Governare la transizione

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  1. stefano.dandrea ha detto:

    La proposta non mi persuade. Concordo con la pars destruens, relativa ai limiti della democrazia rappresentativa. Ma al rischio della cooptazione si può sfuggire anche con la formazione di un partito estremista ossia che si ponga all'altro estremo del "partito unico delle due coalizioni": un partito destinato per un bel pò a restare minoritario ma che sappia esprimere un pensiero "attuale" e elite dirigenti in grado di far crescere progressivamente il consenso. La storia potrebbe venire in soccorso di questo partito. Le iniziative nei luoghi sono eterogenee, estemporanee e perciò sebbene fondamentali, non sufficienti. In politica resta fondamentale il detto "bisogna prendere il potere". Se al buonismo radical chic affianchiamo un buonismo decrescista decidiamo di non partire. La proposta di un partito estremista mira, invece, a partire. Non è detto che si riesca a salire sul palcoscenico (i media ufficiali) che consente di formare l'opinione pubblica, né è detto che in caso positivo si tiri fuori dal cilindro l'Osama Bin Laden (se si preferisce il Mazzini) dell'umanesimo socialista e comunitario italiano. Ma questa è la strada che non ha alternative.

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