Il debutto di Mia, la piattaforma di intelligenza artificiale per i medici di base, porta sotto i riflettori l’evoluzione internazionale di Bv Tech, che sul suo sito aziendale si definisce caratterizzata da un “capitale interamente italiano”. La società, che si è aggiudicata la commessa da 8,3 milioni di euro promossa da Agenas, ha infatti recentemente aperto il capitale al fondo londinese Px3 Partners, che ora detiene il 45% delle quote per un valore di circa 330 milioni di euro.
In questo nuovo scenario, la milanese Bridgeplanet Holding funge da pilastro operativo, gestendo la tesoreria comune e i grandi investimenti del gruppo nella ricerca tecnologica.
Ecco tutti i dettagli.
L’ingresso di PX3 Partners nel capitale di BV Tech
Lo scorso novembre il fondo di private equity londinese Px3 Partners ha completato l’acquisizione del 45% di BV Tech, operatore italiano specializzato in cybersecurity e tecnologie dell’informazione.
L’operazione ha un valore d’impresa stimato in circa 330 milioni di euro ed è stata supportata da un finanziamento sottoscritto da Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Natixis e UniCredit.
L’obiettivo della partnership, hanno spiegato le parti, è consolidare la presenza della società nei mercati europei e potenziarne l’espansione internazionale.
Insieme a Px3, partecipa all’operazione come investitore di minoranza anche il Fondo Italiano d’Investimento tramite il fondo Fipec.
Chi c’è dietro la controllante di BV Tech
BV Tech, che conta 14 società e 1.400 dipendenti, è controllata da Bridgeplanet Holding., che ha sede legale a Milano e presenta una struttura proprietaria legata alla figura di Raffaele Boccardo, che ricopre anche la carica di presidente del vonsiglio di amministrazione.
L’elenco dei soci – secondo una visura camerale – include Boccardo, BV Tech che detiene azioni pari al 12% del capitale. Tra gli altri azionisti figurano Silvia Monaldi, Giovanni Cicu, Alvise Carlo Francesco Biffi S.r.l. e Stefano Zanero. Alcune azioni risultano in pegno a favore di istituti di credito.
Com’è andato il 2024 di Bridgeplanet Holding
Dalla visura camerale risulta che il bilancio d’esercizio di Bridgeplanet Holding al 31 dicembre 2024 ha registrato un utile netto di 1.696.909 euro, segnando un netto incremento rispetto ai 205.727 euro del 2023.
Il valore della produzione è salito a 82.921.496 euro, con ricavi derivanti principalmente da prestazioni professionali per 65,8 milioni di euro. Il patrimonio netto della società si è attestato a 38.147.233 euro.
Sul piano finanziario, i debiti totali ammontano a 109.095.498 euro, di cui 70,4 milioni verso istituti bancari.
Gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico
Sempre dalla visura camerale risulta che Bridgeplanet Holding dedica risorse significative all’innovazione, con costi di sviluppo capitalizzati nel 2024 per un totale di 13,3 milioni di euro. Tra i progetti principali figurano studi sulla crittografia post-quantum, lo sviluppo di sistemi di cybersecurity satellitare (Progetto Socrate) e la realizzazione di firewall modulari ad alte prestazioni.
Molte di queste attività sono supportate da crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, per i quali la società ha avviato procedure di certificazione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’azienda opera inoltre in raggruppamenti per progetti finanziati dal Pnrr, come nel caso di “Rome Technopole”.






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