E il Sud ?

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11 risposte

  1. Lorenzo ha detto:

    Le elites finanziarie apolidi sarebbero “fasciste”? Guarda un po’, io pensavo che quella fascista fosse un’ideologia nazionale (e razziale) per antonomasia, votata alla valorizzazione dell’organicismo comunitario. Un’ideologia che individuava il suo principale avversario proprio nella finanza apolide (e nel suo ispiratore per eccellenza, il giudaismo internazionale), a cui contrapponeva la celebrazione del lavoro e della produttivitä reale.

    Si vede che ho le idee un po’ confuse…

  2. stefano.dandrea ha detto:

    L’articolo è ottimo. E’ vero che le elite finanziarie non sono fasciste in nessuno dei sensi possibili e che alla fine dell’articolo il termine fascista è utilizzato, come si è fatto spesso, come epiteto da affibbiare al cattivo. Ma a parte questa svista – la si può considerare una svista senza che ciò voglia dire difesa del fascismo sotto uno o altro profilo – l’articolo è ottimo.

    • nicola di cesare ha detto:

      Le analogie col fascismo sono molto evidenti. Bisogna saperle cogliere.

      Abolizione dello Stato etico e organicismo del modello finanziario speculativo

      Il modello finanziario transnazionale costituisce la realizzazione nella storia dei massimi valori spirituali di cui è depositaria la upper class finanziaria . La “società civile” non ha autonomia, è organizzata e subordinata agli interessi dell’upper class finanziaria.

      Gli interessi del sistema finanziario globale vengono prima del singolo individuo. Gli individui sono chiamati alla mobilitazione e al sacrificio in nome degli interessi della finanza globale

      Impersonificazione e apolidizzazione del potere

      Gli individui a guida della finanza internazionale sono anonimi. Essi concentrano su di sè totalità dei poteri attraverso la cancellazione delle autonomie costituzionali dei singoli stati e il controllo diretto e indiretto dei loro parlamenti o centri di produzione legislativa.
      L’individuo abbiente viene proposto dalla propaganda come un modello di “uomo nuovo” e dinamico, l’unico adatto alla sopravvivenza in un mondo globalizzato.

      Partito unico

      Il partito della finanza globale è il partito unico (proibizione dei partiti diversi da esso); pervade e organizza tutta la società. L’accettazione delle regole del partito è obbligatoria e l’ideologia del partito pervade l’intera amministrazione del “nuovo Stato”

      Globalizzazione delle masse

      Complesso di interventi dei “nuovi stati” per indottrinare le masse, per formarle all’ ideologia e alla prassi speculativa (organizzazione della cultura, controllo della stampa, attività intensiva di propaganda, controllo della scuola). Il partito della finanza globale usa in maniera assai efficace i nuovi strumenti di comunicazione vecchi e nuovi come la radio, cinema, internet, stampa ma anche, arte, letteratura, social network; In questo quadro rientra anche l’uso politico delle religione (cui i vertici delle varie confessioni si prestano in svariate occasioni).

      Ideologia e pratiche militari e paramilitari

      Il partito della finanza globale è supportato dalle organizzazioni paramilitari mercenarie; l’ideologia militaresca e le pratiche militari e paramilitari sono diffuse e finanziate allo scopo di destabilizzare le resistenze degli stati nazionali tradizionali.
      Lo stile militare viene applicato nel partito della finanza globale nell’ambito della amministrazione ed entro istituzioni collettive per indurre rassegnazione nella popolazione e convincerla dell’inutilità di eventuali azioni di protesta.

      Irredentismo e revisionismo

      Il mondo deve completare il “risorgimento globalista”, ovvero la distruzione degli stati nazionali e la loro liquidazione con l’acquisizione di tutte le “terre irredente” . Il revisionismo contro le storie costitutive degli stati nazionali e contro l’idea di una politica a favore delle classi meno abbienti è una delle azioni più incisivamente condotte dal partito al cui fine sono strette alleanze con le principali organizzazioni criminali globali.

      Globalismo.

      I conflitti tra stati residuali vengono fomentati con lo scopo di indebolirne l’indipendenza e instaurare dei regimi obbedienti. I conflitto di classe è superato con la sostanziale dicotomizzazione e polarizzazione delle stesse che porta alla creazione di una classe di superricchi intoccabili e inarrivabili e una sconfinata popolazione di produttori/consumatori al limite della sussistenza.

      Razzismo

      Il razzismo dell’upperclass del partito finanziario globale è fomentato e incentivato per indebolire il conflitto sociale.

      Politica demografica

      La politica demografica è sostituita dalla pianificazione degli esodi continentali indotti da crisi umanitarie provocate da guerre o carestie scientificamente provocate.

      L’Imperialismo e colonialismo

      Nel quadro dell’apolidismo e del razzismo sociale, gli appartenenti al nuovo ordine finanziario globale sono impegnati nell’occupazione di ogni spazio economico possibile in ogni continente con l’uso del deterrente speculativo e/o della guerra.

      Militarismo epolitica estera aggressiva

      I rapporti tra gli Stati nazionali resistenti e quelli finanziariamente occupati si risolvono in ultima analisi con la forza. La forza militare è la massima espressione dello spirito, della cultura e dello sviluppo economico e tecnico della finanza globale.

      Lobbismo

      Vengono riconosciute le lobby come enti che organizzano interessi economici specifici presenti nella società (gli industriali, i lavoratori, …). Le corporazioni sono obbligatorie e sostituiscono le libere organizzazioni sindacali (che vengono di fatto proibite). Tentativo di eliminare il conflitto di interessi e i conflitti di classe sotto la minaccia della crisi economica finanziaria.

      Dirigismo economico della finanza privata

      La finanza globale guida le scelte nell’economia (contro il libero mercato), guida lo sviluppo economico, promuove la colonizzazione in nome dell’interessa globale. Il fine
      dell’economia è la potenza della finanza globale;

      L’economia finanziaria vende assistenza agli individui dell’uperclass in tutte le fasi della sua vita. La finanza interviene attraverso la commercializzazione di sistemi di sicurezza sociale e di protezione per le fasce deboli della popolazione. L’assistenza ai cittadini non è intesa come un diritto individuale, ma come un interesse della stabilità del regime di sfruttamento del lavoro e in quanto tale a un livello minimale. Lo stato organizza anche gli svaghi e il tempo libero. In cambio dell’assistenza e della sicurezza sociale lo Stato si intromette tuttavia nella vita privata dei singoli, fino a chiedere il massimo sacrificio in termini di sfruttamento del lavoro.

      Controllo sociale e repressione

      La finanza globale usa svariati strumenti di controllo sociale di tipo soft (facilitazioni,pressioni, intimidazione) nei confronti della popolazione. Usa nei confrontidei nemici politici forme di repressione e di terrore (violenze, assassinio politico, il controllo dei tribunali, confinamento, deportazione). Nei territori irredenti e nei paesi occupati si è resa responsabile di svariati crimini (atti di guerra contro popolazioni civili, distruzioni di villaggi, esecuzione di prigionieri, rappresaglie, uso di armi proibite, deportazioni, concentramento, assassini politici).

      Totalitarismo

      Con questo termine si definiscono diverse delle caratteristiche già presenti in questa lista. Sono le caratteristiche che finanza globale condivide tutti i regimi di stampo fascista.

      • Matteo ha detto:

        Certo che la fantasia è uno strumento meraviglioso.
        Si riesce a trasformare il mondialismo in fascismo come fosse Antani con scappellamento a destra.
        Si raggiunge poi un tocco di involontaria comicità con il concetto di “dirigismo economico della finanza privata” che è un pochino come dire “comunismo della iniziativa individuale”.
        Va beh, diciamo che il free climbing sugli specchi diventerà lo sport nazionale dopo la Liberazione.
        L’importante è chiamare “fascismo” tutto quello che ci sta sulle palle: “fascismo stradale” (gli ingorghi che ci fanno fare tardi), “fascismo bancario” (il mutuo a tasso variabile che ci frega), “fascismo femminile” (la tipa che proprio non ne vuol sapere di noi).
        E così via verso il sol dell’avvenire.

        • nicola di cesare ha detto:

          La comicità non è molto adatta a rispondere nel merito di una questione politica così controversa. Comunque in effetti sei simpatico. Mi hai fatto ridere.

          • Matteo ha detto:

            Caro Di Cesare, la questione non è controversa, e direi che D’Andrea l’ha liquidata con il minor numero di parole possibili: “il termine fascista è utilizzato, come si è fatto spesso, come epiteto da affibbiare al cattivo”.
            Il che mi sta anche bene, dato il bacino elettorale (presunto) in cui si vuole pescare, ma addirittura tentare contorte dialettiche bizantine per suffragare questa tesi, mi consenta (come diceva un altro che per 20 anni è stato definito “fascista”) è ridicolo.

  3. Lorenzo ha detto:

    Dio mi guardi dallo screditarti l’articolo o dal sospettarlo/ti di apologia di fascismo! Lunga vita alle tabuizzazioni imposte dal conquistatore di turno e a chi cammina sul sentiero inclinato della political correctness!

    PS: concordo sulla validità dell’articolo. Anche se è a sua volta molto politically correct – se napoletani e calabresi fossero abbastanza ottusi da vivere per lavorare anziché lavorare per vivere, accettare indistintamente e in modo irriflesso le regole vigenti, e irreggimentarsi automaticamente rispetto a ogni ordine costituito, come fanno i tedeschi e i pochi superstiti di italiani settentrionali sopravvissuti alla colonizzazione meridionale, oggi il sud sarebbe anch’esso una Baviera o una Lombardia, invece di morire in assenza dei finanziamenti di chi lavora per tutti.

  4. Luca ha detto:

    “se napoletani e calabresi fossero abbastanza ottusi da vivere per lavorare anziché lavorare per vivere, accettare indistintamente e in modo irriflesso le regole vigenti, e irreggimentarsi automaticamente rispetto a ogni ordine costituito, come fanno i tedeschi e i pochi superstiti di italiani settentrionali sopravvissuti alla colonizzazione meridionale, oggi il sud sarebbe anch’esso una Baviera o una Lombardia, invece di morire in assenza dei finanziamenti di chi lavora per tutti.”

    un po’ come questi PIIGS degli europei del sud eh?

  5. Luca ha detto:

    Tra l’altro da notare l’incoerenza: “quella fascista fosse un’ideologia nazionale (e razziale) per antonomasia, votata alla valorizzazione dell’organicismo comunitario.” e organicismo comunitario che significa se non che esiste una comunità unita e indivisibile dove i membri all’interno si aiutano e assistono l’uno nell’altro per compensare le difficoltà e migliorarsi? Chissà perchè i missini furono sempre in prima fila contro i sentimenti anti-meridionalisti, ben più addirittura dei comunisti (non per niente i primi leghisti venivano dal PCI, così come alcuni gruppi radicali del MSI, i famosi nazisti dell’Illinois ovvero della Bassa Padana).

    Qua mi sa che il nostro amico confonde il comunitarismo sociale con quello libertario. Il primo è quello che ho accennato io. Il secondo è quello che annovera intellettuali del rango di Hoppe e Miglio: per la serie “chi vive col frutto del proprio lavoro ci viva, gli altri spariscano”

  6. Luca ha detto:

    Ah, comunque per curiosità, lo scandalo delle BMW cosa l’ha causato? Le leggi del vincitore di turno o della meridionalizzazione dei popoli nordici? (perbacco! Ci sarà pure qualche ingegnere terrone a lavorare in quelle irrigimentatissime e automatissime fabbriche)?

  7. stefano.dandrea ha detto:

    Sono costretto a riprendere la discussione qua, perché il programma non consente di rispondere.
    A mio avviso il caratteri indiscutibili del fascismo – di tutto il fascismo, non di sue componenti, per quanto maggioritarie, caratteri sempre presenti durante il ventennio – sono:
    i) il nazionalismo che era teorizzato come necessariamente imperialistico: il nazionalismo è sempre, secondo Gentile e Mussolini, imperialismo: ha un piede di qua e uno di là;
    2) l’esaltazione della guerra (non semplicemente il ricorso alla guerra ma l’esaltazione della guerra);
    3) la negazione delle libertà formali (di parola, di associazione, di riunione, personale;
    4) l’essere una dittatura formale;
    5) la concezione dello Stato etico o stato educatore: la politica per Gentile è pedagogia.
    Tutto il resto (salvo forse il principio di gerarchia, che potrebbe essere un altro carattere peculiare) o è stato occasionale (certo interventismo generato dalla crisi del 29) o è stato solo teorizzato (corporativismo) o ha caratterizzato solo alcuni (certa cultura futurista) o era in realtà un tratto del tempo in gran parte del mondo (l’esaltazione e il ruolo della famiglia). La dittatura di classe (della classe borghese) ci fu indubbiamente. Ma non si ebbe una accentuazione rispetto alla passata epoca liberale, sicché nel rapporto di classe il fascismo non fu peggiore di tante democrazie liberali, con la conseguenza che il classismo borghese non ne è un carattere peculiare.

    La volontà di distruggere gli Stati nazionali, la negazione di ogni ruolo pedagogico degli stati nazionali, il metodo del dispotismo illuminato, che rifiuta l’uso della guerra almeno in Europa e lo limita fuori dall’europa, metodo comunque non fondato sulla esaltazione della guerra, che anzi è fatta di nascosto secondo la più antica tradizione, il riconoscimento delle libertà formali fondamentali a mio avviso fanno dell’Unione europea una entità ANTIFASCISTA, così come vari altri caratteri dell’Unione europea la rendono ANTICOMUNISTA, ANTISOCIALISTA, ANTISTATALISTA, ANTIPATRIOTTICA (o antinazionalista, se il nazionalismo è inteso come patriottismo), ANTIDEMOCRATICA, ANTIREPUBBLICANA.

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