Categoria: Rassegna Stampa
di IL MANIFESTO (Alberto Piccinini) MUSICA/SOCIETÀ . Meno muscolare di quella di Mara Venier, anche la conduzione di Fazio ottiene l’effetto di isolare il cantante con la sua denuncia del genocidio: la parola resta impronunciabile Ghali ospite da Fabio Fazio – Ansa C’era un’allegra crudeltà nel tono col quale Fabio Fazio domenica scorsa ha gestito l’ospitata di Ghali costringendo il cantante italotunisino ad assistere al proprio autodafé. Il paradosso è apparente, in un talk show come quello non si...
di GABRIELE GERMANI (Pagina FB) Ieri ho visto un video di Lula in cui diceva che i BRICS e il G20 devono impegnarsi per cambiare le istituzioni internazionali. Faceva particolare riferimento agli enti economici: Banca Mondiale e FMI. La domanda in finale era: questi organi hanno aiutato lo sviluppo dei paesi poveri o hanno confermato lo status quo? Estendondo il concetto: hanno ribaltato o confermato il sistema-mondo e il suo rapporto centro-periferia? Sembra che favorendo...
di KRITICA ECONOMICA (Michele Bee, Raphaël Fèvre) La parabola delle “buche nel terreno” di Keynes è più citata che compresa. Per uscire dalla crisi, non basta che il governo spenda soldi in una qualche attività. Il messaggio profondo dell’economista inglese è che occorre stimolare il dinamismo naturale degli individui. Una lezione utile a immaginare un’alternativa al tragico esito della guerra. La notizia di un’imminente invasione aliena funzionerebbe come rimedio alla crisi economica? Questa è l’insolito aneddoto raccontato...
di ARIANNA EDITRICE (Enrico Tomaselli) Fonte: Giubbe rosse Lo scorso anno, la caduta della città di Bakhmut ha senza dubbio segnato un importante passaggio nel conflitto ucraino. Zelensky ed i suoi avevano investito molto sulla difesa della città, facendone un non solo un baluardo della strategia sul campo, ma anche e soprattutto un importantissimo simbolo della capacità ucraina di resistere all’avanzata russa. In conseguenza di questa ostinazione, le forze armate ucraine hanno pagato un prezzo...
da REPORT DIFESA (Fabrizio Scarinci) CANBERRA. “La Royal Australian Navy deve essere in grado di garantire la sicurezza delle nostre linee di comunicazione marittime e delle rotte commerciali, che risultano fondamentali sia per il nostro stile di vita che per la nostra prosperità”. Sono probabilmente queste le parole più significative pronunciate dal ministro della Difesa australiano Richard Marles in occasione di un suo recente discorso volto delineare il vasto piano di ampliamento a cui la...
di L’ITALIA E IL MONDO (Aurelien) A meno che non abbiate vissuto sotto una roccia negli ultimi due anni, o non siate membri del Partito Interno della Casta Professionale e Manageriale (PMC), avrete familiarità con l’atmosfera di sventura e malinconia che permea sempre più la vita della gente comune in questi giorni. Non ho mai sperimentato nulla di simile: un atteggiamento acido, disilluso, quasi nichilista, che va ben oltre la rabbia per la nostra classe...
da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria) La retorica sull’ordine e sulle regole, made in Usa ovviamente, è andata in frantumi di fronte al massacro di Gaza. L’operazione Navalny, cioè l’utilizzo della sua morte, riuscirà nello scopo di risollevarla? Il “momento Navalny” ha rivitalizzato l’Occidente, che prova a rilanciare retorica e slogan che aveva dovuto riporre con mesta vergogna con la guerra di Gaza. L’idea che l’Occidente fosse faro di libertà opposto all’oscurantismo autoritario orientale, russo o...
di GLI ASINI (Franco Carnevale) Con una periodicità ossessionante a fronte di infortuni sul lavoro riaffiorano, come fanno alcuni fiumi carsici, delle reazioni abbastanza stereotipate e allineate, specialmente se a essere coinvolti sono giovani donne, studenti di scuole professionali, padri di famiglia, lavoratori anziani; l’esecrazione è massima quando si tratta di infortuni multipli. L’occasione è inevitabile per il Presidente della Repubblica che pur in tutta sincerità proclama: “Dignità è azzerare le morti sul lavoro, che...
da LIBERO PENSARE (Piero Cammerinesi) di Henry Johnston L’abbandono della ragione è uno dei sintomi di una nazione che soffre di un crollo della narrazione prevalente. Bloomberg ha recentemente predetto la fine della Germania come potenza industriale in un articolo che inizia con la rappresentazione della chiusura di una fabbrica a Dusseldorf. Operai dal volto di pietra presiedono con funerea solennità all’atto finale – la modellazione di un tubo d’acciaio in un laminatoio – dell’impianto centenario. Il “tremolio dei...
da CONFLITTI E STRATEGIE (di Yena Priskin) Riceviamo e pubblichiamo Navalny, finto martire per la libertà Va bene tutto, va bene dire che in Russia c’è una democrazia totalitaria o una “democratura”, va bene dire che Putin ha la camminata da pistolero appresa quando era agente del Kgb, va bene dire che in Russia esiste un regime securitario dove gli apparati dello Stato hanno un controllo sulla libertà dei cittadini, va bene tutto. Ma non...
da QUOD LIBET, Rubrica UNA VOCE (Giorgio Agamben) Nei testi pubblicati in questa rubrica è spesso questione della fine dell’Occidente. È bene qui non fraintendere. Non si tratta della rassegnata – anche se lucida e amara – contemplazione dell’ultimo atto di un tramonto che Spengler e altri pseudoprofeti avevano annunciato fin troppo tempo fa. A costoro non interessava null’altro che quel tramonto, ne erano in fondo complici e persino compiaciuti, perché nei tascapani e nelle...
da LIBERO PENSARE (Piero Cammerinesi) “Sono un medico americano che è andato a Gaza per fare volontariato. Quello che ho visto non era una guerra, era un annientamento”. Inizia così l’articolo a firma del chirurgo plastico e ricostruttivo americano Irfan Galaria, reduce da un viaggio a Gaza, pubblicato dal Los Angeles Times. L’inferno sulla terra raccontato da chi lo ha visto e vissuto in prima persona e ha lavorato in un ospedale, tra sangue, morti, mutilazioni di...
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