di STEFANO D’ANDREA L’euro è una politica monetaria e una politica fiscale e una politica del lavoro e una politica per la Germania e anti-italiana. Maastricht è anche una politica per i rentiers, una politica per l’aumento del commercio estero, una politica per il grande capitale finanziario e industriale, una politica contro i bravi avvocati e tutti i bravi liberi professionisti, una politica per la Fox, una politica per basse retribuzioni dei dipendenti pubblici e...
di STEFANO D’ANDREA L’Italia e la nostra Costituzione sono morte? L’Italia è entrata in decadenza nella metà degli anni ottanta: prima era stato commesso qualche errore ma non si può dire che fosse in decadenza. Ha visto peggiorare notevolmente la classe dirigente dopo la crisi generata da tangentopoli. Ma già i politici decadenti della prima repubblica le avevano messo il cappio al collo stipulando e ratificando il trattato di Maastricht. Governata per quindici anni dal...
di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Se auspichi la disgregazione dell’UE sei un populista. Se parli di identità, Patria e Nazione sei un fascista. Se vuoi ripristinare le frontiere sei uno xenofobo. Se resisti agli eccessi nell’avanzamento dei diritti individuali sei un bigotto. Esprimere una posizione difforme dal mainstream sui temi esposti è un atto di coraggio. Auspicare la dissoluzione dell’Unione Europea, il ripristino del controllo sulla circolazione dei capitali, delle merci e delle persone, il...
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) La vicenda dei tassisti ha fornito un chiaro esempio degli effetti della concorrenza sui redditi da lavoro (autonomo e salariato). Tuttavia, sin dall’inizio, nel dibattito sono stati introdotti i temi della robotica (degli effetti del progresso tecnologico sull’occupazione) e del reddito di cittadinanza. Le politiche pro concorrenziali ultra liberali hanno prodotto, solo negli ultimi anni, la perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di un numero gigantesco...
di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) La vicenda della scuola pubblica italiana negli ultimi decenni va inserita nella vicenda generale della repubblica: l’Italia è uno Stato non ancora emancipato dalla sconfitta nella seconda guerra mondiale, dunque a sovranità più o meno strettamente limitata dalle potenze vincitrici, cioè dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. All’inizio degli anni ’90 la sua classe dirigente, abituata a un’ampiezza di movimento non più compatibile con i piani imperiali atlantici...
di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Quello che adesso fate in 10, da domani lo farete in 1000, investirete per migliorarvi e abbasserete i prezzi per far contento il consumatore… finché non vi sarete massacrati. Poi arriveranno le multinazionali a fare la stessa cosa alla metà del prezzo… e il consumatore passerà le sue giornate a lamentarsi con un call center… al quale risponderete voi… finché non sarete sostituiti da un tizio con l’accento indiano o...
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Sfidare a viso aperto un professore, un superiore, un avversario, è indice di coraggio e le persone che lo fanno meritano rispetto. Anche io che sono un po’ fumantino ho però dovuto riconoscere, col tempo, che più importante dello scontro retorico con un vecchio volpone è l’organizzazione che ci si dà per raggiungere un fine. Quale è il fine: la visibilità o la vittoria? Smettetela di parlare, debitamente ripresi con...
di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Sapete quella storiella tutta bocconiana per cui ogni neonato verrebbe al mondo con la sua bella fetta di debito PUBBLICO? State sereni bimbi… nessuno vi chiederà mai di pagarlo! In compenso vi toccherà campare rincorrendo il debito PRIVATO, pagando a vita le rate del mutuo (o più probabilmente l’affitto), del finanziamento per gli studi, per la polizza sanitaria, per l’auto (o più probabilmente la tessera del tram)… per il corso...
di STEFANO D’ANDREA Non rimpiango la lira. Rimpiango uno Stato che poteva fare e faceva politica monetaria (e politica fiscale, industriale, commerciale e direttamente redistributiva). Desidero lo Stato che avevamo e che le elite liberali, al servizio del grande capitale industriale e finanziario a matrice germanica, hanno distrutto. Il consenso che i cittadini comuni e gli umili lavoratori hanno dato a persone elitiste e germanofile, nonché al grande capitale, si spiega soltanto con il tradimento...
di LUCIA BIASCO (FSI Foggia) “Non qui e non ora”. Così scriveva Michele. Se non qui e se non ora, allora altrove. Occorre partire. In viaggio, verso i propri obiettivi. In fondo partiamo ogni giorno per quel viaggio. Su rotaie spesso dissestate, su vagoni scomodi, presso stazioni poco sicure. Il motore capita che si deteriori, la passione per il panorama viene a mancare, i vetri si offuscano, e il da farsi si fa incerto. Il...
di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Fenomeno frequente fra coloro che amano ancora definirsi “di sinistra” è l’amnesia storico-costituzionale, che li porta automaticamente ad etichettare come fascista, quasi per effetto di uno strano algoritmo, chiunque abbia uno slancio patriottico oppure osi parlare di confini. Paradossalmente sono gli stessi che rivendicano l’importanza della memoria storica, ma che inorridiscono di fronte a termini come Patria e Nazione, che oltre ad aver animato la Resistenza antifascista, sono scolpiti nella...
di GIUSEPPE PALOMBA (economista; 1908-1986) L’Italia, fra tante sciagure e sciagurati che l’affliggono, ha un privilegio che nessun altro paese occidentale può vantare: quello di possedere una fiaccola millenaria periodicamente ravvivata da uomini d’eccezione. Partendo da Pitagora che, proveniente dal prossimo oriente, per primo la fece brillare in Crotone, essa passa, attraverso Virgilio, successivamente, per S. Benedetto da Norcia e Dante Alighieri. Ritmicamente, alla costante distanza di circa 600 anni, il suo splendore, pure cambiando...
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