Siccome le cose in Iran vanno benissimo…
di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Francesco Dall’Aglio)


Siccome le cose in Iran vanno benissimo, il Pentagono ha intenzione di chiedere al Congresso un finanziamento straordinario di 200 miliardi di $ (link 1): per intenderci, il budget annuale per tutte le spese militari della Russia è stimato tra i 140 e i 180 miliardi di $. I soldi servirebbero a incrementare la produzione degli armamenti “critici” che sono stati utilizzati finora, quindi si tratterebbe di un finanziamento a medio termine, ma non è improbabile che il Congresso decida di non approvarlo comunque, visto che il budget della difesa USA è già di 900 miliardi di $. E sempre siccome le cose vanno benissimo, si inizia seriamente a valutare un dispiegamento di “migliaia” di truppe statunitensi nella regione, con varie finalità che vanno dalla scorta alle petroliere agli sbarchi sulle coste iraniane (link 2). I piani si scontrano però con una serie di difficoltà che stranamente non sono state prese in considerazione durante la fase iniziale di pianificazione: l’Iran è ancora in grado, e non ci sono segnali che indichino che presto non lo sarà, di infliggere perdite gravi a qualsiasi forza di spedizione statunitense che si avvicini alle sue coste, per cui tutti questi piani, incluso quello di mandare la Delta Force a prendersi l’uranio nei bunker dove è custodito, sono amenità buone tutt’al più per gli sceneggiatori di Hollywood.
Intanto, come a volte capita, dopo la luna di miele emergono le prime crepe nel rapporto. Un lungo Truth di Trump (link 3 e foto 1) ha addossato esclusivamente a Israele la responsabilità dell’attacco alle installazioni iraniane del giacimento di gas di South Pars, sostenendo che gli USA non ne sapessero niente e che niente ne sapesse il Qatar, ribadendo poi che (maiuscole sue) NON CI SARANNO ALTRI ATTACCHI DA PARTE DI ISRAELE a South Pars ma che se l’Iran dovesse attaccare ancora il Qatar gli USA faranno saltare l’intero giacimento “con una forza e una potenza che gli iraniani non hanno mai visto finora” e buonanotte ai suonatori (che in ultima analisi saremmo noi, perché in quel caso il prezzo del gas schizzerebbe alle stelle).
Anche il Qatar si era affrettato a scaricare subito la colpa dell’attacco su Israele con un tweet di Majed Al-Ansari, portavoce del Ministero per gli affari esteri, che lo definiva “un passo pericoloso e irresponsabile” (link 4). La fretta derivava dal fatto che tra i bersagli che i Guardiani della Rivoluzione avevano indicato come obiettivi di futura rappresaglia compariva anche la raffineria di Ras Laffan, che sfrutta lo stesso giacimento di gas che è in condominio tra i due paesi. Ras Laffan è stato infatti colpito (foto 2) insieme ad altre installazioni indicate come bersagli, tra cui la raffineria SAMREF in Arabia Saudita. QatarEnergy ha twittato due comunicati nel quale conferma i danni gravi subiti dagli impianti di raffinazione a Ras Laffan e informa anche di altri attacchi ad altre installazioni che hanno causato incendi e ulteriori gravi danni.
La foto degli incendi a Ras Laffan che allego è cortesia cinese, come tante altre foto di danni subiti dalle basi USA o dei loro alleati. Se ne occupa MizarVision, una startup cinese specializzata in analisi di intelligence geospaziale assistita dall’IA che è assolutamente privata e nella quale il governo cinese non c’entra assolutamente nulla, così come assolutamente privata è la statunitense PlanetLabs che, nel conflitto ucraino, ha fornito in tempo reale le immagini dei danni alle installazioni russe. Anche questo è un gioco a cui si può giocare in due.
Link 1: https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/03/18/iran-cost-budget-pentagon/
Link 2: https://www.reuters.com/world/middle-east/us-weighs-military-reinforcements-iran-war-enters-possible-new-phase-2026-03-18/
Link 3: https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116253388303392718
Link 4: https://x.com/majedalansari/status/2034254436491559043
#TGP #Usa #Iran
Fonte: https://www.facebook.com/francesco.dallaglio
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