La Rivista di Riconquistare l'Italia

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L’innaturalità dell’economia di mercato

di LUCA MANCINI (FSI Roma) Il mercato esige, sposta, afferma, disloca, teme, fugge, apre, chiude, scommette, esercita, occupa, parte, arriva, crea, distrugge. Il mercato: l’essere deificato dalla contemporaneità, del quale si temono i presunti castighi e al quale si chiedono improbabili favori. Come già scritto in un precedente articolo (https://appelloalpopolo.it/?p=13528), la nostra forma di convivenza è basata sul culto di qualcosa di trascendente: il libero mercato. Questo viene perseguito come una sorta di credenza religiosa...

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Delegazione e Rappresentazione: la sovranità come problema della politica contemporanea (2a parte)

di EMILIO DI SOMMA (FSI Napoli) Entrambi i concetti di delegazione (delegatio) e rappresentazione (rapresentatio) derivano dal diritto romano e ci sono stati tramandati grazie alla civiltà cristiana, che li ha fatti propri e li ha usati per stabilire gli ordinamenti e strutture della gerarchia ecclesiastica (poi si dice che il Medioevo cristiano è stato un periodo buio; beh, senza tale periodo buio a noi non sarebbero arrivati gli insegnamenti del diritto romano o della...

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Il mito della crescita attraverso il libero scambio

di PATRICK KACZMARCZYK (storico dell’economia) Traduzione di Michele Paratico Il protezionismo conduce alla guerra e alla stagnazione, il libero scambio inevitabilmente alla crescita. Questa storiella è un paradosso neoliberista da prima del 1913. Vale la pena dare un’occhiata più attenta alla storia. Da quando Donald Trump è diventato presidente, ha cominciato a circolare la paura del protezionismo. Eminenti economisti attraverso i mass media ci mettono in guardia all’unisono contro le sventure che il protezionismo avrebbe già...

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Delegazione e Rappresentazione: la sovranità come problema della politica contemporanea (1a parte)

di EMILIO DI SOMMA (FSI Napoli) Quando si parla di “sovranità”, specialmente a persone di tendenza “europeista”, la prima critica che viene rivolta ad un sovranista è il voler tornare ai “nazionalismi” moderni che hanno condotto alla Prima e Seconda guerra mondiale. A parte il fatto che una simile lettura della storia e degli stati-nazione è estremamente semplicistica ed esposta a critiche di diverso tipo, che per ragione di spazio non verranno qui presentate, vi...

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Il Sovranismo. Video intervista a Stefano D’Andrea

Stefano D’Andrea, presidente del Fronte Sovranista Italiano, intervistato da Manuel Costanzi (socio FSI – Terni), spiega nascita e significato dei termini sovranismo e sovranista  e illustra le ragioni dell’insanabile contrasto tra i trattati dell’Unione europea e la Costituzione repubblicana.  

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I dazi, maledetti dazi!

di STEFANO D’ANDREA Maledetti dazi! Se restano un fenomeno limitato, si possono tollerare, ma se gli Stati cominceranno a introdurli in quantità rilevante, le nostre industrie esportatrici saranno colpite e avranno bisogno dell’aumento della domanda interna o di diversificare la produzione per produrre di più o molto di più per il mercato interno. Saremo perciò costretti ad aumentare l’occupazione e quindi i salari, al fine di creare la domanda interna: una vera disgrazia. E poi se,...

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Il bestiario dei falsi sovranisti all’epoca di Alemanno

di LUCA RUSSI (FSI Arezzo) Ancora qualche riga su questa faccenda del “Polo Sovranista” (anzi, dei “Polli sedicenti sovranisti”, nel caso ve ne siano ancora di disponibili a dar nuovamente credito a vecchi arnesi della politica come Storace e Alemanno), non foss’altro perché leggo che la questione sembra preoccupare molte persone che – giustamente – temono di essere confuse con due vecchie volpi come queste, che hanno fiutato il vento e provano a cavalcare la...

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Per la critica dell’etica moderna

di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) È nota la differenza tra giudizi di fatto e giudizi di valore: un giudizio di fatto è vero se corrisponde al fatto, falso se non gli corrisponde; invece un giudizio di valore non può essere né vero né falso perché non cerca di esprimere quello che i fatti sono ma quello che i fatti devono essere. Questo ‘dovere’ ha un significato particolare: indica non un’ineludibilità, ma un’esigenza soggettiva, alla...

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A Francesco De Sanctis, nel duecentesimo anniversario della nascita

di ANGELA MARTINO Francesco De Sanctis (Morra Irpina, 28 marzo 1817- Napoli, 29 dicembre 1883), oltre ad essere stato grande storico e critico letterario, giornalista ed insegnante, fu un ardente patriota, deputato e ministro della Pubblica Istruzione, il primo ministro dell’Istruzione dell’Italia Unita. Intendiamo rimarcare il suo patriottismo, il sacrificio, le sofferenze e il dolore di un uomo che seppe essere un grande letterato ed offrire il suo notevole contributo alla causa nazionale, diventando il...

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Federalismo europeo e liberalismo economico

di STEFANO D’ANDREA Per i liberali il federalismo europeo non era un fine ma un mezzo: esso era la migliore idea per ridurre al minimo l’intervento dello Stato nell’economia. Insomma il federalismo europeo era coerentemente al servizio del liberalismo economico. I liberali, perciò, hanno saputo prendere atto, a un certo punto dell’avventura europea, che lo Stato federale non ci sarebbe mai stato (Monti e Junker, per esempio) e che a limitare l’intervento dello Stato bastava...

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Jean-Claude Michéa: I limiti del capitalismo post-democratico

Intervista a cura di LES INROCKS In Contro il Capitale lei auspica un “pensare con la sinistra contro la sinistra.” Eppure molti intellettuali di sinistra continuano a essere impermeabili, per non dire contrari ai suoi scritti. Si tratta della rottura definitiva di un dialogo possibile? Se fosse davvero il caso, certamente non è colpa mia! Ovviamente non mi rifiuterei mai di discutere con qualcuno con il solo pretesto che sarebbe “in disaccordo con i miei scritti.”...

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La crisi sarà lunghissima

di STEFANO D’ANDREA Non ci lasceranno crollare a livelli di disoccupazione del 25% come hanno consentito che accadesse in Grecia. Ci terranno a livelli di disoccupazione dell’11-12% e qualche anno ci faranno scendere anche al 9-10%. L’obiettivo che hanno le elites capitaliste-europeiste a matrice germanica è di indebolirci a poco a poco continuamente, sperando che l’Italia a un certo punto imploda. Perciò non sarà la teoria economica a salvarci ma il formarsi della volontà politica....