Ungheria, finisce l’era Orban: l’opposizione conquista la maggioranza assoluta
da L’INDIPENDENTE ONLINE (Valeria Casolaro)

Dopo sedici anni consecutivi è finita l’era di Viktor Orban come primo ministro dell’Ungheria. Le elezioni di domenica 12 aprile hanno segnato la schiacciante vittoria di Péter Magyar: con il 99% delle schede scrutinate, il suo partito (Tisza) ha conquistato oltre due terzi dei seggi in Parlamento (138 su 199), acquisendo così il potere di cambiare le leggi più importanti del Paese. Il partito di Orban, Fidesz, si è invece fermato a 55 seggi. Poco dopo le 21 di ieri sera, a poco più di due ore dalla chiusura dei seggi, Orban ha telefonato a Magyar ammettendo la sconfitta. A colpire è stato anche il dato sull’affluenza: oltre il 77%, il numero più alto di elettori che si sono recati alle urne dalla caduta del muro di Berlino.
A nulla è servito l’appoggio diretto degli Stati Uniti di Trump, con il vicepresidente JD Vance che ha più volte sostenuto apertamente Orban e che si è appositamente recato nel Paese pochi giorni fa per appoggiare la sua candidatura alle elezioni: la disfatta del leader di Fidesz è stata totale. Complice anche la forte presenza di Magyar, che ha saputo in questi mesi infiammare le piazze e l’elettorato con comizi dal vivo e discorsi pubblici, sfuggendo al controllo operato da Orban su mezzi di informazione e istituzioni. In carica dal 2010, Orban è stato uno dei leader più autoritari dell’Unione, sotto il cui governo si è assistito al soffocamento dei diritti civili. Tuttavia, proprio il Magyar (che, come racconta il Guardian, da ragazzo “aveva un poster di Orban in camera”) dal quale ci si attende un cambiamento proviene da Fidesz, così come molti tra i membri di Tisza. Non è chiaro quanto di questo cambierà, come non è certo quanto cambieranno le posizioni in materia di politica estera. Le posizioni di Orban erano infatti vicine alla Russia (e agli Stati Uniti di Trump) e hanno più volte messo i bastoni tra le ruote all’UE per quanto riguarda l’approvazione di finanziamenti e aiuti all’Ucraina. Anche i rapporti con la NATO sono sempre stati piuttosto difficili. Magyar, dal canto suo, sembrerebbe avere posizioni più vicine all’Europa, ma non è chiaro come intenderà agire nell’ambito della politica estera.
Subito dopo la telefonata di Orban, Magyar ha ricevuto quelle del cancelliere tedesco Friedrik Merz, del segretario generale della NATO Mark Rutte e del presidente francese Macron, che si sono congratulati per la vittoria. La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha invece pubblicato un paio di post sui propri profili social, dove ha scritto come “il cuore dell’Europa batte più forte in Ungheria” e che “l’Ungheria ha scelto l’Europa”. Poco dopo sono arrivate le tiepide congratulazioni anche di Giorgia Meloni, stretta alleata di Orban, che ha ringraziato “per l’intesa e la collaborazione di questi anni”: “so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione” ha scritto la presidente del Consiglio, sottolineando che “Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale”.





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