La piazza

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  1. Eugenio Orso ha detto:

    La piazza in questione è quella dei Signori a Padova e la facciata è quella di San Clemente.
    Un ricordo dei tempi dell'università?
    Non importa. Quello che importa è il generale processo di "privatizzazione", che investe gli spazi pubblici [impensabile che ciò potesse accadere all'Agorà della polis ateniese], ma investe ormai anche l'acqua e l'aria.
    Ma quale è il vero significato dell'espressione "privato"? C’è positività od anche negatività in questa espressione alla quale molti [ingenui, idiotizzati oppure interessati ed in mala fede] attribuiscono significati soltanto positivi
    A questa domanda ha dato una risposta convincete il filosofo Costanzo Preve – mio Maestro e Amico – il quale così ha scritto:
    La proprietà privata capitalistica in Europa è nata e si è sviluppata privando delle loro proprietà parcellari e/o comunitarie i precedenti proprietari. Tutto questo è dettagliatamente dimostrato da Marx nell’ultima sezione del Libro del Capitale (1867) [il primo libro, N.d.S.]. Di tutti i verbi, il verbo “privare” è il più dialettico nel senso hegeliano-marxiano del termine, in quanto il suo carattere transitivo produce il suo esito intransitivo. Del resto, era così etimologicamente in latino. I proprietari privati erano originariamente i plebei, “privati” dal libero accesso allo ager publicus, la cui “pubblicità”, comunque, era la dimensione comunitario-tribale delle cosiddette aggregazioni gentilizie e di carattere tribale …
    Quindi “privato” fa il paio con esproprio, simboleggia l’impossibilità di accedere, ed è privazione di qualcosa. Nel caso di Piazza dei Signori il processo di esproprio, operato dal Nuovo [Capitalismo] Che Avanza, è in fase avanzata. Ma purtroppo lo è anche nel resto d’Italia.
    Saluti
    Eugenio Orso

  2. Tonguessy ha detto:

    Aggiornamenti sulla piazza in questione: al ristorante Secondio Piano, aperto recentemente al secondo piano di un palazzo che si affaccia sulla piazza, è stato concesso un plateatico davanti alla chiesa di San Clemente.

    Per portare le vivande dalla cucina alla piazza, i camerieri vanno su e giù per le scale tutta la sera/notte. Gli inquilini del palazzo sono molto contenti di tutto ciò.

    http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/04/11/news/piazza-dei-signori-raffica-di-tavolini-sotto-l-orologio-3892681

    Il Nuovo Che Avanza non sottrae solo spazi comuni, ma anche spazi privati. E' il Nuovo Che Avanza vers. 2011.

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Non solo le Piazze. I cortiletti  e i Fontanili dove chiacchieravano le comari. Le comari. Gli Orti profumati, dentro i quali il nonno conduceva il bambino, che voleva conoscere le piante come ora vogliono conoscere gli animali. Il calore il silenzio e il torpore del Camino. Il Carretto. I suoni della strada, che erano suoni e non rumori. I Maniscalchi. I campi incolti e i ruscelli limpidi. Il campetto.

    Il problema è: per cominciare a muoverci lentamente e realisticamente nella direzione inversa a quella che abbiamo percorso, quali principi devono guidarci? Questi principi sono necessariamente principi nuovi o possono essere principi abbandonati nel passato? Si può volere che lentamente e realisticamente si percorra la strada in direzione inversa senza dichiararsi reazionari? Il problema è: come regredire?

    Chi ha obiettivi non economici alternativi agli attuali e che non consistono in modelli del passato me lo faccia sapere, provi a tratteggiarli.

  4. Tonguessy ha detto:

    Da sempre mi batto per una CULTURA dell'ascolto. Credo sia essenziale, in estrema sintesi, ritornare al SACRO. Vivere in un mondo di parole vili, di atti vili, di pensieri, archetipi e miti vili sicuramente ci ha portato a questa fase di arroganza suprema che spesso sfocia in pura crudeltà.

    Ascoltare il perdente è una lezione impagabile. Rileggere la Storia senza la lente deformante del vincitore una autentica illuminazione.

    Occorre un maggiore animismo, quel credo che riconosce a qualsiasi cosa, sia essa vivente o no, il diritto di avere un'anima, cioè una scintilla di Sacro.

    Dobbiamo impegnarci nel ritrovare il Sacro nelle nostre parole e nelle nostre azioni. E far comprendere, a chi se ne è allontanato, cosa si sta perdendo: senza Sacro la vita diventa mero accessorio di qualche oscura ontologia.

  5. Eugenio Orso ha detto:

    Si può volere che lentamente e realisticamente si percorra la strada in direzione inversa senza dichiararsi reazionari? Il problema è: come regredire?
    Scrive D'Andrea
    Non si può "voltare pagina" senza rivolgere lo sguardo al passato, almeno per un istante.
    "Il proprio tempo appreso nel pensiero" [Hegel] implica la considerazione del passato storico, dal quale non si può prescindere, e una moderata previsione per quanto riguarda lo sviluppo dei tempi futuri.
    La stessa etimologia della parola Rivoluzione ci spinge a non ignorare il passato, poiché revolutionem deriva da re-volvere, che ha il significato di "tornare indietro", ma volgendo lo sguardo al futuro s'impone il "voltare pagina" che implica un cambiamento radicale.
    Se poi si attribuisce a re-volvere il significato di ritorno ad una tradizione pregressa, religiosa o nazionale, ci si perde cullandosi nel sogno di un impossibile ritorno al passato, mentre la vera Rivoluzione è “un ritorno al futuro” percorrendo una strada diversa da quella attuale.
    Dobbiamo impegnarci nel ritrovare il Sacro nelle nostre parole e nelle nostre azioni. E far comprendere, a chi se ne è allontanato, cosa si sta perdendo: senza Sacro la vita diventa mero accessorio di qualche oscura ontologia.
    Scrive Tonguessy
    Dobbiamo urgentemente opporre alla metafisica capitalistica dominante – perché quella capitalistica, in ultima analisi, è una metafisica che ha eclissato la vecchia metafisica medioevale – una nuova metafisica antagonistica e alternativa.
    Un compito a dir poco improbo.
    Chi se potrà assumerselo, portandolo a termine?
     
    Eugenio Orso

  6. Tonguessy ha detto:

    Caro Eugenio,

    il compito cui fai riferimento è quello che ci siamo assunti tutti noi i  questo blog. Andare contro la metafisica (termine quanto mai vago) imperante per tentare di contrapporne una di tipo diverso sta alla base del nostro tentativo.

    Credo sia necessario un articolo più approfondito su come l'immaginario collettivo (termine che preferisco di gran lunga a "metafisica") sia in realtà responsabile del nostro stato attuale, e di come tale immaginario sia stato scientemente manipolato nel corso degli ultimi decenni, al fine di creare l'illusione che i simulacri possano avere maggiore peso e significato dei fatti reali. Cosa questa che ha pesantemente spostato il nostro baricentro percettivo, allinendolo a quello Imperiale del Nuovo Che Avanza.

    Tutto ciò è stato perfettamente descritto nell'Ultimo articolo di D'Andrea e ampiamente dibattuto da (tra gli altri) Debord, Faucault, Chomsky, Baudrillard.

    Insomma: siamo NOI che abbiamo deciso di assumere questo gravoso compito. Quale saranno i risultati, sarà solo il Tempo a determinarlo. 

  7. rasna-zal ha detto:

    "Dobbiamo impegnarci nel ritrovare il Sacro nelle nostre parole e nelle nostre azioni. E far comprendere, a chi se ne è allontanato, cosa si sta perdendo: senza Sacro la vita diventa mero accessorio di qualche oscura ontologia."
     
    Invece io trovo questa frase illuminante e non vi trovo difficoltà apparenti se non quella di essere coerenti con la scelta che abbiamo fatto e essere noi stessi un esempio, sempre in ogni azione ricercare quel "sacro".
    Ciao, Tonguessy.

  8. stefano.dandrea ha detto:

    Benvenuto rasna-zal

  9. Tonguessy ha detto:

    Felice di ritrovarti, Rasna-zal

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