neve e tanto freddo, per riscaldarci in casa avevamo una  stufa a legna e carbone era una multifunzione, dove mia madre oltre a riscaldare l’appartamento la usava per fare da mangiare, per asciugare i panni e alla sera per preparare le borse di acqua calda da mettere sotto le coperte dei letti, che servivano per riscaldarci durante la notte.
    il guaio era che il tepore sotto le coperte non durava a lungo ed alla mattina quando ci alzavamo da letto eravamo già tutti belli svegli perché la casa nel frattempo si era raffreddata durante la notte a causa della stufa spenta
    Dato che oramai mi trovo ad avere qualche anno in più di allora, ho cercato di far rivivere anche ai miei figli alcuni di momenti di quel periodo lontano, in particolare ho  voluto far assaggiare a loro i miei  antichi sapori odori,  legati a quel dolce unico qual è la “nacia”, che oggi risulta essere introvabile nei negozi della mia città
    Anch’io come nel racconto ho vissuto quei momenti irripetibili nel mio quartiere, dove con i miei amici si interrompeva la partita di calcio quando passava l’uomino  “dea nacia” con il suo carretto a tre ruote, che con 20 franchi el te dava anca ea zonta”, non solo ma anche quando passava l’altro omino in bicicletta che vendeva peri cotti caramellati, che li teneva sempre belli caldi all’interno di un contenitore termico in rame che portava dietro la schiena quando pedalava, mentre quando si fermava e gridava “peri cotti” lo appoggiava davanti il manubrio della sua bicicletta, e con un grande stuzzica denti te li serviva belli caldi uno due tre peri cotti
    Roba di altri tempi sapori, gusti e odori che oggi te li devi ricreare in casa perché come già detto, oramai fuori non si trovano più questi ambulanti in bicicletta,(…uomini di altri tempi di quelli che non si vedono più in giro…..) di quei bei tempi andati che non ritorneranno mai più ma che rimarranno indelebilmente fissati nella memoria  
    Grazie per avermi fatto rivivere quei momenti di vita
    p.s.
    la NACIA l’ho fatta secondo la Vostra ricetta è risultata più buona di quella fatta la prima volta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.