Gli europei e il ritorno al protezionismo. Intervista a Philippe Murer

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  1. Daniela ha detto:

    Chiedo scusa in anticipo se la mia domanda vi risulterà sciocca ma io sto cadendo dalle nuvole. Fino alla lettura di questo articolo ero convinta che una delle prime realizzazioni dell'Unione europea fosse stata l'unione doganale, ovvero l'abolizione dei dazi per gli scambi di beni e servizi che passano da uno Stato all'altro all'interno del territorio europeo, un dazio unico per le merci importate dai paesi extra-Cee, una sola volta, indipendentemente dal punto in cui una qualunque merce entri in un paese europeo. Quando sarebbe stato smantellato questo sistema? Forse intendete dire che i dazi sono stati abbassati, o proprio che sono stati aboliti?
    Dal canto mio, se fossero stati troppo abbassati, lotterei per la richiesta di un discreto innalzamento dei dazi per i beni provenienti dall'estero (extra-Cee), sapendo che per ritorsione saranno messe maggiori protezioni, da parte degli stessi paesi extra-cee, sui nostri prodotti eventualmente esportati. E' il prezzo che si deve pagare in nome di una inversione di tendenza nella globalizzazione. Occorre tener presente che si dovrebbe puntare ad una Europa più autosufficiente, che dovrebbe fare a meno di tanti prodotti a buon mercato, e che non potrebbe produrre in modo crescente proprio perché le esportazioni sarebbero più difficili, ma dovrebbe puntare a rispondere a tutte le esigenze fondamentali dei suoi cittadini. La divisione delle produzioni fra stati europei c'è già e piuttosto che alla competizione si dovrebbe dare più spazio alla complementarietà, rispettando la natura e le inclinazioni dei diversi popoli, favorendo  il consumo in loco e la diminuzione della quantità di trasporti. Più facile a dirsi che a farsi.

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