Il risparmiatore razionale

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  1. Tonguessy ha detto:

    Ho assistito ad una discussione con dei miei colleghi dove il più giovane aveva esposto la sua tesi: voi "anziani" avete avuto la possibilità di farvi la casa perchè all'epoca era ancora possibile. Noi anche se tagliamo tutto non riusciremo mai ad eguagliarvi, per sopravvenute compicazioni di mercato e taglio del potere di acquisto. Sapendo che ormai è tutto perso ci accontentiamo di magniare qualche pizza in più e di fare qualche viaggio.
    Non mi è sembrato un ragionamento sbagliato.
    Voglio poi ricordare due episodi legati al consumo e realitivi alla campagna.
    Episodio 1, raccontatomi da un conoscente da me invitato a cena. Suo nonno, mi raccontò, aveva l'abitudine a fine pasto di passare il coltello sulla tovaglia per raccogliere le briciole. Non era quindi necessario scuotete la tovaglia fuori della finestra per allietare i passeri….credo che questa storia me la ricorderò per molto tempo.
    Episodio 2: il contadino dove vado a comprare il vino mi racconta di avere chiesto a suo fratello (che non fa il contadino) se fosse il caso di seminare un po' di ortaggi in più per suo uso personale. La risposta non lasciava spazio a mediazioni: sono abituato ad acquistare gli ortaggi presso il supermercato.
    Non c'è che l'imbarazzo della scelta….

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Indubbiamente le condizioni di mercato (immobiliare) sono cambiate. E avendo speso moto denaro per mangiare pizze fuori di casa, non voglio fare il moralista.

    Però si può abitare in campagna, spendendo meno (salvo che si abiti nelle poche grandi città italiane, che imporrebbero nlunghissime marcie tra il traffico); si possono invitare gli amici in casa: si mangia meglio e si spende meno; si possono acquistare ai figli motoriini che i piccoli borghesi rincoglioniti (oggi sono la classe generale) considerano da sfigato. Si possono fare vacanze in campeggio fino a 27 anni (io ho fatto così) e magari anche più. Si possono cogliere le more assieme ai figli o al proprio amore e poi fare la marmellata. E poi tutti coloro che vanno in palestra potrebbero dedicare le energie che spendono (avrebbero anche un miglior "fisico") alla coltivazione di un orto, che, in termini di denaro costerebbe meno della palestra e rendere un risparmio per il vitto. Si possono utilizzare le fontane delle città e in certi casi i rubinetti, annziché acquistare acqua minerale. Si può non vestire alla moda e non vergognarsi di indossare il medesimo maglione indossato già cinque anni prima, se è buono e si è mantenuto intatto.E si potrebbe continuare all'infinito.

    Tutto ciò oggi può "costare"; ma soltanto perché ci siamo abituati e siamo divenuti dipendenti di una o altra pratica sconsiderata.

    • Tonguessy ha detto:

      Caro Stefano, tutto quello che dici è prassi quotidiana per me. Ho acquistato (quando ancora il potere d’acquisto dei salari lo permetteva) una casetta da sistemare con orto, a distanza “ciclistica” dal mio ufficio (5km).
      Mi reputo fortunato.
      Chi volesse oggi andare a vivere in campagna e lavorasse in una città di medie dimensioni come quella dove vivo io (circa 250.000 anime) a fronte di un risparmio sull’immobile dovrebbe poi pagare costi aggiuntivi non irrilevanti: carburanti prima di tutto e tempo perso nel trasferimento abitazione-ufficio. Le città “medie” non hanno tempi di percorrenza troppo distanti da quelli delle città grandi, purtroppo. Quando piove, mia moglie ha iniziato il turno delle 7 ed i bimbi devono essere accompagnati a scuola (ergo occorre muoversi in macchina) so già che ci metterò circa 40 minuti, contro i 15 della bici ed i 10 dello scooter. Sto parlando di 5 km, eh?
      Dei miei colleghi che abitano ad una ventina di chilometri dall’azienda sono stati costretti a richiedere una modifica degli orari di lavoro, in moda da partire presto senza doversi rodere il fegato per un’ora in macchina. Partendo alle 7 ci mettono 20 minuti per fare 20 km. Partendo alle 8 ci vuole 1 ora e passa. Non tutti i lavoratori però hanno la fortuna di poter contrattare questa flessibilità.
      E’ vero che, come dici tu, è solo un problema culturale. Non è nè cool nè trendy (solo radicalchic, disgraziatamente) avere un orto da coltivare: vangare la terra in luglio per seminare il radicchio invernale non è esattamente come passare la domenica nei lager commerciali. Lo shopping compulsivo, a mio modesto avviso, è da paragonare agli addestramenti militari delle camicie brune: sono entrambi metodi per mantenere inalterato lo status quo esistente.

  3. Giuseppe ha detto:

    Chiunque capisce che il modo di vivere d'oggi e' sbagliato,pero' nessuno dice che non c'e' scampo a questo modo di vivere.Intanto anche se si risparmia oggi, ma domani i soldi valgono carta straccia e i generi di prima necessita' valgono come l'oro aver risparmiato non capisco a cosa serve.Poi il fatto del risparmio a mia memoria e' avvenuto dopo il dopoguerra prima lo stato sociale era solo un sogno,quindi si lavorava fino alla morte e si facevano figli a batteria per avere piu' braccia per lavorare i campi che non erano suoi ma a latifondo e che non sapeva mai se il proprietario avrebbe mai rinnovato il contratto. I figli erano la loro pensione.
    Intanto se vogliamo parlare in maniera semplice senza scomodare ideologie e lauree finanziare ( i governi hanno sempre imposto tutta con la violenza) c'e' da dire che l'italiano ha incominciato a vivere decentemente dopo la seconda guerra,prima la sua vita anche senza ipod e iphone era lsempre un incubo,quindi se adesso volessimo boycottare il consumismo e tutto quello che gira attorno e' come suicidarsi violentemente,perche' ognuno vive grazie all'altro.
    Diciamo che non c'e' uno stato etico e diciamo anche che non e' mai esistito quindi cosa facciamo? risparmiamo cosa? carta straccia? anche se ho un bene ma non ho da mangiare che me ne faccio quando anche tutti gli altri sono nelle mie condizioni?
    Fare una rivoluzione? avete notizia di una rivoluzione che sia riuscita nel suo originario intento?io no! oltre al risparmio avete una nuova ricetta?

  4. stefano.dandrea ha detto:

    Per Giuseppe.

    Hai toccato velocemente molti punti. Farò lo stesso.

    Il risparmio, dici, è iniziato nel dopoguerra. Per i ceti popolari si. Per la borghesia, italiana e non, era un valore sommo. Quando non eri più capace di risparmiare, voleva dire che la "storia" della tua famiglia era finita o meglio che era iniziato il declino.

    Peraltro, chi sa risparmiare è sempre (salvo una improvvisa iperinflazione) più forte di chi non sa risparmiare e si emanciperà meglio o prima. Il nonno di mia moglie era mezzadro. Sposò una donna alla quale i genitori avevano voluto lasciare una piccola somma in dote. Con quella somma comprarono una mucca e da allora egli non dovette più dare metà vitello al "signore". La vendita delle bestie era l'unico modo in cui i contadini ottenevano denaro in una economia esenzialmente non monetaria. Rissparmiò per qualche anno ciò che il mezzo vitello (ormai suo) gli rendeva (ossia non mutò tenre di vita) e acquistò la seconda mucca. E così fu proprietario dei mezzi di produzione (era stato mezzadro per il bestiame, la terra era già sua: uso civico). La capacità di risparmiare è un valore in sé.

    Che non ci sia scampo a questo modo di vivere è assolutamente falso. Forse è vero al livello, generale, collettivo, politico. Non al livello individuale. Sopra, nell'altro commento, ho indicato a Tonguessy delle scelte perforribili facilmente. Si può aggiugere, almeno, l'acquisto sistematico di auto di seconda mano. Certo si è "diversi" o "pazzi": ma gli epiteti saranno pronunciati dagli amici con simpatia e poi, siccome il metodo rende (è universalmente valido) con apprezzamento e ammirazione.

    Il rischio dell'iper inflazione c'è. E' sempr esistito.

    Poi, per carità, non credo che la legge (il potere) possa mai obbligare a risparmiare. Ciascuno faccia come vuole. Tuttavia, credo che la legge possqa evitare di promuovere l'indebitamento, come invece fa da venti anni. La nostra Costituzione è grande: "La Repubblica tutela e incoraggia il risparmio": lo tutela dall'inflazione (deve cercare di tutelarlo) e lo incoraggia, ossia il legislatore deve emanare norme che lo promuovano (non lo impone). Il legislatore, invece, negli ultimi venti anni h emanato norme che inducevano i cittadini ad indebitarsi.

    Oltre la lotta contro l'indebitamento dei cittadini cosa proponiamo? Leggiti il manfesto: lì trovgerai tutti i principi fondamentali.

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