Dialettica e positivismo in Marx

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Una risposta

  1. Matteo ha detto:

    Domani se riesco approfondirò meglio, in ogni caso, un sincero applauso a Paolo Di Remigio, la mente più vivace e meno sinistriota in questa “gabbia di matti” (ora ci sarò SdA che dice che sono offensivo e destrorso e non mi piace Togliatti e voglio un colpo di Stato e blablabla… è solo una battuta, tranquillo).
    Una sola cosa voglio dire ora: a mio giudizio, il motivo per cui Gramsci non ha ESPLICITAMENTE (implicitamente io qualcosa ce lo vedo nei quaderni del carcere) riconosciuto l’eticità immanente dello Stato, è perché essa era GIà stata riconosciuta come tal dal padre il cui omicidio, per Gramsci, era necessario per emanciparvisi: Giovanni Gentile.
    Non voglio ovviamente dire che Gentile sia più fico di Gramsci o altro, le “classifiche” fra giganti del pensiero mi ricordano le diatribe del liceo fra “aristotelici” e “platonici” che poi, stranamente, coincidevano stranamente con “fascisti” e “comunisti”.
    Dico solo che dal punto di vista gramsciano è assolutamente giustificabile il suo rimanere in fondo su una posizione ambiguamente polivalente.
    Senza ammazzare Gentile (filosoficamente: fisicamente ci penserà la teppaglia di Calamandrei) Gramsci non poteva emanciparsi e garantirci quelle che sono comunque delle pagine uniche nella storia del pensiero italiano.

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