I forconi la buttano in politica

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  1. caro Stefano, questo articolo, senza considerare le sue fonti informative alquanto discutibili,  farebbe bella figura su giornali tipo Libero o la Padania, non su un sito che fa appello al popolo.

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Cari amici,

    speriamo che Granoduro abbia torto e abbia sollevato una preoccupazione infondata. Credo, anzi ne sono certo, che anche lui ne sarebbe contento.

    Di articoli simili ne stanno pubblicando anche altri. Vi segnalo questo: http://www.linkiesta.it/movimento-forconi-sicilia

    Speriamo che si tratti di un falso allarme. Agli autonomisti e in generale a tutti coloro che vorranno partecipare al nascente movimento italiano bisogna spiegare alcune cose. Per evitare che i movimenti locali che sorgeranno non vadano ciascuno per conto suo. Concluso un lavoro importante che ho in corso, comincerò a scrivere con maggior precisione su questo tema.

  3. zapper ha detto:

    insomma, forconi o no mi sembra che la galassia di movimenti che ribollono in giro non abbia una stella polare che li muova ma tanti “venti” e questo non è che l’anticamera dell’impotenza nei fatti.
    io penso che questa stella possa essere rappresentata dal reddito di cittadinanza come diritto civile dato che è ormai lampante l’assoluto divorzio tra il reddito e l’occupazione.
    il movimento svizzero per il basic income ha prodotto questo docu-film in cui spiega in modo rigoroso la sua finanziabilità con una rivoluzione della fiscalità
    http://grundeinkommen.tv/?p=263
    da vedere e soprattutto da cominciare a considerare la cosa seriamente

  4. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Zapper,

    il video è lungo e la connessione che utilizzo in questi giorni non mi consente di vederlo.

    Il divorzio tra reddito e occupazione è un grave problema che occorre risolvere, abrogando il divorzio. Nella nuova situazione, il reddito di cittadinanza, potrebbe essere ammesso con molti limiti.

    A ciascuno secondo le sue necessità da ciascuno secondo le sue capacità. Io continuo a ripetere che un giovane di 18 anni che non studi debba essere obbligato ad accettare ogni lavoro per il quale sia previsto un giusto minimo dal contratto collettivo nazionale. Se rifiuta non verrà curato negli ospedali pubblici, gli verrà ritirata patente, passaporto e carta d'identità, non potrà camminare sull'asfalto gettato con soldi pubblici, non potrà essere seppellito nei cimiteri. E tuttavia, siccome non vogliamo essere così cattivi, semplicemente lo mandiamo a svolgere i lavori forzati e a pulire le discariche (sia se si tratti di un figlio di papà viziato, sia se si tratti di un figlio di nessuno viziato). Questo è il principio del comunismo.

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