Alle spalle dei rivoluzionari

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6 Risposte

  1. Durga ha detto:

    Questi bambini pero' non sono ancora cresciuti. Intanto, perche' gli adulti non si ribellano? Perche' il controllo del Potere globale e' troppo forte, e anche perche' tanti non si rendono conto della gravita' della situazione..

  2. aaron ha detto:

    Marino, inanzitutto grazie.

    Grazie perche il tuo articolo  da maggior forza ad alcune analisi che ho fatto in ambito privato, occupandomi in parte di adolescenti e educazione come professione. Analisi frutto di letture del bisogno che spesso non vengono assolutamente prese in considerazione da pedagogisti o professionisti del mondo dell'educazione ma che tracciano un disegno di uno spaventoso scenario che da qui ai prossimi 20 anni andrà a caratterizzare la nostra società. Parlo dell'assoluta perdita dei "ruoli", avvenuta sopratutto grazie allo sdradicamento dei "riti di passaggio" che sono stati fondamentali per determinare i compiti, i diritti e i doveri dei membri di una comunità, piccola o grande che sia. 

    Andrei per le lunghe e forse è il caso di farlo attraverso un articolo dedicato appena ne avrò tempo ( quello di questo mese è gia pronto ), di fronte però a questo campanello d'allarme vorrei far notare come siamo privi di una organizzazione ( qualsiasi, dallo stato all'ong per i diritti dell'infanzia ) che ha la capacità di porre fine allo spaventoso bombardamento ideologico che è confezionato e servito ai bambini quotidianamente attraverso la televisione ma anche i social network o la Rete.

    Ricordo che vi alzata una barricata ideologica quando negli anni '80 programmi tv come Colpo Grosso o la Bustarella mostravano capezzoli o atteggiamenti provocatori da parte di giovani ragazze, tanto da spostarli in orari notturni o nelle cosidette fasce protette. Questa cosa non accade più e vi invito ad accendere un dispositivo tv in una fascia oraria che va dalle 15 alle 19 ( una probabile fascia oraria dove un minore, finito l'orario di scuola media, si ritrova potenzialmente da solo davanti alla tv ) e sintonizzare il canale su uno dei numerevoli canali della tv digitale o di cercare programmi tv come Jersey Show ( che vengono trasmessi tutti i giorni in ben 3 fasce orarie differenti ), dove un gruppo di ragazze e ragazzi californiani vivono in una villa e passano il tempo a ubriacarsi nei locali, adescare persone da portare a letto ma sopratutto badate al linguaggio ( che per far capire al lettore del commento non userò filtri nel riprodurlo ), sentirete una quantità di parole che prima, e parlo solo di 15 anni fà, non sarebbero passate in televisione senza scatenare l'ira dei cattolici o la protesta del moralizzatore di turno.

    Parlo di parole come scopare, pompino, troia, se ne scopa 3 a sera , quello se le scopa e poi le lascia etc etc..

     

    Vi ha fatto un po schifo leggere le due righe sopra ? bene, pensiamo che quando siamo a lavorare i nostri figli apprendono questo linguaggio e le attitudini violente e aggressive riproposte nei format televisi.

    Non vorrei fare la parte del nostalgico, ho 30 anni e all'età di 12 anni  pranzavo dalla nonna , guardavo dalle 15 alle 16 i cartoni ( e non come ora dove esistono ben 10 canali di cartoni animati non stop H24, dove parcheggiare i figli ) e poi scendevo in cortile a giocare e ci volevano tanti di quei urli di mia madre per farmi salire su a casa per cena, perche non volevo andarmene dal cortile.

    Ora, nel mio cortile c'è un cumolo di polvere e neanche uno schiamazzo o il rumore di un pallone sul muro.

     

    Salviamoli questi ragazzi, perche se non salveremo noi loro non lo farà nessuno e qualsiasi sforzo che oggi noi mettiamo nel nostro cammino politico  andrà perso quando questi individui, alimentati ad individualismo e materialismo, saranno degli "adulti" senza essere mai stati dei bambini prima e quindi senza aver appreso dalla vita l'importanza della crescita e della maturità.

    Aaron

     

    ps: un paese come il nostro dove sono vissuti la Montessori e Don Milani non può permettersi questa tragedia perche altrimenti meritiamo realmente di sparire dalla faccia dell'umanità, scusate la durezza ma è un tema che mi tocca profondamente quello dell'educazione.

  3. ndr60 ha detto:

    Condivido completamente quanto scritto sopra, soprattutto il mettere in evidenza anche i social network, oltre alla TV. Oggi per un ragazzino/a conta molto di più la popolarità o il numero di "amici" su FB che avere un amico/a del cuore con cui condividere le prime confidenze. Il risultato ( a mio avviso allucinante, ma io sono vecchio…) é che ci si scambia tutto, anche foto personali, sui social alla mercè di chiunque. E' la cultura della visibilità che si associa e si sposa con quella del consumismo compulsivo. Per quanto riguarda i primi discorsi sul sesso, posso testimoniare come papà di un ragazzino di 1a media che spesso ripete quelle parole senza nemmeno ben sapere cosa vogliono dire: da genitore (sgomento) posso solo cercare di spiegargli che il sesso (e, a maggior ragione, l'amore) non sono merci da comprare all'ipermercato ma bisogna rispettare tempi e modalità ben precisi…

    Posso solo constatare che noi genitori siamo soli, e spesso disarmati, di fronte ad un Nemico molto più potente di noi, che non conosce pietà nemmeno di fronte all'innocenza.

     

     

  4. Lorenzo ha detto:

    In breve sintesi delineo alcune risposte all’interessante domanda di Badiale.   1) Badiale – abbracciato dal clima ideologico 900esco – parte dall’idea erronea che la tutela dei propri interessi sia l’atteggiamento ‘normale’ da parte delle masse. La storia trabocca di situazioni in cui le masse sono rimaste acquiescenti o si sono attivate contro i loro c.d. interessi di classe (ad es. l’entusiasmo nazionalistico allo scoppio della I guerra mondiale). La complessione comportamentale del gregge dipende dalla pirotecnica del consenso (o del dissenso) che gli è stata fatta introiettare e non certo da valutazioni razionali rispetto al fine o allo scopo.   2) Io credo che l’attuale società della sbracatura e del più stucchevole consumismo esprima una parabola di décadence della civiltà occidentale, innescata dal benessere che distrugge la severità del vivere e di conseguenza i vincoli di solidarietà interindividuali; e che l’elemento centrale nel suo processo di sviluppo sia stato il Sessantotto. Non a caso è il luogo di esplosione dei diritti civili, che stanno fungendo da foglia di fico per lo smantellamento di quelli socioeconomici. E non a caso fu il portato della prima generazione del boom economico: dei figli di papà cresciuti nel benessere. Fu la grande ribellione contro la forma repressiva (quindi rigogliosa) della civiltà tradizionale, in cui Narciso e il ‘principio di piacere’ (Marcuse) vennero contrapposti all’impostazione ‘ascetico-rigoristica’ (Fromm) del passato; in cui con la formula ‘il potere all’immaginazione!’ si teorizzò il diritto ad alienarsi dalla realtà.   Cosa vuole un ventenne viziato e cazzone, centrato su se stesso e disabituato al sacrificio? Libero amore, libere canne, 18 politico, un’ideologia fantasiosa per darsi importanza e qualche scazzotata coi fascisti o cogli sbirri. Cosa vuole lo stesso individuo arrivato ai 40 anni? Soldi facili e posizioni di potere. Il sessantotto si invera spontaneamente nel neoliberismo, inteso come forma di autocomprensione (di falsa e compiaciuta coscienza) di una società di individui disinteressati a qualsiasi dimensione in profondità, a ogni progetto di ampio respiro, proiettati solo al godimento facile e immediato. Films come “Lettera a un quotidiano della sera” e “Le ombre rosse” sono paradigmatici di questa parabola.   Mentre le poche persone serie che avevano partecipato al movimento traevano le logiche conseguenze dagli slogans rivoluzionari berciati nei cortei e si giocavano vita e libertà nella lotta armata, i cialtroncelli di buona famiglia laureati con lode a forza di esami di gruppo facevano carriera: si formavano le classi dirigenti deresponsabilizzate che sarebbero culminate nell’attuale governo mondiale da parte dei pescecani di borsa, cocainomani e criminali, pronti a distruggere interi settori produttivi per realizzare il minimo profitto borsistico.   E’’ un processo che non si limita alle élites ma riguarda l’intera società. Mano a mano che i genitori ‘liberati’ impartiscono educazioni ‘progressive’ alle nuove generazioni la rovina si allarga e si radicalizza, e si invera un essere umano disinteressato a tutto ciò che non sia immediato, superficiale, colorato e tale da potersela tirare: quindi disinteressato alla storia, alle ideologie e a ogni forma di impegno a lungo termine.   3) L’ultimo motivo consiste a mio avviso nel tradimento delle élites (non solo quelle di sinistra: il MSI ha tradito quanto Riforndazione comunista). Contrariamente al vostro immaginario plebecentrico il gregge, tanto più nell’ambito delle nostre società ultracomplesse, non è in grado di organizzare forme proprie di autocomprensione. L’enorme forza di attrazione esercitata dal trionfo dell’impero statunitense su una società già guastata da benessere e individualismo ha risucchiato le élites nella propria sfera di influenza e queste, abbandonata ogni forma di contrapposizione ideale al proprio interno, hanno ordinato i media in modo tale da fornire agli ectoplasmi teledipendenti che formano la stragrande maggioranza della popolazione una visione non conflittuale ed anestetizzante della realtà. L’individuo medio è totalmente indifeso rispetto ad un’opera di penetrazione ideologica portata avanti in maniera compatta con metodologie scientificamente elaborate.   Io credo che il rimedio all’attuale stato di cose stia maturando da solo giusto il pregnante enunziato del pensatore savoiardo: “il rimedio del disordine sarà il dolore” (de Maistre).

    • stefano.dandrea ha detto:

      Un quinto dei giovani ai quali mi trovo ad insegnare non sono certamente così; e un quinto sono tanti. I giovani non hanno colpe.Possono avere limiti ma non hanno colpe.

      Non mancano i giovani, mancano i docenti. Non manca la domanda politica manca l'offerta. Il nemico è potente ma non morirà a causa del dolore. L'odio e il pessimismo (o ottimismo cinico) che sono dentro di te non ti consentirebbero di formare un giovane. Molte cose si possono fare e vanno fatte, ponendoci in una prospettiva storica e al tempo stesso realistica. Ciò vale sia per il livello politico che per la famiglia. Ho figli piccoli e so che la formazione diverrà una battaglia. Non mi spaventa, anzi mi alletta.

  5. Lorenzo ha detto:

    In questo senso nessuno ha colpa di nulla: i docenti di oggi sono i giovani di ieri. E il dolore serve a formare i giovani (e meno giovani) oltre che a distruggere il nemico: senza la crisi (parvenza di dolore) attuale ARS non sarebbe mai nata e il Front national sarebbe allo 0.5 per cento.

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