Custodi dell’autonomia dell’università, non postini del governo
da ROARS (Redazione)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che Tomaso Montanari, rettore dell’università per stranieri di Siena, ha scritto ai suoi colleghi della Crui a proposito delle due lettere che la Presidente CRUI e il segretario generale del MUR hanno inviato ai rettori.
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Assisi, 12 ottobre 2025
Cara presidente, care colleghe, cari colleghi,
mi permetto di utilizzare questa nuova chat rettorale per esporre le mie profonde perplessità sulle ultime comunicazioni che abbiamo ricevuto da Crui.
Nella prima, del 3 ottobre, la presidente ci segnalava «l’esigenza di prestare estrema cautela nella comunicazione esterna riguardante il tema.
Si tratta, infatti, di una operazione ancora in corso che, oltre all’impagabile lavoro dei vostri Delegati, ha necessitato dell’intervento cruciale di soggetti istituzionali, tanto in Italia quanto in loco, che avrebbero piacere di figurare nelle iniziative destinate a rendere visibili gli arrivi.
Per completezza dell’informazione, vi ricordiamo che, insieme a MUR e MAECI (con l’impegno personale dei due Ministri) si sono mobilitati attivamente per garantire il corridoio accademico: la Guardia di finanza, la Protezione Civile e il Meccanismo Europeo di Protezione Civile, il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, l’Ambasciata d’Italia in Giordania, l’Unità di Crisi della Farnesina, le Scuole di Terrasanta e la Fondazione Giovanni Paolo II».
Ebbene, trovo francamente improprio che la presidenza della Crui abbia «esigenze» circa la comunicazione delle singole, libere e autonome università. Che poi questa «esigenza» sia quella di un pubblico riconoscimento non solo istituzionale ai Ministeri, ma perfino «personale» ai due ministri, è davvero imbarazzante. Nel metodo, ogni rettrice o rettore saprà certo dosare parole e toni secondo il proprio libero giudizio: senza bisogno di raccomandazioni paternalistiche (o maternalistiche). Nel merito, la Crui non è la cinghia di trasmissione della propaganda dell’esecutivo: e tanto meno lo deve essere in una vicenda (quella delle borse Iupals) in cui il MUR non è stato certo decisivo (uso un eufemismo), e in cui tutto si deve all’impegno dei singoli atenei, a quello eccellente del collega Maurizio Oliviero, e a Crui stessa. È fin troppo evidente l’interesse del governo a ritagliarsi un ruolo positivo in questa atroce vicenda del genocidio palestinese: davvero l’università deve prestarsi a questo gioco?
Nella seconda, il Segretario generale Mur, professor Marco Mancini, richiama all’ordine rettrici e rettori attraverso la presidenza Crui: li invita, li esorta, auspica e confida. Cosa auspica, cosa confida? Che si rispettino la legge e la missione dell’università. E c’è bisogno di tirare per le orecchie i rettori e le rettrici ricordando l’ovvio? O il messaggio non è forse quello evidentemente sottinteso: «qui non si parla di politica»? Ora, l’autonomia costituzionale rende queste parole da una parte ininfluenti, e dunque pleonastiche, supervacanee, inutili. Dall’altra, le rende indebite, abusive, vagamente intimidatorie. L’università è libera, certo, «ma fino a un certo punto»: forse quello stesso punto fino al quale conta il diritto internazionale secondo uno dei due sullodati ministri.
E mi permetto di aggiungere che se davvero il Mur ha a cuore la sostanziale attuazione del diritto allo studio, di bene altre cose dovrebbe occuparsi che non delle occupazioni studentesche!
A costo di essere l’unico rettore, sento forte l’obbligo, cara presidente, di dirti che a mio personale e modestissimo avviso, il compito di Crui non è quello di essere la postina o l’ufficio stampa del potere esecutivo, ma al contrario la custode «sempre in allarme» (Norberto Bobbio) dell’autonomia universitaria.
Con viva cordialità e non meno viva preoccupazione,
Tomaso Montanari
Rettore dell’Università per stranieri di Siena

FONTE: https://www.roars.it/custodi-dellautonomia-delluniversita-non-postini-del-governo/





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