La Rivista di Riconquistare l'Italia
di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Dopo il referendum sull’uscita dall’Unione europea della Gran Bretagna e quello sulla riforma della seconda parte della nostra Costituzione, era prevedibile che sarebbe iniziata la stagione dell’attacco ai principi fondamentali della Costituzione; ultimo vero ostacolo all’integrale assoggettamento dell’Italia al liberalismo. In un articolo di Angelo Panebianco pubblicato sul “Corriere della sera” – “antico complice” dei capitalisti stranieri – si invoca la necessità di una modifica dei principi fondamentali della Costituzione....
Alcuni credono che sia possibile già nel 2018 organizzare una seria alleanza sovranista. Noi del FSI crediamo che assolutamente non sia possibile e che l’impegno sia velleitario e dannosissimo. Mille volte meglio dedicare l’anno scarso che ci separa dalle elezioni a costruire, ad aggregare e a radicarci, che buttarlo in un’azione che non darebbe alcun risultato e genererebbe sfiducia. Questo nostro giudizio circa la impossibilità riflette una nostra idea di ciò che si deve costruire: il...
di RICCARDO LOMBARDI Il 16 marzo 1949 Riccardo Lombardi (PSI) interviene nel dibattito parlamentare sull’adesione dell’Italia al Patto Atlantico (testo riportato sull’“Avanti!” del 25 marzo 1949). Noi non possiamo nasconderci questo fatto, noi non possiamo nasconderci il fatto che il piano di organizzazione dell’Europa occidentale, che si vuole qualificare come un Eden recinto, con una recinzione che fino ad oggi è stata fatta soltanto da bandierine, ma che da oggi in poi dovrebbe esser fatta...
di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Sul Corriere della Sera del 20 luglio 2017 è uscito questo editoriale di Angelo Panebianco. Quella di Panebianco è una chiamata alle armi, è la verità nuda e cruda sbattuta in faccia sul conflitto sociale al quale siamo obbligati a prender parte, è l’avveramento dei nostri presagi, ma anche il suicidio dei liberali, che svelano finalmente senza pudore tutta l’essenza della loro natura profondamente liberticida e classista. Dopo aver assistito...
di STEFANO D’ANDREA I moti del 20-21 e del 30-31 mostrarono che non era possibile ottenere le libertà individuali senza indipendenze statali. Il 1849 mostrò che non era possibile ottenere le indipendenze statali senza l’Unità nazionale. Oggi la situazione è diversa. L’Unità nazionale è un bene ancora non in pericolo: il rischio della disgregazione farà capolino soltanto nel caso in cui la crisi si prolunghi per altri 15 anni. Invece la libertà di impresa e...
di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) 2. In Italia la scuola liberale con tutto il suo carico contraddittorio si afferma in modalità particolari e contestualmente a una cessione della sovranità che equivale al suo tramonto: ad attuarla non sono i moderati, ma personaggi venuti su dall’estrema sinistra rivoluzionaria, come Berlinguer e De Mauro, che aggrovigliano l’individualismo liberale e la sua retorica produttivista, di cui sono al servizio, con l’individualismo libertario nel contenuto e dogmatico nella...
di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) 1. Ciò che resta della scuola pubblica è uno dei risultati del programma di trasformazione sociale perseguito con lungimirante tenacia e studiata lentezza dalle oligarchie liberali anglosassoni: a partire dagli anni ’80, esse hanno riavviato la guerra fredda contro l’URSS e in un decennio l’hanno spinta al tracollo; poi hanno imposto in tutto il mondo le liberalizzazioni, cioè l’abolizione delle leggi (lacci e laccioli) che frenavano l’iniziativa economica, e...
di Stefano D’Andrea Una rivista, una associazione, un movimento, un partito, hanno sempre avuto origine da alcune idee, eccellenti o pessime, innovative o antiche, ma sempre hanno avuto origine da idee che si volevano diffondere. I partiti sono sempre nati sulla base di un manifesto, un programma, una mozione che esprimeva fini e valori da realizzare. Invece, il M5S non è un movimento fondato su idee. Esso è basato sulla tecnica, su una tecnica –...
di SUSAN BONATH (“Junge Welt”) Quasi un abitante su sei a Brema vive grazie ai sussidi pubblici di base. La proporzione di beneficiari di un sussidio sul totale della popolazione è solo leggermente inferiore rispetto alla capitale tedesca di Hartz IV, Berlino. Migliaia fra questi disoccupati sono ormai da molti anni senza un lavoro. Il Jobcenter e le agenzie di lavoro della città-stato (Brema) vorrebbero porre rimedio a questa situazione e allo stesso tempo cercare di...
di JAMES PETRAS (sociologo; Università di Binghamton) L’imperialismo culturale si può definire come invasione e dominazione sistematica della vita culturale delle classi popolari da parte delle classi che governano l’Occidente, con l’obiettivo di ri-orientare le scale di valori, le condotte, le istituzioni e le identità dei paesi oppressi per farli coincidere con gli interessi delle classi imperialiste. L’imperialismo culturale ha forme “tradizionali” e moderne. Nei secoli scorsi la Chiesa, il sistema educativo e le...
di LUCA MANCINI (FSI Roma) Per secoli i letterati sono sempre stati visti come elementi potenzialmente rivoluzionari all’interno della società. Letterati e storici sono sempre stati tra le voci più critiche nei confronti del sistema sociale, eppure oggi si assiste ad una netta inversione di tendenza. Le facoltà di Lettere sembrano produrre perlopiù due categorie di persone: la prima, numericamente più scarsa, è quella di personaggi che addirittura si pongono come strenui difensori della società...
di STEFANO D’ANDREA C’è chi crede nelle procedure per eleggere portavoce e rappresentanti: uomini e idee sono secondari e saranno quelli selezionati dalle procedure. Irrilevante è addirittura l’organizzazione. È il M5S; e ai nostri fini è del tutto irrilevante se le procedure siano false e ingannatorie. Ciò che rileva è l’idea del valore prioritario delle procedure e della irrilevanza dell’organizzazione. C’è chi crede nelle idee. La purezza delle idee è ciò che prevale. Uomini, organizzazione e procedure...
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