Categoria: Editoriale quotidiano

0

Volete la rivoluzione?

di LORENZO D’ONOFRIO (RI Pescara) Siete disposti a questo? Siete disposti a tassare il grande capitale fino al 90%? Siete disposti a rinunciare alle partite sul divano infarcite di pubblicità e a tutta quell’altra merda che vi regala il Capitale per tenervi buoni? Provate a dirlo nelle piazze… Non ci si può lamentare dei MEDIA che disinformano e poi aver paura di “sottrarre al grande capitale il potere di formare l’opinione pubblica”, con tutto quello...

0

Una società alternativa

di GILBERTO TROMBETTA (RI Roma) Dopo il divieto di manifestare deciso dal sindaco e dal prefetto di Trieste, il divieto viene esteso dal Ministro dell’Interno a tutto il Paese: solo sit in e lontani dal centro. Il Presidente della Repubblica esulta dicendo che le manifestazioni contro il lasciapassare governativo contribuivano alla diffusione del virus. Solo quelle contro il lasciapassare governativo, ovviamente. Quelle dei Fridays for future, quelle arcobaleno e quelle della CGIL no. Intanto il...

0

Apolitica e apartitica

di MICHELE DURANTE (RI Genova) A quelli che sostengono che le manifestazioni debbono essere a-politiche e a-partitiche, quindi moraliste, dedico questa frase di un filosofo illuminista: “… è evidente che la morale è una scienza frivola senza la politica e la legislazione [… ] disgraziatamente la morale, come la religione, ha molti ipocriti” (Claude-Adrien Helvétius). Aggiungo che, oltre ad essere frivolo, voler imporre la propria morale senza sostenere posizioni politiche e/o proporre misure legislative, ad...

0

Stefano Puzzer e la piazza come grande luogo comune

di ALESSANDRO APE (RI Reggio Calabria) Stefano Puzzer dice che bisogna stare lontani dalla politica, da qualsiasi politica. Dimostrando di avere introiettato l’essenza della Seconda Repubblica, il grillinismo ed il luogocomunismo della quale è impregnata la gente, dopo tre decenni di nulla politico, di grandi equivoci fatti passare come “politica”, causati dal vincolo esterno, dalla cessione della sovranità, dallo svuotamento della rappresentanza democratica, dalla dissoluzione del dettato costituzionale, che ha prodotto Partiti-Marketing e personalistici, utili...

0

DDL Concorrenza

di ANDREA CORRITORE (RI Viterbo) Il nuovo DDL Concorrenza approvato dal Governo Draghi è l’ennesima mostruosità fatta contro il popolo ma a favore di pochi ricchi (quelli di cui Draghi è diretta emanazione). All’art. 6 c’è l’obbligo per gli enti locali di privatizzare tutti i loro servizi e chi non lo fa deve giustificare il suo mancato ricorso al mercato. Privatizzare i servizi pubblici significa dare in pasto alle multinazionali settori strategici fondamentali come le...

0

Non ci sono alternative

di MATTEO MODULON (RI Verona) Così come sta accadendo per la scuola, anche la sanità pubblica viene progressivamente smantellata a vantaggio di quella privata. Ciò fa parte del lungo processo di privatizzazione iniziato nel 1992. L’obiettivo della classe dirigente neoliberale (nostrana ed europea) è di portare l’Italia e l’UE ad un sistema uguale o simile a quello americano. Per la sanità il modello è quello delle assicurazioni e funziona in maniera molto semplice: se la...

0

Il bisogno del padrone

di STEFANO ROSATI (RI Rieti) Il post che alcuni contatti hanno condiviso, di un giornalista che riporta l’ovvia candidatura di Draghi come presidente della Repubblica, non colpisce per il disinteresse per la Costituzione ma per la sconfortante totale disarmante debolezza della classe politica italiana. L’insipienza del ceto politico italiana è talmente grave che “anche il gruppo conservativo ha bisogno di un padrone” (Gramsci). Vista la ricorrenza le parole di Marx sulla rivoluzione del 18 Brumaio sembrano...

0

La Costituzione dice altro

di GILBERTO TROMBETTA (RI Roma) Secondo alcuni, tra cui il leghista Giorgetti, Draghi dovrebbe ricoprire contemporaneamente la carica di Presidente del Consiglio e di Presidente della Repubblica. Un novello imperatore insomma. O un dittatore, a seconda dei punti di vista. «La Costituzione dice altro? Amen». Non stupisce che sia proprio un giornalista, e di una delle maggiori testate mainstream, a sostenere un concetto così sfacciatamente, diciamolo fuori dai denti, eversivo. D’altronde, da anni ormai il...

1

Intanto in Italia…

di GILBERTO TROMBETTA (RI Roma) «Se fossimo davvero in una dittatura, non potreste neanche protestare», dicevano sornioni quelli favorevoli al lasciapassare governativo. A Trieste il neoeletto sindaco di centrodestra e il questore vietano le manifestazioni in piazza (almeno) fino al 31 dicembre. Nel mentre il Governo pensa di estendere lo stato di emergenza anche nel 2022, trasformandolo di fatto in uno stato di eccezione (permanente). Siamo passati dal vincolo esterno (NATO, UE ed Eurozona), al...

0

Giorni di covid, un breve riassunto

di ENRICO IAPOCE (RI Roma) Signori, un breve riassunto di questi giorni concitati di covid. Premessa: temo che scontenterò un po’ tutti perché oramai la maggior parte della popolazione ha rinunciato all’utilizzo della razionalità in favore dell’appiattimento sulla propaganda governativa o su indimostrabili teorizzazioni di complotti. Sono vaccinato con doppia dose, perché, quando ho potuto, ho fatto una serena analisi costi/benefici e ho visto che nelle mie condizioni (sono grasso e iperteso) valeva la pena...

0

Ribadire l’ovvio

di MAURO ESPOSITO (RI Torino) Una società ove sono presenti 5 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà ed altri 5 milioni che vivono ai margini di tale soglia, cercando di sopravvivere, non può definirsi né progressista né civile ma, soprattutto, neanche democratica in maniera sostanziale… Ed alla stessa maniera se una entità sovranazionale codifica un minimo di soglia di disoccupazione con una percentuale accettata e giustificata (che nel nostro Paese dovrebbe...

0

Come stavamo trent’anni fa e come stiamo oggi?

di ANDREA CORRITORE (RI Viterbo) Le politiche di Draghi, così come quelle di tutti i governi dal 1992 ad oggi, hanno come effetto l’arricchimento di pochissimi e l’impoverimento della maggioranza degli italiani. Disoccupazione, lavoro precario, pensioni misere o inesistenti, sanità pubblica distrutta e costo della vita alle stelle mentre i salari sono sempre più bassi e da fame. Ecco perché questione sociale e questione sanitaria sono collegate: la scusa dell’emergenza che giustifica tutto, anche le...