Taggato: Simone Weil

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Ad Albertine Thévenon sulla condizione operaia

di SIMONE WEIL Cara Albertine, mi ha fatto bene ricevere un rigo da te. Ci sono cose, mi pare, che comprendiamo solo tu e io. Tu vivi ancora; ecco, non puoi sapere come ne sia felice … La vita li vende cari i progressi che fa compiere. Quasi sempre a prezzo di dolori intollerabili… Quel che mi scrivi della fabbrica m’è andato dritto al cuore. E’ quel che sentivo io fin da quando ero piccola. Per questo...

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Le fatali contraddizioni degli immigrazionisti

di DOMENICO LOMBARDINI Caratteristica precipua della civiltà occidentale così come nata dalla rivoluzione francese è l’universalità dei diritti. I diritti, così come stabiliti costituzionalmente, sono riconosciuti a tutti, indifferentemente da sesso, ceto sociale, religione, ricchezze possedute, razza, ecc. Una conquista recente: l’universalità dei diritti non era stata inclusa, ad esempio, in diverse nascenti costituzioni, ma poi è divenuta fondamento stesso del nostro convivere civile. Tale universalità dei diritti è oggi fortemente compromessa: sebbene riconosciuta dalle...

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La nazione italiana (2a parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Un aspetto spesso tralasciato consiste nel carattere sacrale del potere politico romano: Romolo, il fondatore, è in realtà un re-sacerdote che traccia il perimetro della città con un aratro, come era consuetudine in Italia quando venivano delimitate aree sacre, e l’imperatore diventa anche la massima autorità religiosa da quando Augusto trasferisce nella propria residenza sul Palatino la sede ufficiale del pontificato, dove rimarrà per quattro secoli: il giudizio di Simone...

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Multiculturalismo, sradicamento, americanizzazione

di SEBASTIANO CAPUTO (giornalista) L’enraciment (Il radicamento) Simone Weil avrebbe potuto pubblicarlo oggi e invece lo scrisse nello storico Café Flor di Parigi. Era il 1943. Con sessant’anni di anticipo raccontava la Francia dei nostri giorni, quella urbana, metropolitana, cosmopolita, post-industrializzata. La trasformazione delle grandi città – Parigi, Marsiglia, Lione -, la nascita delle banlieues (quartieri periferici), la distruzione dei bistrot e delle botteghe tradizionali. E’ la parabola di tutte metropoli d’Occidente dal Piano Marshall...