Sperimentazione animale: uno spoglio etico

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  1. stefano.dandrea ha detto:

    Articolo splendido, come il precedente, che segnalo ai visitatori che per avventura non lo avessero letto: Riflessioni e divagazioni sulla scelta dei nomi https://www.appelloalpopolo.it/?p=3370

    Caro menici60d15 (o nei commenti posso chiamarti con il tuo nome? Mi dirai), siamo onorati – credo di parlare a nome di tutti i pochi ma agguerriti colaboratori di AppelloAlPopolo – della tua collaborazione e ti auguriamo di tornare presto tra noi, dopo aver risolto i tuoi, speriamo non gravi, problemi.

  2. Tonguessy ha detto:

    Disamina attenta che a mio modesto avviso, però,  tralascia questioni importanti, come l'eziologia. Nelle attuali statistiche le principali cause di morte sono ben diverse da quelle antiche. I tumori, ad esempio, erano malattie completamente sconosciute all'epoca dei faraoni. Quindi le sperimentazioni animali di farmaci antitumorali sono un'unica cosa con lo stile di vita moderno (qualsiasi cosa questo significhi)  e tentare di discernere se ci siano ragioni buone o meno buone per farlo è  ancora un tentativo di comprendere il fenomeno a metà (o molto meno).

     

    Provo a fare una catena esemplificativa: eccessivi rifiuti (causati da mentalità consumistica) che necessitano di termovalorizzatori che generano polveri sottili le quali causano tumori. Tentare di capire attraverso una matrice a quattro quadranti se i termovalorizzatori siano cosa utile e saggia oppure no, lascia fuori tutte le altre considerazioni e si prende diritti che non possiede. Ovvero capire le vere cause dell'ascesa dei tumori nelle zone vicino ai termovalorizzatori. Nè va vicino alle vere cause dello spaventoso fenomeno, cioè la mentalità votata all'eccesso e allo spreco.

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Tonguessy, forse la tua osservazione, pur cogliendo in un segno, non coglie nel segno. Perché il fatto che a monte si ponga il problema che tu segnali, non toglie che a valle ci si trovi davanti al problema svolto nell'articolo.

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