Rostec: le sanzioni, gli aerei di linea e il ritorno dell’export militare russo. Parla Chemezov
da ANALISI DIFESA (Maurizio Sparacino)
In una lunga intervista con la rivista Expert, Sergey Chemezov, CEO dell’agglomerato industriale pubblico Rostec State Corporation che raccoglie tutte le aziende del settore Aerospazio e Difesa russe, ha parlato di numerosi argomenti che hanno spaziato dall’impatto delle sanzioni fino al problema del rinnovo della flotta aerea russa.
Riportiamo su Analisi Difesa i passi più importanti esternati da Chemezov, il quale ha premesso che nonostante viva da più di 10 anni sotto restrizioni internazionali l’azienda è in continua crescita in termini di volumi di produzione e fatturato.
«Anche se tutto rimane com’è ora, non periremo. Ci siamo adattati da tempo alle nuove condizioni e, come potete vedere, stiamo crescendo nonostante le sanzioni, in denaro, nei volumi di produzione e negli sviluppi. Dal bilancio 2024 emerge una crescita significativa dei ricavi anche dalla vendita di prodotti civili.
In un certo senso le sanzioni ci hanno resi più creativi e veloci. Naturalmente per noi questa strada è più difficile. Ad esempio, solo pochi paesi producono aeroplani, ma nessuno di loro produce internamente ogni singolo bullone. Oltre agli americani, alla produzione di Boeing partecipano anche il Giappone, l’Italia, il Canada, l’Inghilterra, la Svezia, la Francia, l’Australia e diverse decine di altri paesi: l’elenco è impressionante!»
Rostec prevede dunque un aumento significativo dei ricavi entro la fine del 2024 ma i dati specifici saranno disponibili quando il rapporto sarà ufficialmente approvato.
Si è parlato del conflitto russo-ucraino e dell’incredibile dotazione di hardware occidentale catturato con tutte le possibili implicazioni connesse; innegabilmente infatti, lavorare su tali oggetti aiuta a migliorare i prodotti di Rostec, ad aumentare la sicurezza dei veicoli russi e le prestazioni dei sistemi d’arma.
«Certo, osserviamo attentamente i prodotti di punta occidentali, osserviamo ed analizziamo i suoi punti deboli e quelli di forza. Oggi si sente spesso dire che la tecnologia straniera non è adatta a reggere il confronto con la tecnologia russa.
Non è così. Per certi versi siamo migliori noi, per certi versi sono migliori loro. È importante ricordare che stiamo combattendo contro un nemico forte e tecnicamente ben equipaggiato. Infatti ad oggi più di 50 paesi stanno agendo contro di noi, incluse le principali potenze occidentali.» Inoltre Chemezov ha aggiunto che nei confronti degli armamenti del nemico – «non dovrebbe esserci alcuna minimizzazione.»
L’amministratore delegato ha poi riferito alla rivista Expert che la Federazione russa sta attualmente promuovendo misure globali di sostegno statale all’industria. «Sono in corso finanziamenti mirati per la Ricerca & Sviluppo. Fondi significativi vengono indirizzati verso la sovvenzione dei tassi di interesse sui prestiti. Un sostegno importante proviene dai fondi governativi. Sono state inoltre create delle preferenze per i produttori nazionali negli acquisti per le esigenze statali e municipali» – ha affermato Chemezov.
Questo vale per il settore automobilistico ma vale anche (e soprattutto) per gli aerei. «Abbiamo discusso la possibilità di far ritornare Boeing nel nostro Paese. Non abbiamo paura di questo ma crediamo che gli aerei nazionali debbano avere delle preferenze evidenti sul mercato.» – ha riassunto Sergei Chemezov.
A proposito di aerei nel campo della produzione aeronautica la società statale sta attualmente sostituendo le importazioni di quasi 80 componenti chiave.
«L’esperienza ha dimostrato che la divisione globale del lavoro è una cosa molto inaffidabile. Ecco perché stiamo risolvendo un problema molto difficile: stiamo creando aerei in cui tutto sarà di produzione nazionale. Sostituiamo quasi 80 elementi: motori, altre unità, sistemi e persino sedili. Ma ci sarà la garanzia che la Russia, un paese con vasti territori, non rimarrà senza aerei. Ci sarà sempre qualcosa su cui volare da Mosca a Vladivostok» – ha chiarito il CEO di Rostec aggiungendo che negli ultimi tre anni la Russia ha compiuto progressi colossali.
I progetti secondo Chemezov procedono con sviluppi a passi da gigante non solo nell’ambito della produzione di aeromobili, ma anche in quello automobilistico, della medicina, dell’energia, ecc. – «D’altro canto però siamo solo all’inizio del viaggio. Ad esempio, nel mercato delle apparecchiature mediche, fino al 70% viene importato e la stessa situazione si verifica per le macchine utensili» – ha spiegato.
Sempre sugli aerei passeggeri il capo di Rostec ha affermato che i liner MS-21 e il nuovo Superjet hanno raggiunto la fase finale. Entrambi i velivoli sono attualmente sottoposti a test di certificazione, la fase più importante, in cui si traccia la linea dell’enorme lavoro dell’intera cooperazione alla quale partecipano più di 200 imprese in tutto il Paese.
«Non importa cosa scrivono i commentatori anonimi su Internet, il Superjet è un aereo eccellente. Ascoltate cosa dicono i piloti professionisti che lo pilotano: l’aereo è moderno e facile da usare. La versione sostituita dall’importazione sarà migliore del suo predecessore sotto diversi aspetti. L’MS-21 è, senza dubbio, la nostra futura ammiraglia. Presenta molte innovazioni tecniche tra cui un’ala in compositi. Maggiore livello di comfort: ampio corridoio tra i sedili, finestrini più grandi, spaziosi portabagagli. Il suo compito diretto è vincere la concorrenza con Boeing e Airbus, almeno sul mercato interno.» – ha affermato Chemezov.
Chemezov ha parlato a tal proposito di come procede il lavoro di marketing dei produttori di aeromobili e della compagnia aerea. Secondo lui, 200 aerei di diversi tipi – MS-21, Superjet-100 e Tu-214 – sono già stati contrattualizzati o hanno acquirenti garantiti con relativo pagamento (ricordiamo che questa cifra era stata annunciata in precedenza dal presidente di Rostec a margine del congresso dell’Unione russa degli industriali e degli imprenditori).
«Esiste un programma (Programma completo per lo sviluppo dell’industria russa del trasporto aereo – N.d.r.), ci sono accordi quadro con le compagnie aeree per diverse centinaia di aeromobili e c’è una domanda reale confermata. Ciò riflette quanto le compagnie aeree intendono effettivamente acquistare, non a parole, ma nei fatti.
Per costruire un aereo ci deve essere un cliente con i soldi. I 200 aeromobili che ho menzionato includono volumi che sono già stati contrattualizzati. Allo stesso tempo, il lavoro di marketing con le compagnie aeree continua e la cifra probabilmente crescerà. Stiamo facendo tutto per questo.» – ha spiegato Chemezov.
Sulla problematica “sostituzione delle importazioni” Chemezov ha osservato che è impossibile sostituire assolutamente tutto e che al momento ciò non è necessario considerando che per alcune categorie di prodotti in Russia non esiste un mercato che possa garantire la redditività della loro produzione. Ha inoltre sottolineato che la cosa principale è passare alla “produzione interna” nei settori di importanza critica quali difesa, spazio, aviazione, energia, elettronica, macchine utensili, prodotti farmaceutici, ecc.
«Alcune persone pensano che creare qualcosa di nuovo sia facile, basta volerlo. Tuttavia nel campo dell’alta tecnologia non ci sono miracoli. Niente accade con uno schiocco di dita. Il percorso che le aziende straniere hanno intrapreso per decenni, investendo centinaia di miliardi ogni anno non può essere compresso in soli tre anni. In molti progetti tuttavia ci stiamo muovendo 2-3 volte più velocemente dei nostri colleghi stranieri» – ha affermato Chemezov.
A una specifica domanda della rivista Expert Chemezov ha affermato che Rostec firma contratti di esportazione senza il coinvolgimento valutario del dollaro statunitense. «Concludiamo la maggior parte dei contratti di esportazione in rubli o valute nazionali dei paesi partner. Utilizziamo anche meccanismi di compensazione e strumenti di controscambio. Abbiamo abbandonato il dollaro molto tempo fa.»
Fino al 2022 Rostec è stato uno dei principali protagonisti alle fiere internazionali dedicate ai prodotti per la Difesa e Expert ha chiesto come vengono attualmente instaurati i contatti con potenziali partner stranieri e se questi attribuiscano importanza al fatto che l’hardware militare russo sia stato testato in combattimento.
«Ancora oggi – ha risposto Chemezov – non rifiutiamo di partecipare a mostre all’estero. Siamo a marzo e abbiamo già partecipato con i nostri prodotti ai saloni in India e Cina, dove il nostro aereo stealth Sukhoi Su-57 ha fatto scalpore.
Negli Emirati Arabi Uniti (al Salone IDEX – NdR) sono stati esposti il carro armato T-90MS “Proryv” e una nuova modifica del Pantsir, un’arma creata tenendo conto dell’esperienza bellica delle forze di difesa aerea. C’è un enorme interesse ovunque per la nostra tecnologia. Quest’anno – ha poi proseguito – il portafoglio degli ordini all’esportazione ha superato per la prima volta i 60 miliardi di dollari.
Ciò è dovuto principalmente al fatto che i nostri prodotti sono stati testati in reali condizioni operative. Il mondo intero vede i suoi pregi non nelle brochure pubblicitarie, ma sul campo di battaglia: questo è un vantaggio innegabile.
Ad esempio, la famiglia di sistemi Pantsir ha dimostrato un’elevata efficienza contro missili con ridotta visibilità radar Storm Shadow, GMLRS e altri. Finora tali obiettivi erano considerati “difficili”. Il caccia Su-57 è attualmente l’unico al mondo la cui capacità di operare contro i moderni sistemi di difesa aerea, tra cui l’americano Patriot, è stata confermata.»
«Aggiungo infine – ha concluso Chemezov – che le nostre armi hanno un altro vantaggio: non possono essere disattivate a distanza con “un pulsante”, come, ad esempio quelle americane (in riferimento alla recente polemica sull’F-35; n.d.r). Non ne parlano, ma i nostri partner lo apprezzano.»
Foto: Rostec, UAC e Rosoboronexport
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